ELIZABETH KELLY.
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Chiedi scusa! Chiedi scusa!
Parte 1.
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Titolo originale: Apologize, Apologize! 2009.
Traduzione di: Ombretta Giumelli.
2010 ADELPHI Edizioni, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Una grande casa tra le dune di Martha's Vineyard: il rifugio ideale per le vacanze estive della upper class del New England. Ma in questa casa non si tengono party sontuosi, n si scambiano ovattate confidenze: si organizzano semmai meeting di finanziamento delle pi disparate iniziative insurrezionali e si combattono schermaglie degne di un pub all'ora di chiusura. Gi, perch ad abitarla  il clan dei "fantastici Flanagan", stirpe irlandese emancipata da qualsiasi preoccupazione economica grazie alle sovvenzioni di un distante e temuto patriarca, magnate dei media. Circondati da cani di ogni taglia, Charlie Flanagan, donnaiolo seducente e sconsiderato, e la moglie, bella ereditiera di simpatie sovversive, conducono un mnage insieme crudele ed esilarante. Di crescere Collie e Bingo, i due figli della coppia, si preoccupa lo zio Toni, il fratello di Charlie - perlomeno quando non  impegnato nell'addestramento dei colombi o in qualche concitata rissa verbale. Ma se Bingo, adorabile scavezzacollo,  il degno prodotto di un simile dressage, Collie, il narratore,  diverso:  serio, sensibile e coscienzioso, e decisamente pi attratto da ci che il nonno rappresenta. Certo, la fascinazione di Collie per le ville in stile georgiano, i roseti ben tenuti, i mastini a guardia della propriet lo espone all'occasionale biasimo dei pi stretti congiunti, ma lo rende anche l'unico plausibile erede dell'impero familiare. Sennonch, un giorno d'estate, tutto va a pezzi...
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Chiedi scusa! Chiedi scusa!
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Ringraziamo il Canada Council for the Arts per il suo contributo a questa edizione.
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Dedica: a mio padre, Arthur J. Kelly.
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CAPITOLO 1.
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Sono cresciuto nell'isola di Martha's Vineyard, in
una grande casa chiassosa come una parata - il suo frastuono
risuonava per tutta la costa del New England.
Un caos orchestrato di pifferi e grancasse, majorette e
squilli di trombe; ma ce lo potevamo permettere. Mia
madre era ricca, e i soldi di suo padre piovevano dal
cielo come coriandoli, mettendo a tacere con garbo le
conseguenze di tanto baccano.
Vivevamo isolati in una vasta tenuta sulla spiaggia
meridionale di Chilmark. Mi sto ancora scrollando dai
capelli e da sotto la pianta dei piedi i granelli di sabbia,
quella sabbia che riempiva ogni fessura del vecchio
assito nella nostra casa di legno in riva all'oceano.
Sul davanti, al posto del giardino, possedevamo un
ampio tratto di Squibnocket Beach, col rombo dei
frangenti e le onde gigantesche che oscuravano l'orizzonte.
Nei giorni di burrasca i surfisti ci planavano
quasi in cucina, e mio zio Tom li spazzava via a suon di
insulti.
Tom era il fratello maggiore di mio padre. Io lo
chiamavo il matto di casa, titolo assai conteso l dentro.
In famiglia abbondavano le polemiche, e liti e discussioni
erano innumerevoli quanto le impronte lasciate
dagli uccelli sulla spiaggia.
Non poteva cadere un passero da un albero senza
che si scatenasse un putiferio di pareri contrastanti tra
mamma, pap e zio Tom, che rappresentavano gli adulti
del mio nucleo familiare. In lontananza incombeva
mio nonno materno, Peregrine Lowell, da noi
chiamato il Falco, uomo di grande apertura alare, che
stava appollaiato sulle alte cime pronto a scendere in
picchiata sulla preda, e finirla.
Le loro escandescenze collettive furono per me e
per Bing, mio fratello minore, la colonna sonora della
nostra infanzia - non certo quel che si dice un motivetto
orecchiabile.
Quei fantastici Flanagan sono sempre l che mi
aspettano fuori dalla porta, personaggi in Technicolor
della versione a cartoni animati della mia vita. Io, lineare
come una retta rispetto a loro, ero l'equivalente
domestico di una voce moderata in un'Irlanda divisa.
Secondo pap, il mio sangue Flanagan - cattolico come
il vino dell'Eucarestia - era stato contaminato a livello
cellulare da un'infusione di DNA protestante, per
gentile concessione dei Lowell, la trib di mia madre,
angloirlandese del Nord.
I ricordi di casa mi inseguono ovunque, mordendomi
i calcagni per attirare la mia attenzione, senza mai
mollare, come i cani che mia madre collezion negli
anni. L'odore di cane bagnato, il sale dell'aria frizzante...
il mio passato permane in grandi onde olfattive,
trascinandosi dietro una coda arruffata. In quella dimora
trasandata, con le orde di cani sempre tra i piedi,
riuscire a raggiungere il soggiorno dall'ingresso
era come attraversare Saigon in fiamme.
Mastini inglesi, mastini napoletani, mastini tibetani
- potevano ululare alla luna fino a squassarti l'anima -,
e Sykes, Ges, quel maledetto bull-terrier! Mia madre
dominava quella baraonda come una fata celtica, folle
e ricciuta. I suoi melodrammatici desideri, i suoi sproloqui,
i suoi odii feroci e le sue smodate effusioni risuonavano
con fragore come la campana di un faro.
Mi chiamo Collie Flanagan. Il nome lo scelse la
mamma, dopo aver riscoperto i libri di Albert Payson
Terhune, quello di Laddy alla riscossa.
A detta di pap, lo lesse durante tutta la gravidanza,
sperando di partorire un cucciolo. Nel bel mezzo del
battesimo, scoppi una lite sull'altare quando il prete
ebbe da ridire sul mio nome:  una razza canina, protest,
e non c' nessun San Collie! Be', dovrebbe esserci,
maledizione! sbott mamma, e alla fine pap annunci
che, forse, sarei stato io il primo.
A Andover, a scuola, mi chiamavano Lassie. Sai che
spasso.
Mia madre aveva sempre desiderato una bambina.
Quando nacqui, il 22 novembre 1963, fu il giorno pi
brutto della sua vita: la delusione per la nascita di un
maschio coincise con la tragica morte del suo eroe,
John Fitzgerald Kennedy. Per celebrare il suo epico furore,
accese un fal sulla spiaggia e bruci tutta la collezione
di dischi di pap, con le facce sorridenti di Jo
Stafford e Perry Como che si scioglievano tra le fiamme.
Ci butt dentro anche una bomboletta di Raid,
per sentir esplodere la sua rabbia fin oltre l'orizzonte.
Dopo nove mesi, il 3 agosto, diede alla luce un altro
maschio, che chiam Bing, come un suo setter irlandese.
Mio fratello, fortunato lui, nacque lo stesso giorno
dell'altro grande idolo di mamma, Rupert Brooke,
il poeta inglese cantore della guerra. Ci nonostante
mamma, prima di portare Bing in casa, si ferm a
strappare tutti i gerani rosa dal davanzale. Mia madre,
va detto, aveva il dono di far tremare anche i fiori.
Era l'unica femmina - la iena d'ordinanza, per
dirla con zio Tom - in quel ruvido ambiente di maschi.
Persino i cani erano maschi - i cagnetti pisciavano
sui cuscini mentre i bestioni sbavavano viscidi filamenti
di testosterone.
Mia madre e mio nonno avevano uno strano rapporto,
questo  certo. Lei lo detestava, e lui finanziava
impassibile il suo disprezzo. A volte penso che non la
mandasse a quel paese solo perch sperava di riuscire
a scoprire il segreto di quella loro estraneit. Odiare il
padre era per mia madre come un lavoro, l'impegno
della sua vita: il suo dottorato in papi. Aveva raccolto
dati su di lui fin dai miei primi ricordi - nella sala da
pranzo i fogli delle sue ricerche si accumulavano sulle
sedie in pile alte come il tavolo.
Appuntati alle pareti c'erano documenti e diagrammi
con sfilze di rimostranze di ex dipendenti, ex amici,
invidiosi rivali in affari del nonno. C'erano anche
fotografie in bianco e nero, una serie di testimonianze
segrete, nonch lunghissime liste di recriminazioni
scritte personalmente da mia madre in stampatello
con l'inchiostro rosso - un arazzo pazzesco impiastrato
sulle pareti del suo studio -, materiale per Il bastardo,
il roman  clef che, a sua detta, stava scrivendo.
Il protagonista, un ricchissimo e potente magnate
della carta stampata, uccide la moglie, riesce a farla
franca, e dedica il resto dei suoi giorni a distruggere la
felicit della figlia.
Nel riferirsi alla sua unica creatura, mio nonno assumeva
sempre un tono sardonico e annoiato. Ogni volta
che saltava fuori il suo nome io quasi mi aspettavo
che chiedesse l'ultima sigaretta come prima di salire
sul patibolo. Durante la nostra infanzia mamma ci fece
credere di essere un tipo interessante, come Stalin
avr sicuramente fatto credere ai propri familiari di essere
un eccentrico. Ci misi un bel po' a capire che
invece era una pazza furiosa, e che il suo desiderio infondato
di vendicarsi del Falco era solo un modo per
raccontarci quello che le ribolliva dentro.
Forte bevitore, donnaiolo, irlandese di professione,
pap era un randagio dal pedigree misto. Mamma lo
aveva strappato dalla strada perch si era invaghita del
colore dei suoi capelli, fulvi come il pelo di un cocker.
Coi soldi ti puoi comprare praticamente tutto diceva.
Appena l'ho visto, con quei capelli che luccicavano
come il sole la luna e le stelle, ho subito capito
che ero disposta a rinunciare al mio patrimonio pur di
potermi svegliare ogni mattina accanto a quella testa!.
Sembrava davvero innamorata quando parlava in
astratto.
La prima volta che lo vide fu per strada di notte. Pap,
ubriaco fradicio e vestito da Carmen Miranda - era
stato a una festa in maschera -, era aggrappato a un
lampione. Mia madre tornava da una riunione di compagni
- mamma collezionava comunisti come altre
donne accumulano casalinghi.
A detta di zio Tom, pap aveva sposato la mamma
per una scommessa. Durante la festa in maschera dove
aveva fatto baldoria con i famigerati fratelli Dolan,
alias i Corruttori, pap aveva annunciato davanti a
tutti che avrebbe sposato la prima donna che avesse
incontrato per strada. E appena usc, barcollante e vestito
da Carmen Miranda, si trov davanti mamma. Allora
sfil dall'enorme cappello di frutta esotica una
banana e gliela porse. E in quell'istante, sempre a detta
di zio Tom, tra i due scocc la scintilla.
Per un pelo non arriv prima Peachie Pittsburgh
McGrath, quella balena con le mutande grandi come
Cork! Aveva appena girato l'angolo ed era giusto dietro
tua madre. Se avesse visto prima lei, mi disse Charlie,
l'avrebbe sposata giusto per tener buoni i Dolan e
si sarebbe subito suicidato. Matrimonio e funerale lo
stesso giorno.
Pap,  vero che ti sei sposato per scommessa? gli
chiesi guardandomi le mie nuove scarpe da ginnastica
seduto sul solito gradino della veranda. Avevo nove anni
e cominciavo a pormi certe domande. Era il crepuscolo
di una sera d'agosto. Lungo la spiaggia deserta,
immersa nel lieve sciabordio delle onde, le onnipresenti
rondini sfrecciavano a caccia di insetti.
Ho sposato tua madre perch l'amavo rispose pap
come da lontano, guardando il mare. Era seduto su
una sedia a dondolo, con la sua chioma rossa che
splendeva come un personale tramonto. Nonostante
tutte le cose che raccontava di s - pap era un fiume
di parole e di emozioni - non ho mai avuto la sensazione
di conoscerlo veramente.
Sapevo di cosa gli piaceva parlare, gli argomenti certo
non gli mancavano, per con lui non sapevo mai
bene cosa dire.
Nonostante la loro vivacit compulsiva, i miei sembravano
due contabili in affari quando si trattava di
manifestare il loro affetto in pubblico. L'avevamo capito
fin da piccoli, io e Bing, che c'era tensione tra loro,
qualcosa di non risolto.
Ogni tanto pap spariva per qualche giorno, e mamma
diventava silenziosa. Perch non la sentissimo piangere,
faceva scorrere l'acqua nel bagno di sopra. Noi
ci appostavamo fuori dalla porta, scrostando con le dita
striscioline di vernice bianca; ci guardavamo negli
occhi e appena lei chiudeva il rubinetto filavamo via,
uno di qua, l'altro di l.
Pap ricompariva sempre con un bulbo di amaryllis
per mamma. I ripiani della serra accanto alla scuderia
erano pieni di vasi di amaryllis. E quando fin lo spazio
mamma fu costretta suo malgrado a metterli in quella
del nonno.
Una volta pap and a New York per il fine settimana
- un viaggio d'affari, precis. Affari sporchi disse
la mamma mostrandoci la sua valigetta vuota. Quando
eravamo piccoli, pap andava sempre via in viaggio
d'affari. Pi avanti si chiamarono pi sobriamente
ferie arretrate.
E allora? Pap gira sempre con una valigetta vuota
feci io scrollando le spalle e beccandomi uno scappellotto
sulla nuca. Solo a dodici anni scoprii il
significato dei bulbi di amaryllis.
Pap vuole farsi perdonare perch va in giro con
altre donne. Ha la coscienza sporca spiegai a Bing,
che non parve convinto.
Ma che bella novit! disse una domenica notte la
mamma a pap. Io e Bingo, in pigiama, stavamo origliando
dal nostro nascondiglio sul pianerottolo del
primo piano. Due bulbi di amaryllis.
S, be'. Pap la baci - sapevamo riconoscere il significato
di un breve silenzio. So quanto ti piacciono.
Mia madre rivendicava il suo bisogno di cose belle
come se lei appartenesse a un'lite mentre noi ci accontentassimo
dell'imperfezione dell'ordinario. Aveva
tre ideali di bellezza maschile: pap, Bingo e Rupert
Brooke. Divenne anche presidente della Rupert
Brooke Society e ogni tanto andava in Grecia in pellegrinaggio
sulla sua tomba. Tornava a casa tutta vestita
di nero, dondolava avanti e indietro, con la mano
sul cuore.
Ges, sentii una volta pap borbottare questa
donna c'ha il melodramma nel sangue.
Io e Bing siamo cresciuti nell'unica casa del mondo
moderno in cui un poeta morto e sepolto da tempo
continuava ogni giorno a essere causa di forti tensioni.
Perch non pu prendersi anche lei una cotta per
Tom Jones come tutte le altre mamme? chiesi un
giorno a Bingo mentre la spiavamo da dietro la porta.
La mamma rimirava la foto di Brooke seduta davanti
alla scrivania di pino - era fissata col legno di pino, lo
chiamava il legno del popolo -, e pap, avendola
sorpresa, si mise a urlare come un matto:
Ti piacerebbe se io mi mettessi con Virginia Woolf,
eh?.
Che cosa vedevano l'uno nell'altro i miei genitori?
Da parte di mamma era questione di estetica e sregolatezza.
Lui era bello ed era anarchico; sembrava credere
a tutto e a niente allo stesso tempo.
Ma forse ci sto ricamando sopra.
 utile avere un uomo in casa, diceva mia madre
in caso dovesse rompersi il tubo di scarico.
Ma facevano a cazzotti, mamma e pap, Cristo santo,
con zio Tom che scommetteva con me e Bing su come
andava a finire - e voleva pure i soldi: una volta minacci
di gambizzarmi se non glieli davo. Io stavo ore
a osservarli, a studiarli, cercando di capire; quei due
avevano un certo modo di guardarsi.
Oltre alla sua inusitata bellezza irlandese, al rosso
spaniel dei capelli, e all'ottimo matrimonio, pap aveva
un'altra qualit: ne sapeva parecchio di magia. Prima
di conoscere mia madre, si esibiva nelle fiere, nei
locali di second'ordine, nelle case di riposo, con il nome
di Fantastico Flanagan. Dopo il matrimonio
confin il suo spettacolo pi o meno al nostro soggiorno,
e solo con la pubert mi resi conto che i suoi erano
trucchi. Quello che gli riusc meglio era far credere a
me e Bingo di essere una creatura speciale dotata di
poteri straordinari. Per noi lui era l'eccezione alla regola,
e le sue sbronze le consideravamo una sorta di
penicillina, il suo modo di sopportare il fardello di
un'esistenza ordinaria.
Ah, ragazzi miei, io non ero fatto per questo mondo!
ci diceva mentre lo aiutavamo a salire le scale e lo
mettevamo a letto - io lo sorreggevo da una parte, Bingo
dall'altra. Povero Charlie Flanagan, condannato a
vivere sulla terra, e senza sconti di pena. Che destino
crudele per un uomo come me!.
Ma quando lo sorprendevo a pisciare nel vialetto
dopo una notte di bagordi, restavo perplesso.
La verit, Noodle mi diceva zio Tom  che sono
tutti dei fessi fatti e finiti, anche Charlie. Tu e Bingo
dovete ringraziare il cielo ogni giorno che ci sono qua
io, se no Dio solo sa cosa vi potrebbe capitare!.
Tom viveva con noi, si prendeva cura di noi, puliva,
cucinava, e litigava con pap ogni santo giorno - pap
lo chiamava lo zio zitello. Assistere a uno dei loro
spumeggianti scontri era come osservare una barchetta
che procede verso le Cascate del Niagara - la catastrofe
era imminente.
Quanto litigavano! E io e Bingo l a guardarli, stralunati
come due tacchini sotto la pioggia, mentre si
schiantavano contro la ringhiera del balcone, pap
con le mani attorno al collo di Tom, Tom che agitava
le braccia furibondo. E per tutto il tempo continuavano
a discutere, e parlavano, parlavano sempre, erano
un fiume in piena di parole rabbiose, quante volte
avrei voluto gridargli: Chiudete il becco, Cristo santo!
Chiudete il becco, porco cane!.
La fine arrivava sempre con un forte tonfo; atterravano
avvinghiati ai nostri piedi, e allora Bingo mi afferrava
un braccio tutto eccitato, mentre a me si gelava il
sangue.
Per i fratelli Flanagan azzuffarsi era una cosa naturale.
Vostro nonno non si tirava mai indietro quando
c'era da discutere ci diceva pap. Quando eravamo
piccoli lo spirito combattivo del nonno era uno dei
suoi argomenti preferiti. Pap aveva una visione assai
ristretta della virilit; un vero uomo lo giudicava dal
naso rotto, per lui era scientifico quanto calcolare
l'et degli alberi con gli anelli del tronco.
Una domenica dopo la messa and su tutte le furie
con padre Duffy, il parroco.
Di cosa stavano discutendo, pap? gli chiesi; ma
imparai molto presto la risposta.
Della capacit di combattere dell'esercito americano,
naturalmente; come lo appassionava quell'argomento!
Me lo ricordo bene vostro nonno quando - io
ero ancora sul seggiolone - mi raccontava le gloriose
gesta dei soldati americani. Gli Americani non sono
neanche capaci di allacciarsi le scarpe! dice padre
Duffy al nonno appena lo vede - questo prima che gli
yankee entrassero in guerra. Be', fu come gettare benzina
dentro le fiamme dell'inferno... l'esplosione si
sent a distanza di chilometri. Vi dico solo una cosa di
vostro nonno, che Dio lo benedica: meglio non accendere
fiammiferi se gli eravate a tiro!.
Ogni volta che parlava del suo vecchio, sentivo sempre
odore di incendio. Hugh Flanagan era una vera
tempesta di fuoco, a detta di pap. Dove passava lui
bruciava l'erba! Quando diceva la sua era come appiccare
il fuoco a un fienile!.
Di certo sapeva come far incazzare un prete.
Che la sfortuna si abbatta sui tuoi figli! gli url
padre Duffy sbattendosi la porta alle spalle. Poco dopo
Hugh e Loretta Flanagan lasciarono l'Irlanda e migrarono
a Boston con tutta la famiglia: tre bambini, Tom,
William e Charlie, e due bambine, Brigid e Rosalie.
Era il 1940. Quando gli Stati Uniti entrarono in guerra,
Hugh decise di far arruolare i figli pi grandi, Tom
e William; pap era ancora troppo giovane.
Il nonno sprofond per la vergogna quando tuo
zio Tom si present alla visita di leva con sotto il reggiseno
tuon un giorno pap quando avevo otto anni,
facendomi trasalire. Eravamo in soggiorno, lui seduto
sulla sua poltrona, io in piedi davanti a lui.
Questa  una balla bella e buona, Charlie Flanagan,
e lo sai bene anche tu! Io volevo arruolarmi, ma
avevo i piedi piatti. Dimmi il nome di un veterano, vivo
o morto, che abbia sofferto quanto me! url Tom dalla
cucina, dove stava tritando la cipolla per lo stufato.
Ah s? Adesso si chiama cos la vigliaccheria? Roba
da podologi? Tra poco, ci scommetto, verrai a dirmi
che se fossi nato con le palle, saresti lo zio, anzich la
zia, dei miei figli!. A questo punto pap, che non era
mai cos felice come quando attaccava briga, si avvicin
a me scherzosamente nella classica posa da pugile,
cominci a tirare pugni in aria, uno-due-tre, e per poco
non mi colp al mento.
Tuo zio se li  creati da solo i disturbi della personalit!.
Zio Tom era nemico giurato di mia madre. La Esse,
la chiamava - un modo discreto per darle della
stronza. Faceva sempre cose strane con le parole: le
mischiava, inventava espressioni assurde, storpiava la
pronuncia in modo provocatorio sfidandoti a correggerlo.
Tom non riusc mai a liberarsi del suo forte bisogno
di attenzione negativa - un tratto, questo, che
aveva in comune con mia madre.
Paradossalmente, considerato il loro odio reciproco,
Tom e mamma non erano poi cos diversi. Erano
dei bastian contrari, e non smisero mai di fronteggiarsi,
guardandosi in cagnesco come due signori della
guerra.
E ringraziamo il Cielo! Ges, ti immagini, Collie,
cosa potrebbe succedere se quei due unissero le loro
forze? si chiedeva pap.
Altro che Gianni e Pinotto! dicevo io.
Credo che mia madre abbia appoggiato tutte le insurrezioni
marxiste scoppiate nel dopoguerra in ogni
angolo del mondo. Negli anni Settanta, la principale
occupazione di Anais Lowell Flanagan era firmare assegni
per finanziare le cause che le stavano a cuore.
Niente la mandava in estasi come il rovesciamento dell'ordine
costituito.
Quando mamma organizzava una riunione politica,
zio Tom godeva come un matto a mandargliela all'aria.
Telefonava a tutti gli invitati avvisandoli che in
casa nostra c'era un'epidemia di impetigine, e quando mia madre scopriva che non arrivava nessuno impazziva di rabbia.
Un vero rivoluzionario, questo qui... ha paura di un piccolo fungo! diceva Tom a me e Bingo, la cornetta incollata all'orecchio, cancellando i nomi a uno a uno dalla lista.
Ogni volta che squillava il telefono zio Tom correva a rispondere, e se era uno che non gli andava a genio - praticamente tutti - urlava nel ricevitore: Devo riattaccare!
M' entrato in casa uno scoiattolo!.
Ogni tanto qualcuno provava a richiamare.
Pronto, sono Danny il Rosso. Vorrei parlare con Anais.
Spiacente, qui non c' nessun Danny il Rosso. Ha sbagliato numero.
No, non ha capito. Sono io Danny il Rosso....
 anche sordo oltre che scemo? Le ho detto che non c' nessun Danny il Rosso, qui!.
Faceva cos anche con me e con Bingo. Chiamare qualcuno a casa era come cercare di parlare direttamente con Dio. Quando avevo undici anni mi ruppi un braccio a scuola, e dall'ospedale telefonarono ai miei per avere l'autorizzazione a operarmi. Impazzivo di dolore - si trattava di una frattura esposta - e tutti erano l ad aspettare, compreso il chirurgo, quando torn l'infermiera e annunci sconcertata che a casa mia doveva esserci un'emergenza.
Disse: Qualcosa che ha a che fare con uno scoiattolo, credo.
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CAPITOLO 2.
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Peregrine Lowell, mio nonno, era presidente e proprietario
unico della Thought-Fox Inc. Pezzo grosso
del Partito democratico, possedeva centinaia di giornali
e riviste in decine di Paesi, comprese alcune tra le
pi autorevoli testate mondiali. Aggressivo e spietato,
ambiva al controllo assoluto sulla linea editoriale, controllava
personalmente ogni articolo, e considerava
persino le pi insignificanti pubblicazioni locali il suo
pulpito personale. Una volta si gas a tal punto per la
proposta di bandire i gatti randagi da una cittadina
dell'Iowa che scrisse di suo pugno un editoriale in difesa
degli uccelli canterini.
Non contento di ficcare il naso in ogni dettaglio delle
attivit quotidiane del suo impero, considerava un
altro suo dovere mortificare e sbeffeggiare tutti i dipendenti,
a cui immancabilmente ricordava, puntando
imperioso il dito sulla sua firma in busta paga, che
il padrone era lui.
Il nonno pretendeva un atteggiamento servile e allo stesso tempo lo disprezzava, il che poneva tutta una
serie di problemi a chi gli stava attorno. Problemi che
per non duravano a lungo - deteneva infatti una
specie di primato nei licenziamenti. Gente che va,
gente che viene! esclamava soddisfatto, con l'aria di
un rapace che ha appena staccato la testa a un cardellino.
Io e Bingo lo avevamo soprannominato il Falco - da
ragazzi ci era sembrata una bella pensata - perch ci
ricordava un rapace dagli occhi di pietra, appollaiato
sulla cima degli alberi, lustro e impettito, subito riconoscibile
dalla sua occhiuta, distante vigilanza. Angloirlandese
protestante prestato dall'Ulster al New England,
le chiacchiere dei topi di campagna lo annoiavano,
e lo dava a vedere.
Mio nonno mi terrorizzava e allo stesso tempo mi
incuriosiva, questo  certo. Trovandomi per un momento
solo con lui nella dispensa durante la festa per
i suoi sessantatr anni, gli chiesi timidamente se gli
piacesse di pi la glassa al cioccolato o quella alla vaniglia.
Era come chiedere a Dracula quale gruppo sanguigno
preferisse.
Di cosa stai squittendo? mi chiese guardandomi
dall'alto, sprezzante.
Non importa risposi, e per un attimo non riuscii
a deglutire. Gli avevo fatto una domanda; per anni
non gliene feci pi. Noto studioso di Dickens, aveva
pubblicato parecchi saggi su di lui, ma la sua vera passione
era l'ornitologia, che in famiglia forniva da generazioni
i nomi degli eredi maschi. Il mio trisnonno,
Corvid Lowell, praticava addirittura l'ornitomanzia, la
divinazione basata sul volo degli uccelli.
Il Falco avrebbe voluto continuare la tradizione familiare:
per noi pensava a Larkin, usignolo, e Robin,
pettirosso; invece mia madre, con suo gran dispetto,
ci diede nomi di cani.
Poteva andargli peggio diceva Bingo. Pensa se
mamma ci chiamava Sacco e Vanzetti.
Il Falco viveva a Cassowary, una vasta tenuta circondata
da boschi, campi e paludi sulla costa del Massachusetts,
a due passi da Boston. All'entrata, in cima al
cancello in ferro battuto era inciso, come benvenuto
agli ospiti, questo gaio ammonimento biblico: In fondo
cos' la vita? E solo vapore che appare per un istante
e poi scompare.
Mio nonno non amava i convenevoli.
Cassowary era rigorosamente disegnata da giardini
ornamentali, siepi e muretti. Intorno a un enorme
cerchio di tassi giravano, come sospesi in un'eterna
immobilit di pompeiana memoria, quattro elefanti di
edera a grandezza naturale. La grande casa georgiana
di mattoni grigi era coperta da un vecchio glicine dai
rami contorti e grossi come tronchi. A primavera i mille
e mille fiori viola appesi come lanterne offrivano
uno spettacolo suggestivo.
Sotto la finestra della mia camera c'era una voliera
piena di tortore dal collare. La mattina il loro tubare
aveva su di me un effetto soporifero e mi ricordava
quello dei piccioni viaggiatori di zio Tom, un hobby
che lo zio coltivava dall'infanzia.
A me e a Bingo piaceva giocare nel roseto, dove c'erano
le statue di pietra di due mastini inglesi a grandezza
naturale, uno seduto e l'altro in piedi. Andavamo a
caccia di lucciole, davamo da mangiare alle carpe koi
nella peschiera, ci nascondevamo in mezzo all'erba alta.
Quelle carpe sono ancora l nella peschiera a nuotare
avanti e indietro, disegnando le stesse misteriose
figure geometriche, fermandosi come allora a crogiolarsi
al sole che filtra attraverso la cascatella.
Cassowary doveva la sua fama ai giardini di rose che
fiorivano in centinaia di variet per tutta l'estate grazie
alle cure di una schiera di giardinieri inglesi. Questi
poi le selezionavano meticolosamente per ogni stanza
della casa. Il Falco era capace di trasformare in un'operazione
militare anche simili raffinatezze: rose bianche
in soggiorno, rose rosse in sala da pranzo, rose rosa in
biblioteca, rose arancioni nella veranda, rose gialle in
cucina, rose blu sulla mensola del caminetto in camera
sua. C'erano rose color crema sulla scrivania della camera
di mia madre, accanto alla fotografia di Rupert
Brooke, che era il suo idolo anche da ragazzina. Le simpatie
e le antipatie di mamma, come posso direttamente
testimoniare, non cambiavano nel corso degli anni.
Di questi tempi a me le rose non piacciono affatto -
le vedo come delle specie di bombe a mano profumate
-, ma continuo a prendermi cura dei giardini. La loro
storia  pi importante delle mie preferenze.
Il Falco era vedovo e viveva da solo, a parte la servit.
Non l'ho mai visto in atteggiamento romantico con
una donna, anche se era un tipo mondano, dava ricevimenti
e veniva invitato, cosicch era difficile conciliare
il suo aspetto pubblico di brillante intrattenitore
con quello privato di misantropo.
Mia nonna, Constance Bunting, unica erede del patrimonio
degli Ogilvy, era morta a cinquantun anni,
l'anno prima che nascessi io. Cassowary era la sua tenuta
di famiglia; nei primi anni Trenta mio nonno si
era rivolto al vecchio Bunting per comprarla, e quando
quello si rifiut di venderla, il Falco, pur di averla,
decise di sposare mia nonna.
Cassowary fu un regalo di nozze. Tua nonna  stata
un prezzo che ho dovuto pagare mi disse brusco il Falco
quando in soffitta trovai la loro foto di nozze sepolta
in fondo a un baule, sotto un mucchio di vestiti vecchi.
Il giudizio di mamma riguardo quel matrimonio era
meno misurato. Lui non l'ha mai amata. La odiava.
Voleva solo mettere le mani sulla tenuta, e quando ci 
riuscito, ha deciso di sbarazzarsi della mia cara mamma
sbott una volta con me e Bingo bambini, mentre
agitando le braccia girava furiosa per la stanza andando
a sbattere da un angolo all'altro come la pallina di
un flipper.
Sembra una puntata di Bonanza osserv Bingo
lanciandomi un sorriso di soppiatto e giocherellando
con le figurine del campionato di baseball mentre
mamma dava in escandescenze.
Gli archivi mentali di mia madre erano cos tagliati
di grosso che, per conoscere i fatti della mia storia familiare,
cominciai a rivolgermi all'esterno. Secondo
un'opinione diffusa tra i suoi biografi, il Falco, dopo
qualche anno di matrimonio, si era innamorato di Flora
Hennessey, donna di mondo tutta caviale e champagne,
e aveva deciso di lasciare la famiglia per lei. Ma
poi, un giorno all'alba, il piccolo aereo di Flora scomparve
chiss dove lungo la costa orientale.
Potrebbe anche essere vero. Ricordo quella volta
che io e Bingo, curiosando nella biblioteca di Cassowary,
trovammo la chiave della scrivania del Falco. Quando
aprimmo il cassetto, Bingo scopr tra le pagine di
un taccuino una piccola foto in bianco e nero di una
graziosa brunetta.
Chi  questa pupa? chiese allegramente Bingo al
Falco, che ci aveva colti sul fatto. Anzich nascondere
la prova del nostro crimine, Bingo, un pivellino di undici
anni, gli sventol impavido la fotografia sotto il
naso mentre io mi sentivo sprofondare.
Il Falco piomb su di noi con furia silenziosa, con
una mano strapp a Bingo la foto, con l'altra gli moll
uno schiaffone cos potente da lasciargli il segno -
quel rosso acceso brucia ancora nei miei ricordi. Bingo
ruzzol dalla sedia con la mano sulla guancia, ma
balz subito in piedi e sostenne lo sguardo inferocito
del Falco, che gir i tacchi e spar in corridoio.
Accidenti, non l'ho mai visto cos arrabbiato! dissi
io avvicinandomi a Bing con le ginocchia che mi facevano
giacomo giacomo.
Tanto  sempre arrabbiato per qualcosa, a noi che
c'importa! ribatt mio fratello, sfregandosi gli occhi
con i pugni serrati, cercando di cacciare indietro le lacrime.
A me proprio niente mentii.
In verit mi importava moltissimo tutto quello che
pensava e diceva il nonno, anche se mi sarei strappato
il fegato con un coltello piuttosto che confessarlo - in
casa nostra sarebbe stato meno rischioso ammettere di
aver mangiato carne di cane.
Stai bene? chiesi a Bing, evitando di guardarlo
negli occhi, imbarazzato da quel suo pianto trattenuto.
Mi sentivo paralizzato, come se mi avessero sparato
nel midollo spinale una dose di emozione pura.
Sto bene, lasciami stare borbott Bingo alzando
il colletto della camicia per coprirsi la faccia. Gli tremavano
le mani. Avrei voluto abbracciarlo, ma alla
fine fu pi facile nascondere la mia tenerezza che mostrarla.
Com'era la nonna? chiesi a mia madre qualche
giorno dopo, sdraiato in fondo al letto matrimoniale
di ottone. Io e Bingo non avevamo osato raccontarle
l'incidente del ceffone: le conseguenze avrebbero ridotto
l'assassinio dell'arciduca Ferdinando a un moscerino
nell'occhio della storia.
Era una santa... rispose mamma. Coi suoi grandi
occhi a mandorla d'un azzurro tenue, guardava alle
mie spalle un punto lontano del passato. Appoggiata
alla testata, le gambe distese sotto le coperte, sedeva
impettita come un generale. Per lei i cuscini erano solo per bellezza - mamma non aveva mai bisogno di
puntelli.
Dietro di lei la parete giallo ranuncolo era immersa
nella luce del tardo pomeriggio. Io guardavo incantato
l'ombra scura dei suoi capelli castani, mossi e arruffati
come quelli di una selvaggia della giungla.
Constance Lowell era magra e pazza, sempre tesa
come una corda di violino... la interruppe pap sfregandosi
la faccia. Col viso rubicondo, seminudo sotto
le coperte, scoppi in una sonora risata. Quando aveva
trentacinque anni si era slogata una caviglia cadendo
da cavallo e poi aveva passato il resto della vita a letto
perch, diceva, non poteva pi camminare. Per
quando la casa era sprofondata nel sonno, la servit la
sentiva girare tutta la notte!.
Ridendo, pap si sporse in avanti e mi appoggi la
grossa mano sul ginocchio - quella sua insolita attenzione
tutta per me mi mand in estasi.
Avresti dovuto vederla, Collie! Aveva lunghi capelli
castani che le scendevano a onde fino alla vita, legati
con tanti nastrini di raso. Era pallida come un fantasma
perch stava sempre in casa, portava camicie da
notte di pizzo bianco e collezionava statuine d'avorio,
con una strana fissazione per gli elefanti; dormiva in
un letto di seta e raso. Era matta come un cavallo.
Non ti permettere di mettere in ridicolo mia madre!.
Il labbro superiore di mamma scomparve mentre
quello inferiore sporgeva come un guantone da pugilato.
Era la donna pi meravigliosa che sia mai esistita, e
lui l'ha avvelenata un po' alla volta, giorno dopo giorno.
Me lo disse lei che quel mostro le metteva qualcosa nel
cibo!. Le occhiaie di mamma si erano fatte pi scure.
Per amor del Cielo, Anais! E morta di cancro allo
stomaco, te lo confermerebbe qualsiasi medico da san
Luca in poi! Tu lanci accuse di omicidio come riso sugli
sposi! Per anni hai continuato a dire che Tom ti
metteva del fertilizzante nel caff. Pap mi strizz
l'occhio mentre mamma andava fuori dalla grazia di
Dio e la stanza si metteva a girare. Istintivamente mi
aggrappai alla coperta - sapevo gi come sarebbe andata
a finire.
Non aveva nessun cancro mia madre! E stata avvelenata!
L'ha uccisa lui, e ha pagato i medici per farli stare
zitti. E quanto a Tom, mi dici perch mi vengono le palpitazioni
ogni volta che mangio qualcosa che ha cucinato?
Sono sempre stata in perfetta salute fino a quando
non  arrivato, e da allora ho avuto una malattia via l'altra.
Il suo tono di voce si era man mano abbassato, e
lanciava occhiate alla porta, come se lo zio fosse l fuori
ad ascoltare - idea non del tutto strampalata -, pronto a
vendicarsi aumentando la dose di veleno.
Mia madre non aveva mai pensieri prosaici o sospetti
fondati, dipingeva sempre scenari grondanti lacrime
e sangue. Come la maggior parte degli esteti, mamma
 uno spirito selvaggio aveva confidato un giorno
pap a me e a Bingo, e noi avevamo annuito in silenzio,
senza capire - all'epoca sapevamo a malapena
scrivere i nostri nomi. Ma sul fatto che lo zio Tom origliasse
di nascosto non aveva dubbi: ne era certa come
della nascita e della morte.
Di colpo mamma butt indietro le coperte sbattendomi
in faccia la frangia del copriletto di ciniglia, si catapult
fuori dal letto - sembrava sempre pronta per il
decollo - e, chinandosi, con la camicia da notte lisa
che le arrivava sotto le ginocchia, apr il primo cassetto
del com e cominci a rovistare con foga tra decine di
calzini spaiati.
Ecco vedi, Collie, i Lowell e i Bunting sono tutti
matti, tutti quanti mi disse pap sprofondando tra i
cuscini mentre pregustava uno dei suoi argomenti
preferiti: le stramberie della famiglia di mia madre.
Lo sapevi continu in tono mellifluo, gesticolando
ampiamente che tua madre e tuo nonno mi hanno
accusato di avere una tresca con quella vecchia citrulla
di tua nonna? E stata l'unica volta che si sono trovati
d'accordo. Tanto valeva accusarmi di avere una tresca
con una ciabatta.
Allora avevo un'idea molto vaga di cosa volesse dire
tresca - se mi aveste chiesto una definizione, avrei risposto
che era una cosa che faceva mio padre.
Ce l'avevi eccome, e lo sai perfettamente anche
tu!. Mamma chiuse di colpo il cassetto e si gir verso
pap, tutto gongolante di vederla arrabbiata. E ti 
andata pure liscia. Mentre mia madre ha pagato con la
vita per le sue debolezze, tu puoi vivere a sbafo grazie
al suo patrimonio!.
 per questo che il nonno ti odia, pap? Perch
hai avuto una tresca con la nonna? chiesi. Mi ero spostato
accanto a lui, al posto di mamma.
 una delle tante scuse che si inventa lui rispose
mio padre esaminandosi le unghie. La verit, Collie,
 che tuo nonno odia tutti quanti. Nel mio caso, mi disprezza
in modo particolare perch sono povero, cattolico,
e mi rifiuto di stare al mio posto. Per lui non c'
crimine pi orribile che essere al verde, e ancora peggio
se non appari tutto lacero e macilento. Ricordati
di vestirti sempre bene, Collie:  una cosa che fa andare
fuori di matto i ricchi.
Mamma scoppi in una risata, una sorta di scampanellio
che avevo imparato a temere. Fammi il piacere,
Charlie! La tua vanit  solo un sintomo di vacuit
morale, e non rappresenta di certo una sfida all'ordine
sociale costituito disse mamma aprendo l'armadio
ben rifornito di pap, dove facevano bella mostra
abiti su misura di ogni colore.
Secondo mio padre  sicuramente l'abito che fa il
monaco - gli prendeva un colpo al solo vedere un berretto
da baseball e una giacca sportiva. La marmaglia
della giacca a vento! borbottava, alzando una barriera
di disprezzo tra lui e chiunque portasse una felpa.
Se pap fosse nato donna, avrebbe girato per casa sempre
in ghingheri, andando a prendere la posta in fondo
al vialetto traballando sui tacchi a spillo.
Pap mi lanci un'allegra occhiata da cospiratore:
ero il suo complice. Io sorrisi nervoso - se mamma era
un brontolio sismico con occasionali uscite di gas acidi,
pap era una vera e propria eruzione vulcanica.
Mio padre trovava sempre tutto divertente fino a
quando non perdeva le staffe per ragioni note solo a
lui, e allora si spalancava il cielo, il vento soffiava
raffiche infuocate, il mondo esplodeva, la lava colava
nelle strade e tutti correvano a mettersi in salvo.
Mi spiegate ancora una volta perch odiamo il
nonno? chiesi.
Odiare  un peccato. Noi non odiamo nessuno in
questa famiglia rispose pap in tono serio.
Oh s, invece! ribatt mamma sprizzando scintille
mentre si infilava i jeans sotto la camicia da notte.
Tuo nonno lo detestiamo perch rappresenta tutto
quello che c' di sbagliato al mondo. Non gliene frega
di niente e di nessuno. Disprezza i poveri e gli indifesi.
Per lui la povert  segno di mancanza di carattere -
gli importa solamente di accumulare ricchezza e potere,
e farsi servire e riverire come un pasci.
Mamma mi fiss, disintegrandomi coi suoi raggi
gamma. Distolsi lo sguardo e mi tirai le coperte attorno
al petto.
A me non riesci a nasconderlo, Collie. Lo so che ti
piace il nonno.
No, non  vero dissi io sulla difensiva. Pap sembrava
leggermente imbarazzato, come se stesse per rivelarsi
uno spiacevole segreto di famiglia.
A me non la dai a bere esclam mamma con
un'espressione trionfante sul volto e la voce che crepitava
di rancore. Se per te  cos eccezionale, perch non
ci vivi insieme? Ti faccio subito le valigie e ti ci spedisco
immediatamente. Sono stufa dei tuoi tradimenti!.
Era la solita minaccia. Guardai nell'angolo la montagna
di vestiti impilati da giorni, con due cagnolini
raggomitolati in cima. Mamma era angosciata dai bucati
- come farli, quando, e perch, poi? - quanto i
grandi della terra lo sono dalle questioni che riguardano
la guerra e la pace.
 bello l... a casa del nonno, voglio dire osservai
osando finalmente rivolgerle lo sguardo. E molto
tranquillo. Le lenzuola profumano di buono.
Ti pareva! sogghign mamma. Quanto sei banale,
Collie! Non riesco a credere che tu sia mio figlio. A
te piace che tutto sia carino e profumato come dentro
un grazioso pot-pourri. Be', il mondo  un posto lurido
e fetente! Mi dispiace tanto se non corrispondo alla
tua ideuccia di come dovrebbe essere una madre:
una che cucina, pulisce, ti stira le lenzuola e ti inamida
il colletto delle camicie! La vita non  mica una festa
in maschera, maledizione!
Be', neanche un mucchio di calzini sporchi dissi.
Mamma, il viso contratto in un'espressione di rabbia
silenziosa, mi punt addosso gli occhi come due fucili
carichi.
Charlie, disse alla fine gli permetti di parlarmi
in questo modo?.
Non rispondere male a tua madre fece lui con
aria assente. Con gli occhi bassi tamburellava sul torso
nudo un motivetto che solo lui sentiva.
Va' a prendere la valigia, Collie, ch fili subito da
tuo nonno. Sbrigati! mi ordin mia madre. Come
una furia balz fuori dalla stanza senza voltarsi indietro
e si precipit gi per la scala, accolta da cagnoni e
cagnetti che la circondarono in un festoso baccano.
Nei confronti di suo padre, mamma era una vera
ipocrita. Mi offriva a lui regolarmente, proprio come
quelle trib che, per avere un buon raccolto, s'ingraziano
gli di sacrificando un po' di vergini. Io trascorrevo
quasi tutte le vacanze a Cassowary, ci andavo almeno
uno o due fine settimana al mese, e mamma
aveva ragione, mi piaceva stare l. Custodivo il mio
amore per Cassowary come un terribile segreto, quasi
fosse un mucchio di riviste pornografiche da nascondere
sotto il materasso.
Mio nonno era un uomo alto e magro, serio e austero,
ma se vivi in mezzo a un fracasso di piatti e di corni, 
piacevole ogni tanto avere accanto un oboe. Imponente
e armoniosa come una sala da concerto, Cassowary era
un posto dove potevo sedere in santa pace ad ascoltare
la musica dei miei pensieri, lontano dalle terribili scenate
di casa mia, dove, per cercare un po' di sollievo, andavo
a rintanarmi in cima al tetto della scuderia.
Seduto con le braccia strette attorno alle gambe e la
fronte sulle ginocchia, con la brezza dell'oceano che
mi sfiorava i capelli, riuscivo a svuotare di colpo la
mente - era facile come rovesciare una bacinella d'acqua.
Non pensare a niente ha i suoi vantaggi, ma poteva
costarti la vita se mamma avesse sospettato anche
solo per un secondo che dentro non avevi l'Atlantico
in burrasca.
Cassowary presentava s le sue difficolt, ma se non
altro erano delle sfide da affrontare in tempo di pace.
E a differenza di mamma, che prima ancora di lavarsi i
denti la mattina era gi passata dall'amore all'odio
all'indifferenza, il Falco era costante nel suo renderti
impossibile andare d'accordo con lui. Eppure avevo il
sospetto di piacergli, anche se forse solo un po', di piacergli
in modo vago, distaccato. Di sicuro avevamo lo
stesso profondo attaccamento per Cassowary, e questo
creava tra noi un legame silenzioso che persino lui doveva
trovare gratificante.
Se il Falco mi teneva in qualche considerazione, diceva
chiaro e tondo mia madre, era solo per far dispetto
a lei, mentre mio padre sosteneva che il nonno voleva
manipolare e fiaccare la tempra dei Flanagan, imbrattare
la Monna Lisa. Secondo il parere di entrambi,
Bingo era una tigre, un essere primordiale ed esotico,
uno splendido selvaggio capace di librarsi al di sopra
delle mire malefiche del Falco; io invece non ero
altrettanto affascinante, ero di una specie pi remissiva
- un animale che ama scavare, un armadillo forse, o comunque
qualcosa che si pu addomesticare.
Zio Tom aveva diverse teorie sul perch il Falco mostrasse
un certo interesse per me; una c'entrava con la
sua passione per gli uccelli.
Vediamo un po': la vita ti ha dato le ali, per non
sai volare. Che genere di uccello  fatto per correre?
mi chiedeva fissandomi. Lo sapevi che l'occhio dello
struzzo  pi grande del suo cervello? Mmm... tuo nonno
mi ha detto che quando sei nato avevi gli occhi piccoli.
Be', insomma, non  una gran bella cosa. Praticamente
ti ha considerato un imbecille fin dall'inizio.
Chi lo sa? Io facevo gi fatica a decifrare i miei folli
sentimenti, figuriamoci se riuscivo a capire cosa pensava
mio nonno! Perch il Falco insisteva ad avere a che
fare con gente che lo disprezzava? Forse desiderava
avere dei legami, una famiglia, e a impedirglielo erano
certi, insormontabili tratti della sua personalit.
Una cosa  certa: per lui era pi facile dichiarare di
voler conquistare il mondo che chiedermi di andare a
cavallo prima di colazione, anche se non gli piaceva
cavalcare da solo.
A creare una tacita, anche se vacillante, alleanza tra
me e mio nonno, c'era poi la smisurata avversione di
mia madre per entrambi. Non era molto, ma era pur
sempre qualcosa, e soprattutto mi faceva capire che
forse era mamma il problema.
Comunque la pensassero gli altri, io non ero quel
che si dice il cocco di mamma. La sua avversione nei
miei confronti era una specie di neo congenito, una
voglia color vino che non va pi via. Le rare volte che
si sent costretta ad abbracciarmi, non fu tanto una
manifestazione di tenerezza materna, quanto una memorabile
dimostrazione di forza fisica: il suo affetto feriva
come un oggetto gelido e liscio, come quando si
cade a faccia in gi su una pista di pattinaggio.
Quando nacqui, mia madre cerc per alcuni giorni
di convincere tutti che ero affetto dalla sindrome di
Down e che dovevo essere rinchiuso in un istituto, indicando
come prova i miei occhi leggermente a mandorla.
I medici sconcertati alla fine conclusero che soffriva
di squilibrio ormonale. Ma lei non si dava mai
per vinta, e durante tutta la mia infanzia continu a
considerare il taglio orientale dei miei occhi come
la prova che in me c'era qualcosa che non andava.
Anais! Il ragazzo  un genio! contrattaccava pap
a colpi di iperbole. Guarda i voti che prende a scuola!
Non lo batte nessuno... E le sue abilit linguistiche,
eh? Aveva solo due anni e parlava gi come un libro
stampato. Se  un idiota, allora  un idiot savant?.
Be', resta sempre un idiota osserv zio Tom senza
degnarmi di uno sguardo e continuando a sbattere la
pastella dei pancake.
Pap lo ignor. E poi non dimentichiamo che  mancino.
Lo sanno tutti che essere mancini  un segno di genialit.
Be', se  cos, a quelli di Princeton conviene cercare
studenti al Circolo Polare disse zio Tom. Trovami un
orso polare che non sia mancino.
Da bambino passavo molto tempo a cercare di capire
perch mamma mi odiasse. Pensavo fosse per complesse
ragioni psicologiche al di l della mia portata e,
chiss, forse anche un tantino lusinghiere. Solo da
grande mi resi conto che la mia pi grave colpa era
quella di assomigliare al nonno.
La somiglianza fu subito evidente e aument nel
corso degli anni. Ero il ritratto vivente del Falco attraverso
le sette et dell'uomo. E lo sono ancora. Alto e
magro come lui - gli spilungoni ci chiamava pap -,
ho ereditato i suoi zigomi alti (il nonno da giovane poteva
passare per un modello russo), le labbra carnose
(tipo pornostar italiana), i capelli neri e ricci (vedi sopra),
il pallore da impresario di pompe funebri, gli occhi
blu scuro e la mascella sempre serrata. Bingo si divertiva
come un matto a farmi notare che avevo anche
ereditato le sue caviglie da donna.
Il Falco aveva un vecchio mastino inglese di nome
Cromwell, e quando moriva un Cromwell, veniva subito
rimpiazzato con un altro Cromwell. I Cromwell rappresentavano
le uniche creature a cui mio nonno mostrasse
dell'affetto; li rimpinzava di frollini e sosteneva
impegnative conversazioni con loro nella biblioteca,
convinto che nessuno lo stesse ascoltando.
Una volta lo sentii chiedere a un Cromwell a che ora
volesse mangiare. Avvertii tanta solitudine in quella domanda
rivolta a un cane che sgattaiolai via. Non volevo
sentire altro.
Quando avevo dieci anni, durante un fine settimana
a casa del nonno, uno dei Cromwell mor all'improvviso
per un attacco cardiaco. In fondo alla scala a chiocciola,
era disteso sulle piastrelle bianche e nere dell'atrio,
circondato dal nonno e da alcuni domestici.
Capii subito che cos'era successo e cominciai a piangere
in silenzio. Il nonno, in vestaglia azzurra e coi capelli
d'argento che gli ricadevano sulla fronte, si volt
di scatto appena mi sent tirar su con il naso.
Oh Ges! sibil. Devo dedurne che andrai avanti
cos per tutta la tua permanenza?.
Provando vergogna e imbarazzo, mi asciugai le lacrime
e restai l a guardare mentre Cromwell quinto o sesto
- avevo perso il conto - dopo essere stato avvolto da
due domestiche in un lenzuolo di cotone bianco, veniva
portato via dal cuoco e dallo stalliere per essere sepolto
in un luogo segreto che solo il Falco conosceva.
Per molti giorni io e Bingo cercammo inutilmente il
cimitero dei Cromwell. Il Falco ci andava spesso, credo,
ma non ebbi mai il coraggio di seguirlo.
Ancora oggi non ho idea di dove si trovi, e non lo
cerco pi. Come mio nonno, questo cimitero rimane
un mistero, e voglio che rimanga tale.
Pi tardi quella sera, mi svegliai al rumore di passi al
piano di sotto. Mi alzai, scivolai silenzioso gi per la
scala, e mi nascosi al buio l dove la ringhiera curvava.
Illuminato dal chiarore della luna che entrava dalle finestre
del pianerottolo, vidi mio nonno che camminava
avanti e indietro in fondo al corridoio. In pantofole
e vestaglia, si sfregava le mani e piangeva.
Rimasi l a lungo, a piedi nudi, quasi paralizzato dal
freddo, fino a che il nonno torn in camera e chiuse la
porta. Aspettai un momento, poi feci altrettanto. Per
la prima volta mi resi conto che il Falco nascondeva
qualcosa che non voleva rivelare a un bambino di dieci
anni.
Due giorni dopo arriv il nuovo Cromwell, un mastino
inglese di tre mesi, con lo stesso pelo fulvo dei
suoi predecessori.
Il Falco lo accolse con indifferenza. Il mattino seguente
lo vidi dare un frollino al nuovo arrivato; e
quando il cucciolo tutto scodinzolante prese posto al
suo fianco nella biblioteca e la porta si chiuse, tagliandomi
fuori, sentii il Falco chiedergli cosa ne pensasse
delle pareti.
Non voglio cambiare il colore, ma forse la stanza
ha bisogno di una rinfrescata. Tu che ne dici, Cromwell?.
...
.
...
CAPITOLO 3.
...
.
...
Bingo mor due volte prima di compiere diciannove
anni. La prima volta ne aveva cinque; era pallido
come la luna e molto piccolo per la sua et, non pi
grande di una bottiglia di birra diceva zio Tom. Tossiva
quando rideva - tossiva sempre - e la sua voce,
una specie di impasto di sabbia e ghiaia, gracchiava
come i vecchi dischi di pap. Era la primavera del
1969, tirava un vento freddo e secco. Bast un improvviso
sbalzo di temperatura per inguaiare il povero
Bing.
Perch non ci hai svegliati? mi url la mamma.
Socchiudendo gli occhi per l'esplosione improvvisa di
luce, la vidi accanto al letto di Bingo. In camicia da
notte, batteva i denti in maniera incontrollata e tremava
cos forte che non riuscivo quasi a distinguerne i
contorni, una furia scatenata pronta a travolgermi.
Nel suo letto, Bingo prov a dirle qualcosa e le tese
la mano; ma lei continuava a guardare me.
Cristo santo, Anais, non  colpa di Collie! grid
pap afferrandola per le spalle. Fece appena in tempo
a finire la frase che mamma si gir di scatto, alz una
mano e, ciaff!, gli moll uno sberlone con tale rapidit
che azione e reazione furono tutt'uno.
Pap, senza perdere un istante, la mand a sbattere
contro il cassettone - la testa di mamma andava su e
gi come quei pupazzi sul cruscotto delle auto. Evvai,
pap! Mamma si riprese, pronta a tirargli un altro ciaffone,
ma lui si scans e per un attimo pensai che
l'avrebbe colpita... E infatti avevo ragione!
Avevo solo sei anni, avrei dovuto provare orrore, e
invece no, ero tutto eccitato. Ogni volta che pap gliele
restituiva - paff!, sul muso, un suono celestiale - io
saltavo sul materasso come fosse un trampolino e battevo
felice le mani, e questo mamma non smise mai di
rinfacciarmelo.
 per il tuo bene, Anais! Terapia d'urto! le urlava
pap cercando di spiegarle perch le cingeva il braccio
attorno alla testa come in una morsa. Mi dispiace,
Collie, ma a tua madre  saltata una rotella!.
Ges, cos' tutto 'sto casino?. Era zio Tom, in mutande
e maglietta bianca, i capelli grigi sparati in testa,
e la solita puzza di alcol che lo seguiva sempre come
uno dei bassotti di mamma. Con gli occhi cisposi, la
faccia cascante, ma le sopracciglia inarcate, cercava
inutilmente di sembrare Mr. Allerta.
Cosa facciamo? Cosa facciamo? guaiva mamma,
buttando la testa cos indietro che quasi le si staccava.
Liberatasi dalla stretta di pap, in piedi in mezzo alla
stanza come sotto le luci della ribalta, stava a gambe
larghe e tendeva le braccia verso il cielo in una posa
tanto drammatica che mi aspettavo di veder scendere
dal soffitto la mano di Dio che, come una sorta di gru
cosmica, l'avrebbe portata via. Alla fine la mamma sarebbe
stata catapultata in un'altra dimensione dalla
sua stessa insostenibile energia.
Qualcuno chiami un'ambulanza! url mio padre
come se si trovasse in mezzo a una pista da ballo affollata.
Pap! Pap, dove sei? Aiutami! Il mio povero piccino!
Voglio mio padre! strillava intanto mamma. Le
braccia lungo i fianchi, gli occhi chiusi e la bocca spalancata
come una caverna, invocava il Falco.
Io, piccolo com'ero, rimasi allibito davanti a quella
scena, perch lo sapevano tutti che mamma lo odiava
a morte. Tom, stranamente calmo e molto interessato
alla situazione, mi diede un colpetto col gomito. Senti
senti mi sussurr. Questa  la prova che abbiamo
sempre cercato. Te lo dicevo, Noodle, che la Esse 
fissata con il padre. Amore-odio, quello che fa girare il
mondo. Cosa ti avevo detto?.
Intanto Bingo si stava pian piano spegnendo, emetteva
solo dei fiochi pigolii nel disperato tentativo di attirare
l'attenzione di qualcuno.
E Bingo? chiesi io in piedi sul letto. Ormai ero
completamente sveglio, e quasi euforico. Chi pu salvare
Bingo?. Indicai il letto dove giaceva immobile
con gli occhi sbarrati, una mano sul petto e l'altra sulla
gola. Il suo respiro era una specie di meccanico ronzio.
I tre si bloccarono di colpo e rimasero l a fissarmi,
fino a quando mamma lanci l'urlo pi lacerante che
avessi mai sentito.
Oh Ges,  completamente impazzita! esclam lo
zio strabiliato sfregandosi la barba ispida.
Per fortuna, in quel momento mi ricordai di
George, il cugino di mamma, che era ospite da noi.
Era veterinario, un tipo tranquillo, senza arte n parte,
ma quella notte rappresentava la nostra unica speranza.
Saltai gi dal letto e corsi fuori in corridoio
chiamandolo a squarciagola.
George, aiutaci!. Bussai alla sua porta, irruppi
nella stanza e accesi la luce.
Che diavolo...? chiese lui spaventato tirandosi su.
Con gli occhi socchiusi, una mano sulla fronte, cercava
di capire cosa stesse succedendo.
 Bingo! Non respira! Aiutami, ti prego!. Lo afferrai
per la mano e lo trascinai in camera nostra.
Dio mio! esclam George facendosi largo fra il
trio ammutolito chino sul letto di Bingo. Con le costole
che andavano su e gi, sibilando e fischiando come
un bollitore, Bingo cercava disperatamente di respirare.
Io rimasi l in attesa. Era la prima volta che vedevo
George senza gli occhiali con la montatura nera, e se
prima mi era sembrato un tipo vuoto e insulso, in quel
momento lo vidi come una specie di supereroe - gli
mancava solo il mantello. Senza perdere un istante,
prese in braccio Bingo e, stringendoselo al petto, disse
in tono calmo e deciso: Dobbiamo portarlo al pronto
soccorso. Facendosi largo, usc dalla stanza seguito
da mamma e pap che si berciavano addosso. Mi sedetti
sul letto, sbalordito di aver incontrato un adulto
capace di agire con decisione.
Andai alla finestra, li guardai salire in macchina e allontanarsi;
pap scatenato al volante, Bingo tra le
braccia di George e mamma che urlava nella notte.
Bingo sta per morire? chiesi a zio Tom. Dopo
quel che era successo gli era quasi passata la sbronza.
Alz gli occhi al cielo con fare esasperato e scivol sul
letto accanto a me.
E io che ti credevo intelligente! Questa  la domanda
pi idiota che sia mai stata fatta dalla notte dei
tempi. Vediamo un po', se sei cos intelligente, fammi
lo spelling di Mississippi. Non lo sai, eh?. Poi cominci
a lamentarsi di dover dormire con me, anche
se l'idea era sua, non certo mia.
Alla tua et? Che vergogna! Alla tua et ero io a tenere
in piedi la famiglia! Ogni giorno sul far dell'alba,
andavo a vendere giornali all'incrocio tra Newcastle e
Abbey. Ma tu, comunque, quanti anni hai?.
Sei.
Sei? Non posso crederci! Pensavo cinque! Hai sei
anni! Diamine, io a sei anni ero caporalmaggiore dell'esercito
e mangiavo solo cipolle cotte e gamberi crudi.
Allora, vediamo un po'... Dimmi come si scrive il secondo
nome di mia madre, Termagant.
Ti-e-erre-emme-a-gi-a... non sapevo continuare.
Zio Tom si copr gli occhi con le mani, poi finse di
battersi la fronte con i pugni. Non bastava tutto quel
che  successo questa sera! Non ho tempo per le tue
sciocchezze! Ecco perch chi ha un po' di buon senso
non li sopporta, i bambini: pensano solo a se stessi.
L'inglese puoi strapazzarlo quanto vuoi con la tua insegnante,
almeno lei  pagata per fingere un po' d'interesse.
Adesso ti saluto e buonanotte. E dopo aver
appallottolato il cuscino, si mise su un fianco voltandomi
la schiena.
Non ti infili sotto le coperte? gli chiesi.
Cos mi passi i pidocchi o qualche bel parassita intestinale?
Tuo padre si  beccato le pulci da tua madre
durante la luna di miele....
Non  vero ridacchiai - l'idea di mia madre infestata
di pulci mi piaceva decisamente.
Di colpo mi ricordai. Ti-e-erre-emme-a-gi-a-enne-ti!
scandii ad alta voce fissando la sua nuca. Ma zio
Tom finse di non sentire.
Il gioco dello spelling era il solito trucco che usava
quando voleva tapparmi la bocca. Ma io a quattro anni
gi sapevo leggere, e me la cavavo benino anche nello
spelling, e la cosa proprio non gli andava gi. Cos,
per fregarmi, cominci a inventarsi le parole.
Come si scrive ziafrankensteinmostrocrazia? mi
chiese una volta in tono sarcastico. Era comunque preparato
all'eventualit che lo sapessi, come spesso accadeva.
Sbagliato! esclam quando ebbi risposto. E continu
i lavori di casa, evitando il mio sguardo. Una sola
z, non due, alla fine. Lo sa perfino lo scemo del villaggio!.
Non  una parola vera.
Oh s, invece! Non che mi aspettassi che tu la conoscessi,
data la tua scarsa e poco sofisticata intelligenza.
E cosa vuol dire?.
 un termine che si riferisce agli enormi poteri di
cui dispone una parente di sesso femminile e catastrofica
bruttezza.
Usala in una frase.
Mia sorella, Brigid Flanagan, la tua zia illibata,  un
classico esempio del terrificante fenomeno noto come
ziafrankensteinmostrocrazia, per cui i bambini, appena
vedono la sua faccia ripugnante, si trasformano all'istante
in rape, in teste di rapa come te, che infatti
queste cose non le sai, data la tua abissale ignoranza.
Zio Tom... mi avvicinai gattoni e gli diedi un colpetto
sulla spalla. Perch Bingo non riesce a respirare?.
Non lo so. Magari uno come te gli ha messo un cuscino
sulla faccia. Adesso che ci penso, non mi piace la
forma della tua testa,  quella di una persona malvagia,
e hai anche gli occhi sfuggenti dell'assassino.
Non  vero. Ero del tutto indifferente alle sue accuse,
che arrivavano puntuali come la pioggia.
Be'... e allora come la mettiamo con la storia dell'acqua
bollente l'estate scorsa?... Hai attentato alla vita
di tuo fratello....
Mi sdraiai di fianco a lui e sprofondai la testa nel cuscino.
Non sono stato io, zio Tom....
 quello che dicono tutti.
Zio Tom, tu lo sai che non sono stato io.
Forse ti sto coprendo solo per non vederti finire in
un penitenziario insieme a tutti gli altri delinquenti.
Ma adesso per amor del Cielo lasciami in pace... e ricordati
che dormo con un occhio aperto!.
Mi scostai; volevo stare il pi lontano possibile da
lui. Con la faccia schiacciata contro la parete, appoggiai
i piedi sul fresco intonaco.
Non sei affatto divertente gli dissi.
Okay, Noodle. Sollev la testa e mi lanci un'occhiata
da sopra la spalla. Stavo scherzando.
Non dissi pi niente. Non volevo che si accorgesse
che piangevo.
Fuori dalla finestra si sent un gufo.
Ehi, c' qualcuno in casa? disse zio Tom. Io non
risposi.
Oh Ges! sbott tutt'a un tratto. E va bene, fa'
come vuoi. Io adesso mi infilo sotto le coperte.
Di l a poco russava alla grande, io invece non riuscivo
a prendere sonno. Avevo paura che Bingo morisse
e che mamma dicesse alla polizia che era stata colpa
mia. Non sarebbe stata la prima volta.
Era gi successo l'anno prima. Lei aveva una delle
sue solite riunioni politiche. Era un luminoso pomeriggio
di giugno, e io e Bingo dovevamo badare ai cani.
In mezzo a quel casino, con tutti che parlavano, gesticolavano,
discutevano animatamente, fra mitragliate
di parole da tutte le direzioni, ben presto i cani ci
sfuggirono di mano. Ce ne facemmo una ragione e andammo
in cucina, dove la mamma stava preparando il
t. Restai l a guardarla mentre, senza smettere di discutere,
versava l'acqua bollente nelle tazze per poi
tornare dal gruppo in fondo alla sala.
Avendo visto un cucciolo che era sparito, mi chinai
per chiamarlo e nel frattempo mi guardai attorno in
cerca di qualcosa da mangiare. Fu allora che sentii un
gridolino, uno schianto di qualcosa che va in pezzi,
poi silenzio... l'urlo di un bambino, di nuovo silenzio...
E poi si scaten l'inferno, con Bingo che piangeva
a scatti, disperato, facendosi mancare il fiato.
Dal suo braccio ustionato, di colore viola, saliva una
nuvoletta di vapore. La pelle, come sciolta, si era
gonfiata in una bolla trasparente piena di liquido. Un
medico che era tra gli ospiti, dopo una rapida occhiata,
si offr di accompagnare la mamma e Bingo in ospedale;
di pap non c'era traccia.
Mamma cominci a raccogliere le sue cose alla rinfusa
- era cos sconvolta che prese anche il New York
Times, una pagnotta, una tovaglietta da t - quando,
vedendomi accanto alla finestra, mi piomb addosso,
e afferrandomi per le spalle mi url come una furia:
Che cos'hai fatto? Che cos'hai fatto?.
Niente, non ho fatto niente risposi rintanandomi
in un cantuccio. Il brusio sommesso di tutta quella
gente sconosciuta aleggiava intorno a me come un
senso di colpa.
Tu hai rovesciato la tazza di acqua bollente addosso
al tuo fratellino, dillo! Lui non poteva prenderla da
solo! Che cos'hai fatto? gridava la mamma, e intanto
mi scuoteva cos forte che non riuscivo a parlare.
In quel mentre arriv lo zio.
Ehi, lascialo stare! disse alla mamma. Ho visto
tutta la scena, ero l fuori. Ho visto Bingo che si arrampicava
sullo sgabello ma non ho fatto in tempo a fermarlo;
ha perso l'equilibrio e si  rovesciato addosso la
tazza. Collie era dall'altra parte.
No... strill la mamma liberandomi dalla sua presa,
mentre Bingo continuava a piangere in sottofondo.
 impossibile, tu menti! Vuoi difenderlo a tutti i costi
quando non se lo merita! Non pu essere andata cos,
perch avevo appoggiato le tazze lontano dal bordo
del tavolo. Se  vero quello che dici, allora  stato Collie
a spostarle apposta!.
Certo, e anche a rapire il bambino di Lindbergh,
immagino! Ti manca una rotella, cara la mia signora.
Dovresti vergognarti di dare la colpa a Collie per coprire
una tua mancanza.
Dio santo, non ho tempo di litigare con te, Tom Flanagan!.
Mamma si chin di nuovo su di me sfiorandomi
la guancia coi capelli. Sento ancora il profumo di bosco
del suo shampoo. Non finisce qui! Non ti perdoner
mai per quello che hai fatto oggi al tuo fratellino! Mai e
poi mai!.
All'ospedale raccont a tutti che era stata colpa mia
e dopo qualche giorno venne a parlare con me e Bingo
un tizio vestito di scuro - mamma mi disse che era
un poliziotto e di aspettarmi una bella condanna.
L'esito di quella visita non l'ho mai saputo. Ero troppo
spaventato per fare domande. Quando vidi che non
andavo in prigione, pensai a una svista.
Dopo la guarigione, a mio fratello rest una cicatrice
a forma di mezzaluna sull'avambraccio, sotto l'incavo
del gomito. Quel piccolo segno avrebbe sempre ricordato
a mamma, caso mai se ne fosse dimenticata,
che Bingo era una povera vittima, a differenza di me
che, fin da quando ero in culla, ai suoi occhi ero innocente
quanto il presidente della Banca mondiale. Durante
tutta la mia infanzia, quando mamma parlava
con me sembrava stesse battibeccando con John D.
Rockefeller sulle virt del socialismo.
Bingo era diverso, somigliava a pap, anche se aveva
i capelli castani della mamma. Sembrava che a lui
andasse sempre tutto storto, e questo lo rendeva ancora
pi irresistibile agli occhi della mamma. Per lei
non c'era niente di meglio che un martire di bell'aspetto,
perch corrispondeva all'immagine che aveva
di se stessa.
Non basta avere un solo figlio, diceva spesso mia
madre,  importante avere un termine di paragone, ti
d la giusta prospettiva, e mentre gli altri si chiedevano
di cosa cavolo stesse farneticando, io coglievo perfettamente
il messaggio.
Mamma adorava Bingo in maniera esclusiva, e il
mio ruolo nel loro rapporto era la parte del malvagio
aguzzino. Il suo amore per Bingo e il suo disprezzo
per me erano tutt'uno, indistinguibili.
Il tuo fratellino  morto stanotte mi disse pap
appena mi vide comparire sulla porta, la mattina dopo
l'attacco di asma.
Avevo sentito lui e lo zio che parlavano in cucina ed
ero sceso. Stava albeggiando. Li trovai seduti al tavolo
che facevano colazione - caff toast e uova fritte.
Ma, novello Lazzaro,  resuscitato aggiunse zio
Tom. Poi cominci a raccontarmi di come in ospedale
Bingo fosse diventato blu, il tipico blu irlandese, un
esotico miscuglio tra il papavero dell'Himalaya, l'antigelo
e l'occhio dell'husky siberiano.
Lazzaro i miei coglioni, quello era un miserabile
bastardo! Bingo  resuscitato come Ges! ribatt pap.
Anzi, adesso che ci penso,  stato ancora pi bravo
di Ges. Bingo, per resuscitare, ci ha messo solo tre
ore, mentre a Ges ci sono voluti tre giorni!.
Vediamo se sei altrettanto bravo, Noodle. Come
scriveresti del tutto ordinario? disse lo zio.
Dov' la mamma? chiesi trascinando uno sgabello vicino al tavolo, mentre un barboncino mi mordicchiava
la gamba del pigiama.
L'hanno dovuta ricoverare, ha avuto una crisi.
Aritmia cardiaca, dicono i medici rispose tranquillamente
pap vagliando la posta arretrata.
Non sapevo avesse un cuore disse zio Tom.
E George? chiesi. Doveva stare da noi una settimana.
Oh be',  dovuto tornare a casa, per certi problemi
alla clinica rispose pap.
Posso avere un toast con l'uovo? domandai cercando
di liberarmi di quel barboncino in vena di giochi.
Ges! sospir Tom abbassando le spalle, il volto una
maschera d'angoscia. Sent, Noodle, dopo tutto quello
che ho passato stanotte sono cotto. Io ti faccio il t e intanto
tu ti prepari due belle fette di pane con il burro.
E questa sarebbe una colazione? osserv pap.
Mica  in prigione, si merita qualcosa di meglio dei
ladri e degli assassini.
D'accordo. T e una fetta di pane tostato, allora.
Se lo tosti, il pane acquista sostanze nutrienti,  come
mangiare una scodella di porridge.
Quali sostanze nutrienti, zio?.
Lo zinco.
Be', volete sapere una cosa? disse pap. Non c'
niente come un miracolo per farti venire voglia di bere
qualcosa.
Ce lo meritiamo, nessuno lo pu negare approv
zio Tom. Barista! mi chiam schioccando le dita.
Saltai gi dallo sgabello e corsi nello scantinato a
prendere la birra, mentre i cani che ancora dormivano
saltarono su abbaiando, chiedendosi il perch di quel
caos. Pap e zio Tom restarono a guardare in silenzio
mentre io, con molta attenzione appoggiavo sul tavolo
due bicchieri cilindrici, alti e sottili, lavati con cura.
Perch questi sono i migliori bicchieri da birra?
m'interrog Tom.
Raffinatezza sussurrai, e cominciai a versare molto
lentamente, inclinando il bicchiere a quarantacinque
gradi e facendo scorrere la birra lungo la parete
interna. Ero davvero bravo, lo facevo da quando avevo
tre anni. Arrivato a met bottiglia, raddrizzai il bicchiere
a novanta gradi e continuai a versare al centro,
creando una schiuma perfetta.
Splendido, Collie! esclam pap. Sei un vero campione!.
Non male disse Tom. Possiamo tenerti finch
non ne troviamo uno migliore.
Passai loro i bicchieri, limitandomi ad annusare.
Quando mi aveva insegnato l'arte della mescita, pap
mi aveva fatto anche fare voto di astinenza dall'alcol, voto
che ho mantenuto fino a oggi - a parte una sbronza
adolescenziale.
A Bing Algemon Flanagan! brind pap alzando
il bicchiere. Morto e resuscitato il 7 aprile 1969.
Allora, Collie, vediamo un po' se sai fare lo spelling
di taumaturgia? mi disse zio Tom dandomi una
gomitata nelle costole.
...
.
...
CAPITOLO 4.
...
.
...
Bingo era mingherlino e aveva le stringhe sempre
slacciate. Nonostante una naturale eleganza trasandata
e la patina eccentrica da bambino ricco, sembrava
che l'avessero allevato i lupi tanto era selvatico. Era
sempre in cerca di guai, le inventava tutte sfidandoti
in continuazione a stargli dietro.
Aveva una vitalit esagerata, sembrava un personaggio
uscito dalla fantasia di Walt Disney. I capelli, castano
intenso come quelli di mamma, gli scendevano
sempre sugli occhi, e lui aveva questa mania di tirarseli
via dalla fronte e spingerli dietro le orecchie. Quando
era piccolo, ogni due o tre mesi zio Tom lo acciuffava
sulla porta e gli dava una spuntatina veloce, da ragioniere
sfigato - chiamava cos la sfumatura alta con la
riga in mezzo, tipo Alfalfa.
Con gli occhi verdi irrequieti, la pelle bianca quasi
trasparente e tutte quelle lentiggini, Bing sembrava
un'opera di Jackson Pollock animata - e quei pallini
marroni sparsi ovunque facevano pensare che mamma
si fosse accoppiata con un dalmata.
Ne combinava di tutti i colori, faceva sempre scherzi,
era pi forte di lui. A dieci anni i preti e le suore
avevano gi pronta per lui la cella di isolamento, ma
mamma dichiarava guerra a chiunque volesse disciplinarlo,
compreso pap, che era bravissimo ad alzare in
alto le mani in segno di resa.
A dodici anni Bingo si divertiva a tirare palle di neve
contro i chierichetti che servivano messa nella chiesa
di St. Basil la domenica - io intanto gli urlavo di piantarla.
Mamma ci costringeva ad andare in chiesa solo
per far arrabbiare il Falco. Si era convertita al cattolicesimo
per fargli dispetto, di questo sono certo; ma
durante il corso obbligatorio di preparazione al matrimonio
scandalizz a tal punto i preti con le sue idee,
che quelli, il giorno prima delle nozze, mandarono
tutto a monte. Il Falco, nonostante fosse contrario al
matrimonio, dovette suo malgrado scendere segretamente
a patti con il vescovo e la faccenda fu sistemata.
Dopo aver discusso un po', mi raccont il nonno
io e il vescovo concludemmo che i tuoi genitori si
meritavano a vicenda.
Devi smetterla di tormentare i chierichetti, ripetevano
le suore a Bingo, ma lui non prestava ascolto, si divertiva
come un matto. Quelle potevano arrabbiarsi,
sgridarlo, minacciarlo quanto volevano, ma era come
gettare benzina sul fuoco, non c'era verso con lui. Un
bel giorno una nostra insegnante, suor Mary Ellen, and
fuori dai gangheri. Lo afferr per il bavero della
giacca, lo fece inginocchiare e gli ordin di affondare
la faccia dentro un cumulo di neve appena spalata.
Fanculo, sorella! fu la sua risposta. Poi tir un calcio
alla neve - cos forte che arriv in cima agli alberi e
ricadde lieve come zucchero a velo -, mi lanci un sorriso
e scapp via. Scavalc con un salto la recinzione, e
urlando a squarciagola spar alla vista lasciandosi dietro
una nuvola di neve e insubordinazione. Quando pi
tardi arriv il prete, ci disse di pregare per la sua anima.
Per molti versi, Bingo era della stessa pasta di suo
padre: ogni sera era buona per escogitare qualche diavoleria.
Il suo bersaglio preferito era il clero, le sue armi
quei rotoli di carta igienica che sventolavano da
ogni albero del sagrato. Si cacci in un guaio serio
quella volta che padre Woodward, mentre si preparava
per la messa mattutina, si accorse che gli erano spariti
i paramenti; il poveretto poi cadde in ginocchio alla
vista di Ges sulla croce che indossava una T-shirt
con su scritto Troppo sbronzo per scopare.
I paramenti rubati furono poi trovati da un tizio che
stava camminando lungo la spiaggia - galleggiavano
sull'acqua, con i gabbiani che scendevano in picchiata
per dare un'occhiata da vicino. Quanto a me, la pi
grossa che ho combinato  stata bere una Pepsi prima
delle dieci di mattina.
Per la faccenda dei paramenti, pap venne convocato
d'urgenza da suor Mary Ellen, che si lanci in
un'appassionata rassegna dei misfatti di Bingo.
Al confronto i giudici di Norimberga erano dei bonaccioni
comment pap sbottonandosi la giacca blu
e slacciandosi la cravatta. Io e lo zio, seduti al tavolo di
cucina, lo guardavamo sorseggiando la cioccolata.
Quella ti vomita addosso simili idiozie e tu non dici
niente? lo aggred mamma, comparsa sulla porta
appena aveva sentito la sua voce. Che razza di padre
sei?.
Be', a detta degli insegnanti, sono un po' come il
padre di Jack lo Squartatore.
Pap trascin una sedia in mezzo alla cucina, si lasci
cadere pesantemente e cominci a battere un piede
sul pavimento. Poi, rianimandosi di colpo, mi guard
pieno di ammirazione. La cosa buona, invece, 
che suor Mary Ellen  entusiasta del nostro Collie. Ha
detto che non ha mai avuto uno studente cos bravo e
educato.
Mamma, esplodendo come un motore che ha preso
fuoco, si catapult fuori dalla cucina e, sbattendo qua
e l lungo il corridoio, sentenzi che ci avrebbe ritirato
dalla scuola. Io non feci una piega: mamma non
portava mai a termine nessun progetto, per lei dire
una cosa era come averla fatta. Zio Tom vers un po'
di detergente per legno su uno straccio e cominci a
pulire il tavolo, muovendo energicamente le mani in
ampi cerchi - una volta aveva detto a me e a Bingo che
da giovane aveva lavorato in un circo e che usava quel
detergente per pulire gli elefanti.
Mi lanci una rapida occhiata, poi distolse subito lo
sguardo. Be', per dire che sei il suo migliore studente
di sempre deve essergli andata proprio male, a quella
suora. Non riesco a pensare a una sola cosa intelligente
che tu abbia mai fatto. Vers ancora un po' di olio
sullo straccio e si gir verso di me. Ehi, lo sapevi che
c' una specie di granchio che si arrampica sugli alberi?
Beccati questa, Socrate!.
Dio santo, Tom, cos erodi la fiducia in se stesso
del ragazzo! protest pap avvicinandosi al frigorifero
per prendersi la sua quotidiana consolazione di gelato.
Ti riferisci a questo mostro di presunzione, per caso?
Gli faccio un grande favore a smantellargli la boria
pezzo per pezzo, e non baster tutta la vita. Rispondi a
questa domanda, aggiunse fissandomi attentamente
come si chiama il verso del tacchino?.
Il tacchino gloglotta risposi fissandolo a mia volta.
Conoscevo il giochetto.
Okay, questa era facile. E l'allocco? la tortora? il
tordo?.
Scossi la testa. Non lo so, zio Tom. Chi se ne frega.
L'allocco bubola, la tortora gruga, il tordo zirla.
Be', a quanto pare, malgrado la tua fama di intelligentone,
ti sei rivelato un idiota in meno di trenta secondi.
Con questo il caso  chiuso. E riprese a pulire.
Ma non stavamo parlando di Bingo? chiesi esasperato.
Chi mi chiama?. La testa di Bingo fece capolino
dalla finestra aperta e pap salt in piedi per far uscire
i cani sulla veranda e correre a dargli il benvenuto.
Ehi togliti le scarpe, zozzone! gli dissi soprappensiero
vedendo che lasciava impronte di fango sulla soglia.
E perch? fece lui sorpreso.
Guarda che schifo!.
Ma cosa fai? Perch ti togli le scarpe sulla porta?
gli chiese pap.
Domandalo a Collie.
Ve l'ho ripetuto migliaia di volte, ragazzi: togliere
le scarpe sulla porta fa di voi dei miserabili membri
della classe media. Nel giro di poco finirete a fare la
raccolta dei bollini della spesa e a preoccuparvi della
grondaia.
E a rastrellare il prato, pap, te lo sei dimenticato!
rise Bing bevendo il succo d'arancia direttamente
dal cartone.
Cos' successo? domand poi, notando l'atmosfera
che regnava nella stanza.
Sono appena tornato da un incontro con la tua insegnante.
Mi auguro che non capiti pi di sentir parlare
di uno dei miei figli in quei termini rispose pap
con aria solenne.
Suor Mary Ellen ce l'ha con me da quando facevo
la quarta spieg Bingo.
E perch? chiese pap; io lo guardai allibito.
Perch una volta le ho detto che non me le bevevo
tutte quelle storie sulla vita dei santi - un sacco di baggianate
di tappeti volanti e via dicendo... e mi lanci
un'occhiata serrando le labbra per non scoppiare a ridere.
Ah, le solite fesserie! Si tratta di questo? esclam
pap di colpo galvanizzato. Le hai ricordato anche
santa Eufrosina, quella che si divertiva a travestirsi?.
S, e anche santa Vilgefortis aggiunse Bingo, con
pap ormai esultante.
Bravo! E cos le hai chiuso il becco?.
S, per mi ha dato una botta in testa con il righello.
Stronzate borbottai.
Questo cambia tutto osserv pap. Mi ero scordato
la regola numero uno: mai fidarsi di una suora!
Smantellare il concetto di santit era una vera e propria
fissa di pap - fin da piccoli ci leggeva le vite dei
santi e si divertiva come un matto a deridere i miracoli.Santa Vilgefortis era la sua preferita. Aveva fatto voto
di castit, e quando il padre cerc di sposarla al re
di Sicilia, lei preg il Signore di farla diventare brutta.
Una bella mattina si present con tanto di barba e
baffi, mandando a monte il matrimonio. Allora il padre,
imbufalito, la fece crocifiggere.
Intanto lo zio si era messo a frugare dentro la credenza
fingendo indifferenza. Ehi tu, quello con la
faccia a pois disse a un tratto girandosi verso Bingo.
Che verso fanno i pappagalli?.
Ciangottano rispose Bingo, colpendomi la guancia
con un elastico che aveva raccolto dal pavimento.
Bravo! E i fringuelli? i pavoni? le alzavole?.
I fringuelli chioccolano, i pavoni paupulano, le alzavole
cigolano snocciol a memoria Bingo, tutto
gongolante nel vedermi contrariato.
Un ottimo risultato per il momento disse zio
Tom guardandomi. Mi sembra ci sia un po' di confusione
su quale sia il vero genio di famiglia.
In soggiorno mamma scoppi a ridere cos forte
che la sentimmo dalla cucina.
Non fateci caso, ragazzi sussurr lo zio. E un fatto
naturale: si sforzino pure fino alla noia, le streghe
non sanno nasconder la gioia.
Quella notte mi svegliai in tempo per vedere Bingo
che si arrampicava fuori dalla finestra. Abbiamo diviso
la camera fino alle superiori, quando decisi di ribellarmi
e di pretendere per me una delle stanze degli ospiti.
Ehi, dove credi di andare? gli chiesi; ma lui era
gi sparito. Aveva cominciato da poco a svignarsela di
notte, e avrebbe sempre continuato a farlo. Verso i sedici
anni, spesso stava fuori tutta la notte, e andava e
veniva da camera mia perch era la via pi facile.
Nel fine settimana usciva verso le dieci e rientrava
poco prima dell'alba. Io restavo inchiodato in ascolto,
fino a quando il glicine che si spezzava mi segnalava il
suo ritorno. Lo sentivo arrampicarsi su per il graticcio
coperto di edera, con i jeans che sfregavano contro le
assicelle di cedro, e alla fine vedevo spuntare la sua testa
scura dietro la tenda di pizzo. Mamma metteva pizzi
dappertutto, unica sua concessione alla casa.
Merda! sibilava mentre lasciava cadere dentro le
chiavi e dalla suola delle scarpe si staccava una piccola
valanga di ghiaia e sabbia.
Ssh! Fa' piano, stronzo, che ti sentono! gli dicevo
Tranquillo Collie, a mamma e pap non gliene frega
un beneamato cazzo ansimava aggrappato al bordo,
le dita livide per lo sforzo. Si issava sul davanzale, si
dava una spolveratina, poi, piano, per non fare rumore,
appoggiava i piedi sul pavimento.
Si infilava accanto a me nel letto e cominciava a raccontarmi
le sue bravate: le ragazze, l'alcol - uno sballo,
diceva. E senza sensi di colpa, Cristo! Gli piaceva essere
Bing Flanagan, senza ombra di rimorsi, e io lo invidiavo.
Per quanto mi riguarda, invece, l'unica volta che mi
sia mai sbronzato fu a sedici anni, e lo feci con metodo,
attaccandomi a una flebo di vodka. Ero ubriaco
fradicio, cazzo. Bingo mi raccont che m'ero fatto
Eliot Harrigan, il capitano della mia squadra di nuoto
a scuola.
Sei un bugiardo di merda! protestai appoggiandomi
su un gomito al chiarore argenteo della luna.
Forse s, forse no rispose lui con gli occhi che gli
ridevano.
Qualche settimana dopo il colloquio tra pap e suor
Mary Ellen, Bingo fu sospeso dalla St. Basil per tutto il
resto dell'anno.
Un giorno il custode, un certo Mario, un tipo ripugnante,
con i denti gialli, che spaventava le bambine
raccontando loro che mangiava i vermi, intercett in
cortile un cane randagio, un meticcio nero e marrone
e, agitando la cintura a mo' di frusta, cominci a rincorrerlo
e a colpirlo. Eravamo tutti terrorizzati: il povero
cane guaiva, i bambini pi piccoli piangevano, e i
pi grandi, come me e i miei amici, se ne stavano l impalati
e inebetiti, aspettando che le suore e il prete facessero
qualcosa.
Ma non si muoveva nessuno, quelli continuavano a
chiacchierare tranquillamente; solo suor Mary Ellen
sembrava turbata e stringeva nervosa il rosario.
Bastardo!.
Al suono di quella voce familiare, mi girai e vidi Bingo
attraversare di corsa il cortile e tirare un sasso a Mario,
colpendolo a una spalla. Quello si ferm e spar
una raffica di oscenit tali che pensai stesse parlando
una lingua straniera. A quel punto si scaten l'inferno.
Le suore si misero a rincorrere Bingo, ma fu il prete
il primo ad acciuffarlo e a trattenerlo per le spalle.
Allora suor Rosemary, le guance rosse come un geranio,
si sfil la cinta da sotto la tonaca e lo colp in faccia
con tanta forza da perdere l'equilibrio. Le caddero
gli occhiali, che si ruppero in mille pezzi.
Per alcuni giorni Bing gir con il segno della cinta
stampato sulla guancia, la faccia tumefatta, nera rossa
e blu - i colori del coraggio, la sua gloriosa tavolozza
diceva mamma. Ovviamente, appena mamma aveva
saputo la cosa, si era trasformata in un tornado
umano dalla furia devastatrice.
La mattina dopo si present a scuola in compagnia
del nostro feroce pastore del Caucaso, Lenin -ai miei
amici io dicevo che si chiamava Lennon -, una specie
di Chruscv al guinzaglio. Lo aizz contro Mario il
quale, per salvarsi, dovette arrampicarsi sul tetto della
chiesa.
Da quel giorno la Chiesa cattolica per me non fu
pi la stessa; e nemmeno Bingo. Anche se lo consideravo
un eroe, facevo di tutto per nasconderlo; il suo
coraggio suscitava in me un misto di risentimento e di
ammirazione.
Non  facile accettare i propri limiti. Io ero un povero
fantaccino - non cos patetico come quello che nei
film impazzisce durante la prigionia e si butta contro il
filo spinato per fuggire dalle proprie paure, piuttosto
come quello che se ne sta rannicchiato nel fango e riesce
a capire qualcosa di se stesso nell'orrore della trincea.
Io ero un coniglio, pi di quanto volessi ammettere,
per prendevo esempio dagli eroi, e questo mi salvava.
Mamma lo sapeva bene.
Scappa e mettiti al riparo, Collie mi diceva. Il torrente  in secca.
...
.
...
CAPITOLO 5.
...
.
...
Con i fiumi di alcol che pap e zio Tom tracannavano
in continuazione, spesso casa nostra era alla deriva
nell'oceano, un tappo di sughero in una vasca da bagno
piena di gin.
Ogni mese zio Tom si prendeva una sbronza colossale.
Era una specie di battesimo sacrilego, una vera e propria
immersione totale nell'alcol, fatta con anima, corpo
e fervore evangelico. Durante quel rituale, che durava
una settimana, lo zio perdeva i sensi, poi si riprendeva,
tornava a bere, perdeva di nuovo i sensi, e avanti cos
fino a quando si era bevuto tutta la sua magra pensione.
I soldi li teneva sotto il letto, dentro un barattolo
circondato da una barriera di trappole per topi. Una
rapida sequenza di scatti segnalava i suoi depositi e
prelievi: con un bastone le faceva saltare una alla volta.
Bang. Bang. Bang.
E la sua bang-ca ci disse una sera pap alzando gli
occhi a ogni piccola esplosione. Io e Bing avevamo pi
o meno quindici anni e, seduti al tavolo di cucina, stavamo
mangiando un gelato alla vaniglia, l'unica cena
che pap sapesse preparare.
Ragazzi, qui sta per saltare tutto in aria! Bingo,
non c' altra scelta, senza farti vedere va' a prendere i
pochi spiccioli rimasti. Tu sei l'unico che pu accedere
al sancta sanctorum. Se continua a ubriacarsi cos,
quello ci lascia le penne.
Bing sembrava esitare. Non se la sentiva di rubare a
quel vecchio scapestrato, neanche a fin di bene.
Non lo so, non mi sembra giusto. Lui di me si
fida rispose.
Allora ce l'hai anche tu una coscienza dissi.
No, che non ce l'ho!. E mostrandomi il dito medio
si avvi su per le scale. Bingo non sopportava il minimo
accenno a una sua moralit.
Dovrai restare nascosto nella scuderia almeno per
due giorni disse pap quando Bingo, pi pallido del
solito, gli consegn i soldi. Sar in giro a cercarti con
il fucile spianato.
Eccolo!.
La scuderia era dietro la casa. Io facevo la vedetta
appollaiato alla finestra, quando vidi lo zio e Swayze, il
suo compagno di sbronze, venire verso di noi. Avanzavano
come due sceriffi piegati dall'artrite, pi che uomini
sembravano la parte posteriore e quella anteriore
dell'asino di pezza del circo.
Prima di sposarsi, la mamma era una cavallerizza,
partecipava a gare internazionali. Aveva un grosso
cavallo da tiro irlandese, Lolo, che in pidgin hawaiano
vuol dire pazzo. Lolo cercava sempre di entrare
in cucina, incoraggiato dalla mamma, e solo lei
poteva avvicinarlo. Da piccoli era stato per me e Bingo
una specie di fratello maggiore psicotico, e i suoi
denti mi decorarono il culo fino all'adolescenza inoltrata.
Bing - al tempo stesso schizzato, spaventato ed eccitato
- corse a nascondersi sotto un mucchio di paglia
nel box di Lolo che, quasi avesse deciso di consegnarlo per beccarsi la ricompensa, cominci a scalpitare,
sbuffare e scuotere la testa. E intanto mi fissava, e io ricambiavo
lo sguardo, sperando per il meglio - quella
bestia era priva di scrupoli.
Dov'? mi chiese lo zio con la faccia a due centimetri
dalla mia, gli occhi color della birra. Siamo venuti
qui per arrestare una certa persona che mi ha rubato
i soldi. Adesso finisce in prigione e me li restituisce
tutti..
Non so dov' risposi indietreggiando. Sar con i
suoi amici.
E se arresto te come complice? fece lo zio afferrandomi
per il colletto della camicia.
Per amor del Cielo, zio Tom....
Swayze, le manette! ordin al suo vice, che non si
reggeva in piedi.
In ultima analisi, non  che ci fosse molta differenza
tra pap e zio Tom quanto a sbronze. Quei maledetti
fratelli Dolan mi hanno fatto ubriacare! diceva pap
- era il suo modo di spiegarci cos'era successo il giorno
del mio quattordicesimo compleanno, quando si
era incastrato dentro il camino di una vicina ed era
svenuto. Sarebbe ancora l adesso se Sykes, il suo
bull-terrier bianco, non fosse rimasto per ore ad abbaiare
impazzito in direzione del tetto, rifiutandosi di tornare
a casa.
Fui io a capire cos'era successo. Allora Bingo si arrampic
su per la grondaia e, arrivato in cima, ridendo
a crepapelle grid che lo aveva trovato.
Pap dice di chiamare l'esercito! Ci vogliono degli
esperti per tirarlo fuori! Si tratta di un'operazione
troppo delicata, non si fida della gente di qui!.
Risposi che per me poteva anche restare l per sempre,
ma la simpatica vecchietta proprietaria della casa
non ne voleva sapere.
Non  giusto, Collie,  tuo padre, e poi, pensa alla
puzza!.
Gi, su questo ha ragione.
Qualche giorno dopo pap, con l'estro e l'ipocrita
avversione per l'autocritica che lo contraddistinguevano,
decise che io e Bingo avevamo una cultura assai
scarsa e perci dovevamo conoscere le opere di qualche
grande drammaturgo irlandese. Volendo anche
ricompensarci per averlo tratto in salvo, ci port a Boston
a vedere L'aratro e le stelle.
Chiss per quale misteriosa ragione, pap odiava i
ristoranti. Amava invece gli alberghi e gli sarebbe piaciuto
sceglierne uno come fissa dimora.
Potrei vivere benissimo in un albergo. Infatti ho intenzione
di trasferirmi in citt, in una suite, cos posso
andare a teatro, ai concerti, alle mostre dell'ortofrutta...
Basta con i pranzi fatti in casa e le serate sulla sedia
a dondolo! Vostra madre  libera di fare altrettanto,
se le va ci disse mentre giravamo nell'atrio dello
Steinbeck, un albergo d'altri tempi.
Eh? fece Bingo guardandomi perplesso.
 pazzo bisbigliai.
Pap era vestito come il principe di Galles, e tutti si
giravano a guardarlo chiedendosi chi fosse - la gente
diceva sempre che sembrava una star del cinema.
Strizzava l'occhio a tutte le belle donne che vedeva.
Andammo a cena all'Heliotrope, un locale molto
chic, dove pap si arrabbi con Bingo che voleva ordinare
una bella bisteccona al sangue e nient'altro. Dopo
cena, ci abbandon nel salone e spar al bar. Quando
riemerse, circa un'ora dopo, girava vorticosamente su
se stesso, come il Pianeta Rosso attorno al proprio asse,
vomitando vapori tossici dentro il sistema solare, i capelli
scompigliati da chiss quale calamit atmosferica.
A teatro la gente si fece da parte per lasciar passare
pap che, barcollando a sinistra e ondeggiando a destra,
cercava di trovare i nostri posti, e intanto ne diceva
di tutti i colori alla maschera. Nel frattempo io concentravo
tutta la mia attenzione sulle rose della moquette.
Lo spettacolo doveva iniziare alle otto in punto. Alle
otto e un quarto pap si alz in piedi e url: Quando
si comincia?. Bingo, tutto gasato, mi guard ridacchiando,
con le lentiggini accese sul volto pallido,
mentre io, in silenzio, bruciavo sulla pira della mia
mortificazione.
Alle otto e mezzo, pap, sprizzando impazienza da
tutti i pori, si alz di nuovo e, luminoso come un faro,
cominci a cantare l'inno nazionale irlandese, con la
sua voce da tenore che sembrava la campana di una
chiesa. Il pubblico, esterrefatto, cominci ad agitarsi
sulle poltrone e a fissarlo: un unico grande occhio di
un'unica grande testa su un unico grande collo proteso
verso di lui. Bingo, in preda all'eccitazione e alla
gioia pi sfrenate, rideva a pi non posso, mentre io,
be', io ero finito da qualche parte sul soffitto e guardavo
gi quel corpo senza vita che avevo abbandonato,
con gli occhi sbarrati, le pupille dilatate, il respiro e il
battito quasi fermi, la faccia color del quarzo, la voce
della coscienza ridotta a un fievole pigolio.
Bing adorava pap. Quanto a me, be'... diciamo che
pap metteva a dura prova il mio limitato senso dell'umorismo.
Provate a immaginare un ragazzino che
invita a casa gli amici e quelli si trovano davanti un uomo
di mezza et che prende il sole, in febbraio, attraverso
la finestra del soggiorno, e che subito comincia a
vantarsi della sua abbronzatura. E che per di pi porta
un costumino striminzito sul pancione unto di crema,
un paio di scarpacce senza stringhe, un enorme cappello
di paglia da donna annodato sotto il mento da
un nastro di chiffon turchese, gli occhiali da sole, e
continua a muovere le mani perfettamente curate facendo
gesti ampi ed eleganti.
Che stiano zitti i cosiddetti esperti, quelli che sostengono
che non ti puoi abbronzare attraverso il vetro! Io
sono una prova vivente che quelli non sanno di cosa parlano.
Tutti mi chiedono se sono tornato dalla Florida.
Basta un'ora al giorno davanti alla finestra e puoi gareggiare
con Nat King Cole su chi dei due  pi nero!.
Era passato qualche giorno dalla scenata a teatro -
sentivo ancora l'imbarazzo a fior di pelle - e mentre
guardavo la televisione in studio sentivo pap nella
stanza accanto che faceva le sue sparate quotidiane.
Oh, mio Dio, guarda! disse a un certo punto la
mamma. Charlie, per favore, smettila di farneticare e
scostati dalla finestra. Tom, corri a vedere, se no ti perdi
la scena! Anche tu, Collie!.
Mamma si alz dal divano e si avvicin a pap, mentre
Tom arrivava lemme lemme dalla cucina, fingendo
di essere seccato. Incuriosito, andai in soggiorno e mi
unii al gruppetto riunito davanti alla finestra.
Bingo e uno dei suoi cani preferiti, un giovane leonberger
di nome Mambo, stavano giocando. Vicino alla
scuderia c'era un piccolo albero con un unico ramo
molto lungo, che arrivava a circa due metri e mezzo da
terra. Mambo correva verso l'albero, saltava avvitandosi
a mezz'aria come una specie di enorme, peloso cavatappi,
poi, azzannato il ramo, restava l appeso per due
secondi.
Dopo cinque o sei salti, fu la volta di Bingo. Poi i
due ripeterono il gioco a turno - saltavano, si avvitavano,
restavano appesi al ramo -, e qualche volta lo fecero
pure insieme.
Bingo che rideva, Mambo che abbaiava, noi quattro
che li guardavamo dalla finestra con il sole che inondava
la casa, per un momento fu una scena divertente.
Ehi,  meglio dei fuochi d'artificio! esclam zio
Tom; pap ridacchiava e mamma faceva di s con la testa.
Mamma che faceva di s con la testa!
Quella donna  una specie di coniglio disse mamma,
rompendo la magia del momento. E nata incinta.
Ero confuso.
Ma poi capii che stavamo guardando due cose diverse.
La mamma e lo zio stavano conoscendo un raro
momento di comunione spirituale grazie al condiviso
disprezzo per una donna che abitava in fondo alla strada:
la Fattrice come la chiamava zio Tom. Aveva sette
figli sotto i dieci anni e aspettava l'ottavo. Mi facevano
piacere le sue gravidanze, creavano una sorta di
Sitzkrieg - un momento di stallo - nella guerra tra
mamma e zio.
Una cos riporta indietro la questione femminile
di parecchie generazioni comment la mamma sporgendosi
in avanti con gli occhi socchiusi per vedere
meglio.
Com' grossa! Sembra l'isola di Guernsey! aggiunse
zio Tom. Viola ogni legge di natura!.
Un po' di rispetto intervenne pap. Sta facendo
ci che Dio vuole. A cos'altro serviamo se non a ripopolare
il mondo? Considero i miei ragazzi la pi grande
impresa della mia vita.
Lo so, Charlie, lo so. Lo dici sempre - che noia!
sbuff la mamma.
Fare figli  una cosa da nulla. Gli scimpanz ne
sfornano a tonnellate! Una volta ho trovato un rospo
dentro un chicco di grandine. Be', questa s che  una
grande impresa!.
Wow! esclamai nel vedere Bingo e Mambo che
saltavano cos in alto da toccare il cielo. Bingo lanci
un urlo di trionfo che si perse tra le grida dei gabbiani
che, schizzati via dagli alberi, avevano preso a volare in
tondo.
Cosa c', Collie? mi chiese distratto pap che, insieme
a mamma e a zio Tom, era ancora concentrato
sulla Fattrice.
Oh, niente. Ti sei perso la scena.
...
.
...
CAPITOLO 6.
...
.
...
Alle superiori fui spedito a Andover - condannato a
Andover, diceva Bingo - per fare una concessione al
nonno, il quale era convinto, siccome pagava lui, di
poterci rinchiudere tutti in un collegio a suo piacimento.
Compiuti i sedici anni, nel 1979, ero perfettamente
inserito a scuola e mi ero abituato a vivere lontano
da casa. I miei mi costringevano a tornare una
volta al mese, ma dopo per me era un incubo tentare
di riprendere gli studi, visto che a ogni visita pap mi
invitava a riposarmi e a dimenticare la scuola.
Ma che t'importa? diceva sempre. Dio santo,
Collie, tu erediterai un capitale! Fatti un giorno di vacanza
in pi! Ges, nei tuoi panni io me ne starei in
panciolle tutto il giorno!.
Mamma nutriva un profondo disprezzo per le scuole
private, le considerava delle centrali di propaganda
capitalista. Se ero finito a Andover era solo perch il
Falco aveva minacciato di tagliarle i fondi se lei non
cedeva sulla delicata questione dei nostri studi. In questi
casi mamma, che aveva un forte istinto di conservazione,
sapeva essere flessibile.
Per otto anni li hanno tenuti i preti. Adesso fanno
quello che dico io! proclam il Falco.
Io allora finsi una certa costernazione, tanto per far
piacere a mia madre, ma dentro mi sentivo elettrizzato;
e, come al solito, mamma mi lesse nel pensiero.
La follia di Collie, cos mamma chiamava Andover.
In collegio, come una salamandra che ha trovato il
suo sasso e si crogiola al sole, me la godevo un mondo.
Mi piacevano le sue convenzioni e le sue certezze, le
cerimonie, le lenzuola pulite e i motti in latino. La vita
l si riduceva a una serie di rituali che ci avrebbero sicuramente
garantito il successo. Samuel Phillips, il
fondatore della scuola, detestava l'inoperosit. Nel
1778, aveva fatto incidere su un sigillo d'argento un alveare
con accanto due motti: Finis origine pendet- La
fine dipende dall'inizio, un pensiero decisamente inquietante
nel mio caso - e Non sibi - Non per se stessi.
Al contrario, la mia vita a casa, era tutto un inno al
narcisismo.
A Andover avevano idee precise su come doveva essere
il giovanotto ideale, e io cercavo di seguirle con
molto zelo. Anche se c'era una forte pressione a eccellere
in tutto, come nella maggior parte delle scuole
private, quell'esperienza fu comunque per me un lungo
respiro di sollievo. A volte, per, il dovermi barcamenare
tra casa mia e la Phillips Academy mi dava un
leggero senso di schizofrenia. Ogni giorno una voce
diversa mi bisbigliava nell'orecchio e lottava per conquistare
la mia fiducia - quella suadente di Samuel
Phillips mi spronava a saltar fuori dal letto all'alba, fare
otto chilometri di corsa e gli esercizi di violoncello
prima di colazione.
Certo, talvolta quel dover eccellere sempre poteva
dare sui nervi, soprattutto se si aveva per compagno di
stanza uno come Kip Pearson, il figlio dell'ambasciatore
canadese, che non la smetteva mai di parlare della
sua collezione di biancheria intima commestibile.
Era in quei momenti che cominciavo a sentire una
specie di spasmo, un richiamo proveniente da un'altra
direzione, una sorta di imbarazzante prurito che segnala
il riaffiorare di un'eruzione cutanea. Allora
aspettavo che Kip uscisse per la sua caccia notturna,
prendevo il telefono e chiamavo casa, solo per sentire
la sediziosa voce di pap.
Prima per dovevo sorbirmi zio Tom.
Adesso ti faccio lo spelling di un cognome e tu devi
dirmi come si pronuncia.
Sbuffavo dentro la cornetta.
C-h-o-l-m-o-n-d-e-l-e-y diceva scandendo ogni lettera.
Chumley rispondevo io.
Finalmente ho la prova che sei uno snob! Perch
solo gli snob lo sanno! E ci sei pure cascato! Collie Flanagan,
il nostro cervellone, non  poi cos furbo!.
Anche tu lo sapevi... perci tu cosa saresti?.
Un uomo del Rinascimento.
Passami pap. E l?.
Charlie! urlava dentro la cornetta. C' il tuo figliolo
da tempo scomparso!.
Collie? finalmente la voce di pap. Che bello
sentirti! Vieni a trovarci o no?.
Certo. Sono stato impegnato con la scuola, mi dispiace.
Non ti devi scusare. Cerca di rilassarti, non lavorare
troppo, impara a prendere le cose con leggerezza.
Cosa ti dico sempre? Senza vacanze la scuola sarebbe
mostruosamente disumana!.
Riappendevo e me ne restavo l per un po' a fissare
il vuoto, lanciando in aria una pallina da tennis. Poi
tornavo ai miei libri come un'ape operaia all'alveare.
Verso la fine della scuola, il Falco venne a Andover
per iscrivere personalmente Bingo, che era appena
stato espulso dalla St. Paul's di Concorde. Fu ammesso
al terzultimo anno, una scelta del tutto casuale dato
che non era mai stato promosso dai tempi dell'asilo. Il
Falco teneva Bingo a debita distanza, sfiorandogli le
spalle con la punta delle dita, con l'aria schifiltosa di
chi si sta grattando via una gomma da masticare dalla
suola delle scarpe.
Bingo penetr nella mia vita di Andover come un
paio di forbici dentro un tessuto. Non lo volevo l con
me, e lui lo sapeva. Mi dava fastidio che si fosse intrufolato
in quella che consideravo la mia esistenza segreta.
Me ne stavo tranquillo e disteso come un pantalone
di flanella grigia, ed ecco che arriva lui, un paio di cesoie
pronte a far saltare tutte le cuciture.
Stammi alla larga! Non guardarmi nemmeno! lo
avvisai, ma era come parlare al vento. Pi lo minacciavo
pi lui risplendeva come erba del mattino e il verde
dei suoi occhi diventava pi brillante. Come lanciare
popcorn contro un carro armato, la stessa cosa.
Lo sapevo come sarebbe andata a finire con uno come
Bingo, con la sua vocazione sovversiva, e infatti,
nel giro di poco, tutta la scuola fu sottosopra.
Beccato in camera con una ragazza, disse che era
nostra sorella. Era arrivato da una settimana e gi rischiava
l'espulsione dalla scuola. Si salv solo grazie al
Falco e al terrore universale che ispirava. Per punizione
avrebbe pulito le finestre al pianoterra del suo dormitorio.
Quella stessa notte lui e i suoi dodici apostoli
tolsero tutti i vetri, rinfrescando bene l'aria per l'ispezione
mattutina.
Sono cos puliti che non si vedono nemmeno!
disse Bingo al direttore, che solo in quel momento cap
cos'era successo.
Bing insisteva di non c'entrare niente, poi alla fine
confess di sapere chi era stato e indic dove cercare
la prova: esattamente sotto il mio letto.
Tranquillo, Mr. Flanagan, non sono mica nato ieri!
esclam il direttore mentre io, in modo goffo farfugliavo
la mia innocenza.
Alcuni giorni dopo Bingo vest un manichino con la
divisa studentesca e aspett il buio; a quel punto, lui e
i suoi compari lo abbandonarono in una pozza di ketchup
al centro della strada che conduceva alla scuola, e
si nascosero nei cespugli per osservare i malcapitati
che sarebbero arrivati sulla scena del delitto.
Quella volta il Falco dovette scucire un bel po' di bigliettoni
per tirarlo fuori dai guai. Mr. Fadras, l'insegnante
di biologia soprannominato Culone da tutti,
colleghi inclusi, come si vide davanti ai fari quel cadavere
insanguinato devi dritto in un fosso, fracassando
la parte anteriore della macchina.
All'inizio dell'autunno scoppi un altro scandalo -
qualcuno aveva rubato le risposte del compito di matematica
-, e anche questa volta Bingo fu subito sospettato
e sottoposto per ore al terzo grado.
Guarda, sar diretto gli dissi quando entr nella
mia stanza e collass sul letto, esausto e allo stesso tempo
corroborato da quell'ennesimo interrogatorio. Hai
rubato le risposte e ti sei fatto bocciare lo stesso? Ma allora
sei un idiota di livello planetario! Non dirmi che
non hai voluto fare la fatica di impararle a memoria!.
Non le ho rubate io le risposte.
E allora chi  stato?.
Teagan.
Mark Teagan ha rubato le risposte per poi venderle....
Gi.
Lui per dice che sei stato tu.
S, be', mente. Il suo vecchio lo ammazza se lo sbattono
fuori dalla scuola.
Emb? Quello  uno stronzo. Se la veda lui con suo
padre. Per una volta che non sei stato tu, devi dirlo al
direttore.
No fece lui scuotendo la testa. Non sono un infame.
Ti d di volta il cervello? Neanche fosse Cosa Nostra!
Perch vuoi proteggere quel vermiciattolo, eh? A
lui di certo non gliene frega niente di te. Su di, Bing,
mica vorrai farti espellere, no? Imbrogliare agli esami
 una cosa grave... un conto  cagare sul tetto della Toyota
del Culone....
A quel ricordo Bing scoppi a ridere. Non ce la feci
a trattenermi e scoppiai a ridere anch'io. Ridevamo
tutti e due, sdraiati sul letto, spalla contro spalla, come
tante altre volte, fissando il soffitto senza guardarci.
Di, Bing, pensa a pararti il sedere... lo supplicai
alla fine.
Ma non ci fu niente da fare, e lo sapevo, maledizione,
era troppo cocciuto. La sua testardaggine era una
specie di landa desolata dove nessuno poteva sopravvivere.
A volte io provavo a entrarci, ma mi sentivo subito
un nodo alla gola, il cuore in panne.
Perch devi sempre fare cos? Cos'hai che non va?
Ti manca qualche cromosoma? Persino mamma e pap
fanno delle concessioni, quando  il caso. Perch
devi sempre complicare tutto, eh? Non puoi fare un
passo indietro almeno una volta?.
Ehi, Collie, solo perch a te mancano certi princpi....
Io? Non ho princpi io? Cazzo, senti chi parla! Tu
ne fai di tutti i colori, e adesso ti metti a farmi la morale?
Okay, fatti buttar fuori, beccati il marchio di imbroglione...
che me ne frega?.
Sai qual  il tuo problema, Coll? Sei ossessionato
da cosa pensano gli altri.
Mi tirai su a sedere e lo guardai. Lui mi sorrise, non
si rendeva conto della situazione.
No, lo sai qual  invece il mio problema? ribattei.
Il mio problema  che mi interessa quello che pensate
voi quattro: tu, pap, mamma e zio Tom! Ecco qual
 il mio problema!.
Ma se non te ne frega un cazzo di quello che pensiamo
noi! Sei troppo occupato a leccare i piedi al Falco!
Comunque, noi siamo tutti quanti pazzi, giusto,
Collie? Dev'essere un bel casino per uno sano di mente
vivere in un mondo di pazzi!.
Non riuscii a chiudere occhio quella notte, continuavo
a pensare a cosa fare. La mattina dopo, con una
specie di centrifuga della lavatrice nelle viscere, andai
dal direttore e gli dissi che era stato Mark Teagan a rubare
le risposte. Con aria pensosa, quello mi ringrazi
per essermi fatto avanti. Io mi sentivo cos piccolo che,
mentre mi parlava, fissavo la sottile fessura tra la porta
e il pavimento con la voglia di infilarmici dentro.
All'ora di pranzo uscii fuori in cortile. Ero l, impegnato
ad approfondire una rientranza del terreno
strusciando il piede, circondato da un gruppo di compagni
che mi rassicuravano dicendo che avevo fatto la
cosa giusta.
Teagan  un coglione disse qualcuno.
S, be', per anche Bingo feci io con gli occhi bassi.
S, ma lui  un coglione simpatico osserv qualcun
altro. E non te lo metterebbe mai nel culo per
salvarsi la pelle.
Ahi ahi, guai in vista! mi disse il mio amico Crunchie
dandomi di gomito. Era Bingo, che mi aveva visto e
stava correndo verso di me.
Abbandonai la mia cerchia per andargli incontro,
ma non feci in tempo ad aprire bocca che lui gett a terra
lo zaino e mi moll un pugno dritto nell'occhio.
Figlio di puttana! sibil mentre gli altri lo trascinavano
via. Io caddi su un ginocchio, tramortito; per
un attimo non seppi pi dov'ero, come se fosse esploso
il mondo attorno a me.
Cristo, Bing... mormorai tra fiumi di lacrime.
Guardai con l'occhio buono coprendomi l'altro con la
mano e lo vidi raccogliere lo zaino e allontanarsi.
Mio Dio! esclam Crunchie in tono preoccupato
ma anche un po' divertito. Stai bene?.
Feci di s con la testa, anche se l'occhio mi faceva un
male cane. Vidi Bing sparire in mezzo a un gruppetto
ammirato di ragazze che si apr come il Mar Rosso per
lasciarlo passare - probabilmente il mio occhio pesto
quella sera gli avrebbe assicurato una bella scopata.
Se fosse il mio fratellino lo prenderei a calci in culo
mi disse Crunchie mentre tornavamo in camera
mia.
Bingo venne cacciato da Andover per avermi fatto
un occhio nero.
Be', fece zio Tom quando chiamai a casa per raccontare
la mia versione dei fatti era ora che qualcuno
te le suonasse!.
Espulso anche da Groton dopo l'ennesimo scherzo,
Bingo fu spedito all'Upper Canada College, a Toronto,
dove si distinse nel farsi bocciare in tutti i corsi seguiti.
Nella valutazione finale, espressa in centesimi, prese 1,
il che affascin molto pap e zio Tom, che disquisivano
su cosa mai avesse fatto per ottenere quell'unico punto.
Non  matematicamente possibile. Non avr mica
concesso qualche favore sessuale? si lasci scappare
pap dando voce alle sue peggiori paure.
No, in questo caso lo avrebbero promosso rispose
lo zio, perplesso. I due erano seduti sul dondolo della
veranda, con una bottiglia di birra. Li sentivo dalla
finestra aperta della mia stanza, e a un certo punto
non ne potei pi.
Quel punto dissi sporgendo fuori la testa l'ha
preso perch ha fatto un unico test e ha azzeccato una
risposta su cento. Tutto qui, non c' nessun mistero.
Secondo me c'entra la melagrana. Gliene ho data
una per il suo insegnante di geografia, che aveva manifestato
la sua curiosit per quel frutto; credo sia andata
cos disse lo zio col tono convinto di chi la sa lunga,
ignorandomi.
Ah, questo spiega tutto! esclam pap. La melagrana,
certo! Ges, non c' niente come la frutta...
quante ne potrei raccontare su cosa mi  riuscito di fare
con l'aiuto di una mela e un perfetto tempismo!.
Inspiegabilmente, dati i risultati scolastici, Bing a
Toronto aveva buona fama e, altrettanto inspiegabilmente,
anche a lui piaceva stare l e contava di tornarci
in autunno.
I canadesi hanno un'elevata tolleranza per le stravaganze
mi spieg il Falco quando espressi stupore
per questa piega degli eventi. E anche per gli stupidi,
a quanto pare concluse, aggiungendo la solita spruzzatina
di veleno.
Bingo aveva una spiegazione pi semplice. Mi scopo
la figlia del preside, una che il suo vecchio ce l'ha
in pugno.
Bene feci io, e lui scoppi a ridere. Il suo atteggiamento
riguardo il sesso si poteva riassumere in
un'unica parola: Wow! - e questo quando era in vena
di riflessioni. Bingo si faceva un sacco di ragazze e
mamma, per qualche bizzarra ragione, trovava la cosa
stranamente carina. Con me invece era tutta un'altra
storia. Quando si trattava della mia vita sentimentale,
mamma aveva l'espressione disgustata di un'adolescente
posta di fronte al fatto che anche i suoi genitori
fanno tric trac - cos zio Tom chiamava il rapporto
sessuale e insisteva che fosse il termine scientificamente
corretto. Grazie a lui, in quinta elementare, mi beccai
una tirata d'orecchi durante l'ora di educazione
sessuale per aver chiamato il coito tricchettio, seguendo
la lezione dello zio.
Diversamente da Bingo, che perse la verginit a tredici
anni grazie a Melanie Merrick, la nave scuola
ufficiale dell'isola - per farsi un preservativo di fortuna
rovesci tutti i cassetti della cucina alla ricerca di
un rotolo di pellicola trasparente -, io ero, per cos dire,
una pianta tardiva, e mi affannavo per stare al passo
del mio fratellino minore. Quando arriv il mio turno
avevo sedici anni e dissi a mamma che sarei rimasto
a dormire a casa di amici.
Invece piantai una tenda nell'area protetta vicino a
casa, e l feci sesso per la prima volta con Eleanor Parrish,
che mi apr la cerniera dei jeans con la nonchalance
con cui si sistemava la coda di cavallo.
Quando i suoi lo scoprirono andarono su tutte le furie,
ma la loro reazione fu niente rispetto a quella di
mamma. La mattina dopo, appena mi vide, con un urlo terribile afferr la mia camicia, me l'attorcigli attorno
al collo a mo' di cappio e mi inchiod contro la
parete.
Come hai osato approfittarti di quella povera innocente?
grid. Animale! Non ti rendi conto di
quello che hai fatto! Per le ragazze il sesso  un affare
molto delicato. Ti sei approfittato di lei! Quella poveretta
non si riprender mai pi da un'esperienza simile!.
Pap mi guardava truce, come se mi avesse sorpreso
a dargli fuoco mentre dormiva. Venni punito con una
reclusione domiciliare di tre mesi.
Con la coscienza tormentata da anni di cattolicesimo,
andai a sdraiarmi sul divano dello studio e l rimasi
a pensare a Eleanor, a quanto l'amavo, con gli occhi
fissi al soffitto.
Ehi!. Zio Tom apparve sulla porta. A cosa stai
pensando?.
Non so chi dei due rimase pi sbigottito, se io o lo
zio, quando cominciai a piangere col viso nascosto tra
le mani.
Volevo solo scoprire com'era dissi tra i singhiozzi.
Non piangevo pi davanti a qualcuno da quando ero
piccolo.
Be', avrei potuto dirtelo io che ti sarebbe piaciuto
mi disse sedendosi accanto a me e prendendomi la
mano. Va tutto bene. Non dovrai restare recluso a casa,
tranquillo. Poi frugandosi in tasca, aggiunse: Lo
vuoi un croccantino?.
No grazie risposi asciugandomi gli occhi con la
manica della camicia.
Restammo l in silenzio; si sentiva solo il ronzio di
una mosca.
 qualche minuto che l'ascolto disse lo zio dopo
un po'. E proprio vero quello che si dice delle mosche,
che ronzano in fa maggiore. E meno male!.
Tacque, aspettando la mia domanda.
Perch? gli chiesi, incapace dopo tanti anni di opporre resistenza.
Prova a immaginare una mosca che ti ronza attorno in do di petto. Una cosa da spezzarti il cuore!.
...
.
...
CAPITOLO 7.
...
.
...
Avevo diciassette anni, stavo per diplomarmi e cercavo
di decidere cosa fare dopo Andover. Mamma voleva
che mi impegnassi per i diritti dei lavoratori immigrati.
Io volevo andare alla Brown come i miei amici.
Pff! Gli amici! strill mamma. Quali amici? Tu
non ne hai di veri amici! Sono solo un branco di insulsi
arrampicatori sociali come te, che sei il peggiore di
tutti! Tira fuori un'idea anticonformista almeno per
una volta! Strano che tu non sia nato con la cravatta!
L'hai preso da tua nonna McMullen mi disse pap
alla fine di un lungo week-end a casa. Si riferiva al
mio conservatorismo, che per i miei era come una malattia
cronica, una specie di sifilide dell'anima.
Se c' una cosa che non sopporto  il conservatorismo!
chios mamma accendendo il gas.
Va precisato che i miei bollavano come conservatori
anche comportamenti per cui normalmente si finisce in galera.
A differenza di mamma, pap i miei difetti li accettava,
poich secondo la sua donchisciottesca ma precisa
concezione del mondo ognuno  semplicemente la
somma predeterminata di tutte le sue parti. Se mamma
stravedeva per Bing, diceva pap, era solo questione di DNA.
L'ha preso da sua madre. I Bunting sono fissati
con la bellezza, per loro il resto non conta. Tacque, si
port alle labbra la tazza di caff corretto e con immenso
piacere ne aspir l'aroma. Istintivamente feci
due passi indietro; bastava l'odore a farti ubriacare.
Quanto al tuo aspetto fisico, non hai nulla da vergognarti,
Collie. Sei un bel giovanotto. Ges, sembri
un principe irlandese! E poi, cosa pi importante, sei
il cervello della famiglia, e questo l'hai preso direttamente
dai tuoi cugini, i gemelli Hanrahan....
Lo so, lo so, pap. Me ne avrai parlato un milione
di volte di quei due idioti.... Ma non riuscii a fermarlo;
anzi lo indignai.
Idioti? tuon. Quelli si sono laureati che avevano
solo quindici anni! Erano i ragazzi pi intelligenti
che siano mai esistiti! L'unica cosa  che non avevano
nessun senso pratico, e questo gli  costato la vita. Non
ne sapevano niente dell'acqua e dell'elettricit. Chi
poteva pensare che un lavello otturato e un vecchio tostapane
potessero provocare una simile tragedia? Senso
pratico, Collie, ricorda di avere sempre senso pratico!
Come avrebbe detto O'Brien, il grande poeta, il
pragmatismo  l'unica soluzione.
Per pap, forse perch lui era un gran pasticcione,
la praticit era una specie di miniera d'oro, un tesoro
irraggiungibile e prezioso quanto il Santo Graal. Provava
un'assurda venerazione per il nastro adesivo tessile,
che considerava una scoperta di enorme portata,
seconda solo al fuoco e ad arco e frecce. Una volta che
era un po' alticcio, usc a marcia indietro dal garage
con la macchina di mamma e per poco non divelse la
portiera del passeggero, che era rimasta aperta. Il giorno
dopo mi fece vedere tutto orgoglioso come l'aveva
aggiustata, usando metri e metri di nastro adesivo.
Ecco, questo  senso pratico! esclam.
Non avevo mai visto tanto nastro adesivo. Aveva sigillato
cos bene l'intera fiancata della macchina, che
sembrava fatta apposta per il trasporto di malati infettivi.
Mamma and in giro per mesi senza nemmeno accorgersene
- con tutti i soldi che avevamo, sembravamo
dei poveri sfigati.
I miei stavano alzati la notte e dormivano tutto il
giorno. A un certo punto li vedevi ciabattare in cucina
a farsi il caff, mamma con i capelli arruffati come una
strega e la mascherina portata a mo' di collana, pap
con gli occhi rossi e acquosi.
Sono i ritmi circadiani diceva pap. Siamo tutti
prigionieri del nostro orologio biologico. Guai a chi
non segue il proprio ritmo circadiano!.
Cosa ci fai gi alzato, lavato e vestito? Hai gi mangiato?
mi chiese la mamma, mentre io mulinavo su
un poltroncino girevole, con l'oceano fuori dalla finestra
che rombava cupo.
Sono in piedi dalle sette, mamma. Mi dovevi accompagnare
a scuola, ricordi? Avrei dovuto saperlo; la
prossima volta ci vado da solo al traghetto.
S s, certo: chi dorme non piglia pesci. Quante fesserie
ti insegnano a scuola! Comunque, prima dell'una
del pomeriggio non succede mai niente di interessante.
Tu e la tua faccia smorta da bancario!.
Ma cosa dovrei fare! Ho la scuola! Devo tornare a
scuola!.
Per amor del Cielo, guai se salti un solo giorno di
scuola! Sei il signorino Pignoletto, del resto!.
Era pronta a lanciarsi in una lunga sfuriata, e gi mi
sentivo il sangue alla testa. Dopo anni lontano da casa,
circondato da insegnanti che mi apprezzavano cos com'ero,
con le mie passioni e i miei interessi normali,
avevo imparato ad affrontare la mamma con coraggio.
Alla fine avevo deciso di rinunciare al bisogno del suo
amore.
Lascia stare il ragazzo, Anais intervenne pap -
stava aggiungendo del brandy nel caff, come se fosse
latte. Non  colpa sua,  fatto cos sospir.
Mi alzai e guardai fuori dalla finestra: era tutto grigio,
il cielo e il mare, un paesaggio uniforme. Ai miei
piedi, uno dei cagnolini cercava di afferrare la frangia
sfilacciata della tenda mossa dal vento.
Tom ha dato da mangiare ai cani? E Bingo? Ha
mangiato qualcosa? mi domand mia madre.
S risposi esasperato girandomi verso di lei.
Siamo nervosetti, o sbaglio? Come ti permetti? sibil.
La sento ancora, quella tensione che mi attraversava
le spalle e il collo, il sangue che mi si raggelava nelle
vene, ma trattenni il respiro e rimasi in silenzio.
In sottofondo sentivo i cani che, assaliti da milioni
di pulci - un circo invisibile di pulci che saltavano da
uno all'altro -, si grattavano, agitavano le teste, facevano
tintinnare i collari, muovevano le zampe. Tossisco
ancora oggi peli di centinaia di cani, vedo cani dappertutto,
cani raggomitolati su ogni poltrona, cani
stravaccati sui divani, cani accatastati come legna dal
pavimento al soffitto. Lungo la strada dissestata della
mia esistenza quotidiana ho sempre un cane aggrappato
alla stringa delle scarpe, alla gamba dei pantaloni,
che non mi molla, mi tira indietro, quando l'unica
cosa che vorrei  andare avanti.
Ehi, Collie, attento! esclam pap. Con un sorriso
radioso tir fuori una monetina da dietro l'orecchio
e me la lanci. La presi al volo e lui scoppi a ridere.
Per Charlie bastava un guizzo del polso per
sdrammatizzare qualsiasi momento.
Caro, caro! Come sta il mio tesorino? trill la
mamma, scordandosi la filippica, appena vide comparire
sulla porta Bingo, che aveva bigiato e rientrava da
una lunga e movimentata giornata. Teneva Jackdaw, il
suo bassotto tedesco preferito, avvolto attorno al collo
come una camera d'aria sul punto di scoppiare e lo
rimpinzava di biscotti al cioccolato.
Guardalo, Charlie! Non  bello? Sembra uscito da
una bomboniera! Guardalo, Collie! Non sembra un
quadro, col sole che gli illumina i capelli?.
Ma cos gli monti la testa, Anais! Diventer vanitoso
come un cadavere con i denti bianchi! Trattalo da uomo!
A nessun uomo che si rispetti gliene importa un
fico secco del proprio aspetto! Tu per esempio, Collie,
quand' che ti sei lavato la testa l'ultima volta?.
Non so... qualche giorno fa, mi pare....
Eccolo, il vero uomo! Ges, non mi sono mai sentito
tanto orgoglioso! esclam pap strizzandomi una
spalla. Non dovevo valere gran che come figlio, se di
me si celebrava la scarsa igiene; ma meglio lasciar perdere.
Bingo mi guard e sorrise, aprendosi come un tulipano
alla luce dell'adorazione accecante di mamma.
Tutti amavano Bingo e lui amava tutti. Mamma era
pazza, lo sapeva anche lui, e con ci? Era pazza di lui.
Bingo la lasciava fare, trovava divertente la sua follia,
come se mamma fosse il personaggio di una farsa. Una
macchietta, cos diceva di lei a volte.
Chiudi la bocca, Coll! fece Bing. Se no finisci
con l'ingoiare le mosche che ti attiri con quei tuoi capelli!.
Lasciali perdere, tesoro! cinguett mamma, abbracciandolo
forte da mozzargli il respiro e baciando
la testolina di Jackdaw mentre gli altri cani accorrevano
festosi. Cosa ti puoi aspettare da due violini dozzinali
al cospetto di uno splendido stradivario? Loro sono
destinati a suonare per sempre nelle bande di paese,
tu invece, Bingo, tesoro mio, suonerai nelle grandi
orchestre!.
E cominci a volteggiare con lui attorno alla cucina,
cantando a squarciagola il solito repertorio dissonante
di Sondheim, con i cani eccitatissimi.
...
.
...
CAPITOLO 8.
...
.
...
Due settimane dopo, mi diplomai a Andover. Faceva
molto caldo, il condizionatore era andato in tilt poco
prima della cerimonia e perci il salone era diventato
una sauna. Dal palco dove stavo per ricevere il diploma
- avevo le mani tutte sudate -, vidi la mamma in
prima fila che mi lanciava occhiate truci. Era seduta
tra il Falco e pap che, con gli occhi gonfi e lo sguardo
annoiato, diffondeva attorno a s, come incenso, un
forte odore di whisky. Mamma serrava il pugno destro
dentro il guanto di pelle nera. Il pugno destro chiuso
era per lei una specie di segno distintivo, un gesto per
esprimere la propria solidariet verso qualsiasi ingiustizia
che colpisse la sua immaginazione. Quel giorno
era agitata per le dure condizioni dei lavoratori brasiliani
nelle piantagioni di caff.
Bingo venne allontanato quasi subito perch tossiva
e disturbava - avendolo conosciuto in passato, tutti
erano convinti che lo facesse apposta. Questa volta per
avevano torto; il caldo asfissiante gli aveva scatenato
un attacco d'asma, il primo dopo molti anni.
Quando i due commessi con molta discrezione fecero
per accompagnarlo fuori, mamma, che non perdeva
mai l'occasione di fare una scenata, reag come se
Bingo fosse caduto nelle mani di una giunta militare.
Toglietegli le mani di dosso! url afferrando il
braccio di Bingo. I due cercarono di calmarla, niente
da fare. Tutti si erano girati a guardare, i miei amici ridevano
come matti e il mio sistema nervoso stava andando
in tilt.
Sono costretto a invitarla a uscire, signora Flanagan
disse uno dei due, col tono deciso ma allo stesso
tempo suadente di chi cerca di convincere un malato
di mente ad allontanarsi dal cornicione di un grattacielo.
Sei contento adesso? mi url la mamma girandosi
verso il palco.
Pap, che fino a quel momento aveva mostrato un'insolita
compostezza, balz in piedi e, barcollando leggermente,
annunci: Noi ce ne andiamo!. Afferr
mamma per il gomito e facendosi largo tra i commessi
si avvi lungo il corridoio centrale. Bingo li segu divertito
mentre mia madre continuava a protestare.
Voi non sapete chi sono io! echeggi la voce di
mamma mentre spariva di scena. Il Falco mi fiss per
un istante, con le braccia conserte e un lieve sorriso
sul volto.
Poi allung le gambe, rilassato; lo sentii ridacchiare.
Non riuscivo a crederci! Ero esterrefatto, come se avessi
sentito ridere un coccodrillo per la battuta di una giraffa
che si abbeverava alla sua pozza d'acqua.
Lo guardai e mi misi a ridere anch'io, forse con un
certo timore, ma mi sembrava che fosse successo l'impossibile.
Io e il Falco stavamo ridendo insieme!
Pass qualche giorno prima che riuscissi a trovare il
coraggio di comunicare alla mamma la mia decisione
per quell'autunno. Al suo amore avevo rinunciato, ma
temevo ancora la sua ira.
Ho deciso di andare alla Brown le annunciai alla
fine stringendo il collare di Bachelor, il nostro enorme
sanbernardo. Ero seduto sotto il ventilatore al centro
della cucina. Bachelor, accanto a me, si sfregava il
pelo contro le mie gambe nude, dimenava la coda, ansimava
e sbavava per il caldo dei primi giorni d'estate,
con la lingua penzoloni che gli fumava. Si appoggiava
a me, e io a lui, grato del suo supporto.
Oh! E cos' hai intenzione di studiare?. Era girata
di schiena davanti al frigorifero aperto. Poi, lentamente,
lo chiuse e si volt verso di me tenendo in mano la
vaschetta del ghiaccio.
Non lo so esattamente... forse, per cominciare, potrei
iscrivermi al corso di Arti liberali....
Mamma moll di colpo la vaschetta, bang!, sulle piastrelle
bianche e nere. I cubetti di ghiaccio schizzarono
da tutte le parti e subito i nostri cagnolini, come
formiche rosse, piombarono sul bottino e cominciarono
ad azzuffarsi e a sgranocchiare.
Per studiare cosa? Cinema? Teatro? Oh mio Dio,
non vorrai darti al mondo dello spettacolo! Vuoi fare
l'attore? Vuoi apparire,  cos?. La sua voce vibrava
come la corda tesa di un arco.
No, no! Accidenti, mamma, non ricominciare....
E io dovrei finanziare i tuoi studi in un'universit
prestigiosa per lasciarti fare le tue stronzate? Non ti
passa per la testa che l'umanit non ha affatto bisogno
dell'ennesimo aspirante creativo privo di talento? Tra
poco mi dirai che vuoi metterti a scrivere fumetti, ci
scommetto! Sei forse in cerca di fama? E cos? Cos'
per te la vita, solo vanagloria?.
I suoi capelli stavano diventando sempre pi ricci -
tanti piccoli tornado -, mentre attorno la stanza sembrava
turbinare in un vortice. Aggrappato a Bachelor, guardavo
impotente il mondo diventare blu indaco, mentre
gli occhi di mamma lampeggiavano come saette.
Tu e le tue disgustose ambizioni borghesi... Perch
non fai l'ortodontista allora, cos non ci pensi pi?
Proclama al mondo intero: Io sono un tipo palloso!
Mi interessano solo gli apparecchi per i denti, il bruxismo,
le parcelle, il conto in banca e le ragazzine bionde
col caschetto! Non mi importa nient'altro!.
Di cosa stai parlando, mamma? Tu non mi ascolti
mai. Vuoi ascoltarmi una buona volta? Parti sempre
per la tangente.... Restai l cos, con le mani nei capelli
cercando di schivare gli oggetti che arrivavano
dall'altra parte della stanza, mentre Bachelor mi leccava
un ginocchio e la sua bava mi colava gi per la
gamba.
E mi chiede anche di cosa sto parlando! Dio mio,
non ci arriva da solo! Charlie, hai sentito cosa ha detto?
Tuo figlio ha appena annunciato che vuole diventare
una stella del cinema.
Pap stava leggendo il New York Times del giorno
prima - era sempre in ritardo di due o tre giorni
con il resto del mondo. Era seduto, con le gambe nude
distese sotto il tavolo di pino, quello su cui aveva inciso
le sue iniziali Bingo.
Mi pareva di averne gi discusso con te, Collie rispose
sbirciando con gli occhi di zaffiro da sopra la pagina.
Devi fare l'ingegnere meccanico e progettare
ponti; abbiamo deciso cos, non ti ricordi pi?.
Questa  la tua idea, pap. Io non voglio fare l'ingegnere
meccanico.
Be',  assurdo. Chi, avendone l'opportunit, non
vorrebbe fare l'ingegnere meccanico? Cosa c' di pi
bello che costruire un ponte?.
Il punto  questo: come pu uno sorbirsi per anni
un'educazione borghese e non avere alla fine la minima
idea di che cosa conta veramente nella vita? Il
mondo  sull'orlo della rivoluzione sociale, e tu vuoi
metterti il trucco e correr dietro alle attricette?. Si
stava surriscaldando, la brace attizzava il fuoco.
D'accordo, d'accordo, Anais, per le tue rivoluzioni
e le tue avanguardie sempre arrabbiate per qualche
misterioso motivo sono sciocchezzuole rispetto alla
sempiterna grandezza di un ponte disse pap tornando
a leggere il suo giornale.
Il mio cuore stava per cedere, le terminazioni nervose
sprizzavano scintille; sentivo il bisogno di allentare
la cravatta - ma non avevo la cravatta. Mi puntai alla
tempia una pistola immaginaria e sparai parecchi colpi;
sbagliai la mira. Di solito con la mamma mi guardavo
bene dal darle contro, ma questa volta era diverso,
questa volta ero davvero furibondo.
E tu saresti una rivoluzionaria? le dissi, e intanto
mi avvicinavo a lei. Ma fammi il piacere! Ti riempi la
bocca a parlare dei poveri, ma non hai la minima idea
di cosa significhi essere povero. Non sai neanche cosa
significhi essere medio-borghese, se  per questo.
Quando  stata l'ultima volta che sei andata all'alimentari?
La spesa la fa sempre zio Tom, oltre che cucinare
e pulire. Tu invece cosa fai? Credi di essere una
ribelle solo perch non ti metti il rossetto? Disprezzi il
nonno perch lo consideri una specie di malvagio oligarca,
intanto per usi i suoi soldi per vivere come una
regina.
Se fossi coerente con le idee che proclami, rinunceresti
a tutto per andare a vivere in mezzo a quella
gente che dici di amare tanto. Ma questo non lo farai
mai, perch la verit  che tu odi tutti quanti - tu hai
solo voglia di tormentare chi ti sta attorno e imporgli
delle regole che ti guardi bene dal seguire. Se andassimo
ad abitare in una casa popolare, andresti in giro
con in testa il diadema vantandoti di essere nata con la
camicia! Come fai a essere cos ipocrita?.
Ogni volta che attaccavi la mamma, il che non succedeva
spesso, inevitabilmente lei reagiva con una calma
sovrannaturale; soffocava la rabbia sublimandola
come in una pratica zen - un'ostentata indifferenza
era il suo metodo di tortura preferito. E cos mi lanci
un sorriso sarcastico - da moglie del notabile di paese
- e, con quella amabilit predatoria di norma confinata
alle occasioni sociali tra sconosciuti che sotto
sotto si trovano antipatici, mi chiese:
E questo cosa sarebbe? Una specie di capriccio adolescenziale?
Sei arrabbiato perch non hai trovato una
ragazza per il ballo della scuola? S,  vero, io uso i soldi
del nonno. E mi sta bene cos, puoi scommetterci le
palle. Sono contenta di poter uscire una grossa parte
del suo patrimonio per distruggere quel sistema di cui
lui  un prodotto, quel sistema che protegge e sostiene
tutto ci che lui rappresenta. E sapessi, Collie, quante
cose avvengono proprio grazie a quei soldi, quanto bene
servano la causa. Si appoggi al frigorifero, le braccia
conserte e un ghigno compiaciuto in volto.
Ma fammi il piacere! Ti credi un'agente della rivoluzione
mondiale solo perch dai un po' di soldi a una
combriccola marxista di ciarlatani che hanno imparato
a lavorarsi quelli dei cocktail party. Quando il nonno
d un ricevimento tu ti presenti con gli anfibi ai
piedi e ti metti a insultare tutti, convinta di fare chiss
cosa, di combattere in prima linea, mentre sei solo
molesta - ti diverti a mettere a disagio la gente, a mortificarla.
Ehi, ehi, Collie, tua madre questo non se lo merita.
 pur sempre tua madre, santo Dio! si intromise
pap.
Non ricordarmelo dissi.
Mamma scoppi a ridere. Parli da quel ragazzino
viziato che sei. Oh, lascialo dire, Charlie, non m'importa
niente. Solo uno stupido parla con gli stupidi. E
comunque questo gli serve da esercizio per quando reciter
nei suoi filmetti, cos comincia ad abituarsi a
quegli squallidi dialoghi che vomiter per il resto della
vita. Per caso questo  un provino, Collie? Per uno di
quei film per adolescenti?. Mi rivolse uno sguardo
sprezzante. Che voglia di fargliela pagare! Come avrei
voluto che un'incudine gigantesca cadesse dal cielo
per ridurla in polpette!
Sentii la porta di cucina che si apriva e chiudeva due
volte. Una ventata di aria calda, che sapeva di mare,
sollev le tende e sparpagli fogli di giornale. Erano
Tom e Bingo, di ritorno da una passeggiata in compagnia
di una frotta di cani bagnati e accaldati che irruppero
in cucina come una colata di lava.
Collie vuole diventare una stella del cinema disse
la mamma, come se stesse annunciando che avevo un
herpes genitale. Bingo alz gli occhi al cielo.
Te lo ripeto per l'ultima volta: non ho nessuna intenzione
di diventare una stella del cinema!.
Cos almeno riuscir a trovarsi una ragazza, mamma,
se c' nel copione rise Bing prendendo una Pepsi
dal frigo.
Tu sai come la penso in proposito disse zio Tom.
Si tolse il cappello di paglia, si sedette di fronte a pap
e mi guard attentamente.
Oh no! dissi.
Oh s, invece. Sono solo tre parole.
Basta, ti prego!.
Addestratore di piccioni.
Santo Iddio, Tom, sempre con questa storia! Lui
non addestrer mai piccioni! sbott mia madre, con
le braccia per aria. Poi prese in grembo Marty, uno dei
suoi barboncini, e sprofond il viso tra i suoi ciuffi ricciuti.
E perch no? I piccioni viaggiatori sono i purosangue
del cielo. Possedere uno stormo di piccioni da
corsa  come possedere una squadra sportiva di veri
professionisti. Anche i maledetti Reali hanno i piccioni
viaggiatori.
Ma la smetti con questi piccioni? Sono soltanto
una seccatura fece mia madre.
Oh, e cos G Joe sarebbe una seccatura? Il piccione
pi encomiato in tutta la storia americana, quello
che ha salvato la vita di mille soldati inglesi?.
Per non parlare del Capitano Lederman, di Jungle
Joe e di Blackie Halligan chios Bingo sorseggiando
la Pepsi. E non dimentichiamo il tuo Michael Collins,
zio Tom. Caspita, quello s che era un fenomeno!.
Grazie, stronzo! sibilai guadagnandomi un'occhiataccia
da pap.
E chi se lo pu dimenticare? Era scomparso durante
una gara sugli ottocento chilometri; io l'avevo cercato
per giorni, per settimane, e alla fine vi avevo rinunciato.
L'avr ucciso qualche rapace, pensavo disperato.
E poi, dopo un mese e mezzo, andai in piccionaia
e... che Dio lo benedica, lo vidi l, con un'ala spezzata.
Non poteva pi volare, e allora cos'aveva fatto?
Era tornato a casa zampettando!.
E se non c'era il Ponte di Brooklyn, non ce l'avrebbe
fatta, giusto? disse pap.
Per amor di Dio, Tom, basta con queste assurdit!
Riempi la testa ai ragazzi di un sacco di sciocchezze
sbott mamma esasperata decidendo di mettere fine
alla conversazione - lo scontro scemato in conversazione
e la conversazione esacerbata in scontro erano
due progressioni molto frequenti nella nostra famiglia.
Bene, aggiunse rivolta a me se proprio sei deciso
a diventare un idolo delle ragazzine, puoi chiedere
i soldi a tuo nonno.
Non posso, lui vuole che vada a Yale a studiare Diritto
internazionale. Ma non importa....
Davvero? Non vuole che tu vada alla Brown? Quanto
 arrogante quel bastardo! Ma chi si crede di essere?
E come osa decidere cosa devono fare i miei
figli?.
Non mi servono i soldi di nessuno, mamma, men
che meno i tuoi. Ho avuto una borsa di studio che copre
tutte le spese.
Cosa?. Mamma fece un balzo sulla sedia e Marty
dovette faticare per restarle in grembo. Cos', la fine
del mondo? Non dirai sul serio, spero! Il rampollo di
una delle famiglie pi ricche del Paese che va alla
Brown, gratis, mentre i ragazzi dei quartieri poveri sono
abbandonati a se stessi, fin dalle elementari....
Cristo, mamma, una borsa di studio la danno per il
merito, non per il reddito!.
Stronzate! Il rendimento scolastico dipende dall'ambiente
socioeconomico....
E cos Collie va in una delle universit pi prestigiose...
Non guardarlo, Bingo, nessuno pu pi guardarlo
negli occhi adesso che  uno studente della
Brown! E non rivolgergli nemmeno la parola. Perch
lui parler solo in latino, non lo sapevi? disse zio
Tom prendendo la casseruola di ghisa per cucinarsi il
solito spuntino del tardo pomeriggio; Tom Flanagan
si sta preparando uova e pancetta... canticchiava tra
s ogni volta.
Ma non mi avevi detto che volevi diventare dottore
magistrale? Che eri attratto dalla vita accademica,
qualcosa del genere... disse Bingo peggiorando ulteriormente
la situazione.
Questa  una bugia, e lo sai perfettamente anche
tu! protestai. Oltre a tutto il resto, mia madre disprezzava
anche l'ambiente accademico.
Il nostro dottor Brache-di-Lusso deve andare alla
Brown per imparare a chiedere alla gente di pisciare
dentro un bicchierino! s'intromise provocatoriamente
lo zio - fingere di non capire era il suo tipo preferito
di interazione. E ruppe il primo uovo contro il bordo
della casseruola.
Non quel tipo di dottore, rimbambito! disse la
mamma chiudendo gli occhi e serrando le labbra. Era
sul punto di scoppiare: se fosse stata un palloncino, la
rabbia sarebbe stata il suo elio.
Dottor Flanagan... in effetti suona bene! osserv
pap. Pieg il giornale, appoggi il mento sulla mano,
e guard fuori dalla finestra con aria sognante.
Poi, come destandosi di colpo, aggiunse accigliato:
Per amor del Cielo, Collie, promettimi che non farai
l'anatomopatologo!... lo sa Dio cosa gli tocca fare!.
Non so ancora cosa voglio fare... ci sto solo pensando....
Ti ricordi, quando eravamo ragazzi, del figlio di
Annie Mulroney? si intromise zio Tom. Faceva l'anatomopatologo
e lo beccarono che fotografava i genitali
dei cadaveri. Poi salt fuori che ne aveva una bella
collezione! Lui disse che si trattava di un hobby del
tutto innocente, istruttivo....
S, stavo proprio pensando a lui disse pap. Non
aveva avuto dei problemi per aver fatto degli esami
prostatici post mortem, dicendo che si trattava di ricerca
scientifica? Comunque, io sono sempre dell'idea
che curare il piede d'atleta in Africa non valga un fico
secco rispetto al costruire un bel ponte sospeso.
E basta con questi ponti, Charlie... Sembra che tu
abbia vissuto sotto un ponte tutta la vita, da come ne
parli.... Mamma era sempre pi insofferente.
Ehi! la interruppe lo zio come colpito da un'improvvisa
rivelazione. Ricordati solo una cosa - e voglio
che mi siate tutti testimoni: se ti fai prete ti uccido
con le mie stesse mani.
Il prete! Ges, Collie! Hai intenzione di entrare
nel clero? Tuo nonno si rivolterebbe nella tomba!
esclam pap con l'orrore dipinto sul volto.
Chi ha mai detto che voglio fare il prete? Non mi ha
nemmeno sfiorato l'idea. Io non voglio fare il prete.
Non  quello che hai detto a me fece Bingo sedendosi
sul davanzale della finestra, le gambe ciondoloni
e gli occhi ridenti.
Collie, ti supplico in ginocchio! Non sprecare la
tua vita dentro una tonaca mi implor pap. E ripose
definitivamente il New York Times, segnalando con
ci di volersi impegnare a fondo nella conversazione.
Far la stessa fine di Francie Sherlock disse zio
Tom, strapazzando le uova con mano esperta.
E chi cazzo sarebbe Francie Sherlock? chiesi.
Modera il linguaggio mi apostrof pap accigliato.
Le sanno dire tutti le parolacce. Pap amava paragonare
le parolacce alle termiti: Le parolacce
distruggono un uomo nello stesso modo insidioso con
cui le termiti tirano gi un palazzo diceva.
Francie Sherlock era nostro cugino, il tuo secondo
cugino rispose lo zio. Da piccolo, le suore gli avevano
raccomandato di non masticare l'ostia, perch era
il corpo e il sangue di Cristo. Ma Francie non ci credeva,
e a dodici anni, per farsi vedere dalle ragazzine,
mastic l'ostia e si riemp la bocca di sangue. Si era
morso la lingua, naturalmente, ma lui rimase cos
scioccato che entr in seminario. Gli avevano appena
assegnato la sua prima parrocchia quando fin sotto
una macchina mentre si recava a dare l'estrema unzione
a Agnes O'Connell.
Non capisco... cosa c'entra questo con me?.
Zio Tom sospir esasperato. Ti devo proprio spiegare
tutto, parola per parola, Noodle? Quando una
dell'Associazione donne cattoliche era entrata in canonica
per dirgli che Agnes aveva avuto un infarto,
Francie si stava masturbando. A quella vista la poveretta
lanci un urlo e lui corse fuori in strada in preda
all'agitazione e fin sotto una macchina.
Ricordati, Collie: mi mise in guardia pap la masturbazione
 un peccato di vanit, una totale perdita
di tempo, un inaridimento della virilit. E una volta
che ti lasci prendere la mano....
Troppo tardi, pap lo interruppe Bingo scuotendo
la testa. Secondo te, perch ho lanciato un urlo ieri
sera quando sono entrato nella camera di Collie?.
Basta, se no impazzisco! Devi andare avanti ancora
per molto, Collie? Quanto sei narcisista... in questa casa
dobbiamo parlare solo di te e di quello che vuoi fare?
Ne ho abbastanza. Non ce la faccio pi. Mamma
si strinse la testa fra le mani, come se fosse sul punto di
scoppiarle.
Lei concludeva quasi sempre le discussioni con un
gesto teatrale, melodrammatico, come se temesse di
sparire di colpo, annientata dall'altrui, onnipresente
egocentrismo. Secondo lei il mondo non aveva di meglio
da fare che prosciugarle il sangue, goccia a goccia,
giorno dopo giorno.
D'accordo mi disse in tono lagnoso. Fa' come
vuoi. Io non ho la forza di continuare questa disputa. I
soldi te li dar io, cos la smetti di piagnucolare, ma solo se vai alla Brown. Devi andare alla Brown. Con tuo
nonno me la vedo io. Si alz mesta - un mulinello
causato dall'alta marea -, accarezz la testa di Bingo
quasi fosse un morbido cucciolo e si lanci verso le
scale, con Marty alle calcagna.
Qual  il suo problema? chiese zio Tom.
Cose di donne rispose pap scrollando le spalle e
inarcando un sopracciglio. E con la scusa dei problemi
femminili la diatriba ebbe fine.
Ehi, Collie... come si chiama uno che non fa altro
che scoparsi delle modelle? fece Bingo bloccandomi
sulla porta mentre uscivo per andare ad annegarmi.
Bing Flanagan.
Ecco,  quello che voglio diventare io.
...
.
...
CAPITOLO 9.
...
.
...
Quel fine settimana io e il Falco andammo a New
York, soli - una luna di miele da incubo. Due volte
l'anno arrivava all'improvviso e mi trascinava in giro
per negozi per farmi un accidenti di guardaroba rispettabile.
Per il Falco, l'abbigliamento e l'apparenza
di una persona erano una cosa seria, idea che, caso
strano, condivideva con mio padre.
 la faccia che presenti al mondo diceva. L'aspetto
esteriore  il biglietto da visita di quello interiore.
Era giugno, ci saranno stati quaranta gradi - o cos
sembrava tanto era afoso -, e rivoli di sudore mi colavano
gi per la schiena. In piedi davanti allo specchio
del camerino cercavo inutilmente di lisciarmi i riccioli.
Ges, mi mancava solo il flauto di Pan!
Mi guardai per un attimo e sospirai; sembravo un
prodotto dell'inconscio di Wallis Simpson - per il Falco
l'abbigliamento casual di un giovanotto consisteva
in giacche Barbour, cardigan sportivi, sciarpe di cachemire
e pantaloni di fustagno.
Perch quel sorriso? mi chiese quando uscii dal
camerino - lui perfettamente a suo agio in un elegante
completo panna, snello e diritto. Intanto il proprietario
del negozio gli svolazzava attorno come una farfalla.
Mah, niente.
Vai sempre in giro a sorridere per niente?. Il tono
voleva essere faceto, ma la sua voce tradiva un che di
gelido.
Be', in realt, ora come ora, mi sento come se il
tempo dei sorrisi sia finito per sempre.
A nessuno piacciono i saputelli, Collie disse avvicinandosi
per sistemarmi il risvolto. Io me ne stavo l
impalato, a disagio per questa inconsueta intimit. Cos
vicino a lui mi sembrava di essere un naufrago su
un'isola remota che cerca invano di scalare gli erti
pendii di un vulcano. Respirai profondamente - se il
buon gusto fosse un profumo, profumerebbe come il
Falco.
Mmm... fece il nonno fissandomi di sottecchi con
i suoi occhi blu. Stai pi dritto... ecco, cos va meglio.
I vestiti ti cadono bene, devo ammetterlo osserv stirandomi
la giacca sulle spalle. Di questo devi ringraziare
me: sei il mio ritratto di quando avevo la tua et.
Mi sembra di guardarmi allo specchio. Scosse la testa,
forse chiedendosi come la natura avesse potuto essere
tanto generosa per ben due volte.
Peccato per Bing... oh,  certamente carino ma, vedi,
 proprio questo il guaio. Purtroppo, tuo fratello 
troppo mingherlino per far colpo. Quella zazzera e
tutte quelle lentiggini non incutono nessun rispetto.
Mi diede un colpetto sul braccio e si ritrasse per avere
una migliore visione d'insieme.
Apparentemente soddisfatto, chiam il titolare con
un gesto quasi impercettibile - come se avesse un
fischietto a ultrasuoni calibrato sulle frequenze del
servilismo patologico. Quello, nonostante fosse abituato
a una clientela molto distinta, era tanto intimidito
dal Falco che istintivamente, nell'avvicinarsi, fece un
mezzo inchino.
Queste cose vanno bene, e adesso se gli prende le
misure per un paio di completi... disse il Falco mostrando
una certa impazienza, come se avesse tante cose
da fare, tanta gente da vedere.
Grazie, nonno, ma quando me la metto questa roba?
Vado ad abitare nel Rhode Island, mica nella Glasgow
del diciottesimo secolo. Mi sento come se avessero
infilato un fucile per il tiro al piattello su per il culo;
non devo mica andare a caccia di fagiani nella brughiera
scozzese.
Il padrone del negozio, visibilmente colto dal panico
per quella mia timida rivolta, rest per un attimo a
bocca aperta, e poi si mise a sparare una raffica di luoghi
comuni. Mentre quello mi misurava la lunghezza
della gamba, il nonno guardava fuori dalla finestra;
poi estrasse dal taschino un portasigarette d'argento,
se lo fece passare tra le dita e infine concentr l'attenzione
sull'uomo ai suoi piedi. Il titolare, terrorizzato,
inizi a parlare a vanvera.
Oggigiorno i giovanotti hanno le loro idee su come
vestirsi. Sembra che non possano fare a meno di
blue jeans, T-shirt e berretti da baseball. Ah be', pure
la giovent finisce, suppongo. Anch'io, ricordo, mi vestivo
in modo un po' stravagante,  un'et cos fece
in tono allegro, con le labbra che gli tremavano.
Le pare che io sia interessato alla sua apologia della
giovent? disse il Falco; al che il poveretto si fece
piccolo piccolo. Si intromette sempre nelle conversazioni
private dei clienti?.
Oh, chiedo scusa sorrise quello, impacciato, e
immediatamente si convert in un automa privo di
pensiero e volont. Mi sentii strizzare le budella davanti
a quella specie di rievocazione di un'epoca passata -
doveva essere cos allo scoppio della Rivoluzione francese.
Ecco, bravo, faccia il suo lavoro, ch della sua ermeneutica
da circo equestre ne abbiamo avuta abbastanza.
Come se mio nipote sembrasse un teppistello
di strada! Il ragazzo non ha tempo da perdere con le
sue stupidaggini. Poi si avvicin per dirmi che scendeva
da basso per parlare con Michael, il suo autista.
Si sbrighi! ordin al negoziante. Non voglio che
Collie aspetti pi dello stretto necessario. E se ne and.
Mi dispiace dissi a quel poveretto, e lui rispose
con un cenno cortese.
Alcune di queste cose non sono male gli dissi, a
mo' di riparazione. Il caban mi piace, e gi che c',
oltre a tutto il resto, aggiunga anche due paia di pantaloni
di velluto a coste.
Anche se non credo che tutti quelli che incontro
siano interessati solo ai miei soldi, ho imparato presto
che spesso il denaro  l'unico mezzo con cui fare ammenda.
Certamente, come desidera. Grazie rispose quello.
A questo punto eravamo entrambi pi rilassati e ci
mettemmo a parlare di baseball; ma quando torn il
Falco ci chiudemmo in un imbarazzato mutismo.
Il silenzio continu per gran parte del tragitto fino a
casa; fu il Falco a romperlo: Voglio dirti una cosa che
riguarda il tuo futuro, Collie, e non ti piacer. Mi duole
dovertelo dire, ma tu nella vita non diventerai mai
nessuno. E vuoi sapere perch?.
Perch?.
Perch tolleri gli sciocchi.
Non ti farebbe male essere un po' pi gentile con
la gente mormorai tra i denti.
Cos'hai detto? chiese il Falco sporgendosi in avanti,
con una mano sul mio ginocchio.
Lascia perdere risposi. Non avevo voglia di approfondire
la cosa.
No, che non lascio perdere. Mi hai rivolto un'accusa
e adesso la devi argomentare.
Be', io non credo che i soldi e il potere ti diano il
diritto di trattare male gli altri, soprattutto chi  pi
svantaggiato. Non ti ho mai visto scortese con gli ospiti
ai tuoi ricevimenti.  ovvio come la pensi: uno deve
avere molti soldi per meritare la tua considerazione.
Quanto guadagna quel negoziante secondo te?.
Non lo so. Forse ventimila....
Esatto. E secondo te che razza di persona  uno
che si accontenta di cos poco? Cos'avrebbe da offrire
uno cos a uno come me, in nome di Dio? Perch mai
mi dovrebbe interessare che cosa pensa o che cosa dice
un simile individuo?.
Non tutti vogliono accumulare potere e denaro.
Alcuni hanno altre priorit....
Per esempio? Guardare le partite di hockey?. A volte
lo sprezzo del Falco raggiungeva livelli parossistici.
Ho conosciuto molta gente famosa e importante,
sono andato a scuola con i loro figli, sono stato nelle
loro case, e quasi tutti mi hanno deluso lo incalzai.
Il nonno sospir. Certo, naturalmente. Chi potrebbe
sostenere il contrario? C' un vecchio proverbio,
Collie, che dice: Fatti la reputazione di uno che si alza
alle sette, cos potrai dormire tranquillamente fino a
mezzogiorno. Solo se raggiungi potere e ricchezza
potrai mettere davvero a profitto la tua reputazione -
 una specie di protezione contro gli imprevisti della
vita. A me non interessano le vittime della vita.
Vedi, anche se tu e la mamma considerate la questione
da due estremi opposti, i vostri punti di vista
non sono poi cos diversi. Sto incominciando a pensare
che non contano le ideologie, ma come ci si comporta
con gli altri.
Il Falco si appoggi allo schienale di pelle e guard
davanti a s.
Collie, se il passerotto riesce a cambiare continuamente
di modulazione, di sicuro anche tu puoi imparare
a intonare qualcosa di nuovo.
In settembre iniziai l'anno accademico alla Brown
e, non avendo ancora deciso che indirizzo prendere,
scelsi soprattutto corsi umanistici e anche qualche materia
scientifica, per lasciarmi aperte pi possibilit.
Zio Tom per raccont a qualunque negoziante, fornitore
e addetto alle consegne di Martha's Vineyard
che io mi sarei laureato in Geroglifici. Ancora adesso,
dopo pi di vent'anni, ogni tanto mi imbatto in qualcuno
che mi chiede quanto ci vuole perch i geroglifici
tornino di moda.
Bingo, dopo essere stato espulso anche dall'Upper
Canada College, and a Exeter, ma non dur molto.
Non era interessato agli studi o a questioni concernenti
la sua formazione, questo  sicuro. Durante il primo
semestre, insieme a un gruppo di amici, torn a casa di
nascosto e prese la Bentley del Falco, un'auto d'epoca -
tutto quello che il vecchio possedeva era d'epoca -,
che guid fino al molo di Boston e poi nelle acque del
porto.
Alcuni mesi dopo, durante una settimana bianca in
Colorado organizzata dalla scuola, sotto lo sguardo divertito
degli amici, si butt gi per le nevi completamente
nudo con la temperatura sotto zero. Venne immediatamente
rispedito a casa e sospeso per il resto
del semestre.
Non c' da preoccuparsi. Anche il giovane Lenin si
divertiva a fare lo stesso sugli Urali disse asciutto il
Falco a mia madre, che non aveva nessun senso dell'umorismo.
Bingo fu espulso da Exeter il Gioved Santo; da Deerfield -
io ero al secondo anno alla Brown - il Giorno
del Ringraziamento. Quando ero al terzo anno, il Falco
lo iscrisse a Rugby, in Inghilterra, dove prese il massimo
dei voti nel dondolare dai lampadari. Da l venne
buttato fuori in un altro giorno speciale, il giorno di
San Valentino.
Sono io il mio giorno speciale! diceva ridendo
mentre studiava un po' a casa e, molto saltuariamente,
in una scuola della zona.
Non c' pi rimasta una scuola. Le abbiamo provate
tutte, anche all'estero ammise alla fine il Falco.
Per la prima volta in vita sua sembrava impotente.
C' sempre il Collegio femminile di Miss Porter
scherzai io, ma lui ignor la battuta.
Bingo celebr l'espulsione da Rugby conquistandosi
grossi titoli sui giornali. Il nome Bing Flanagan
schizz come una secchiellata di pittura rossa su tutti i
tabloid inglesi. I giornalisti, rimarcando con soddisfazione
la parentela con il Falco - il che mand in visibilio
la mamma -, raccontavano che Bingo aveva fatto
sesso in un luogo pubblico.
Lo chiamai da una cabina sulla costa del Rhode Island.
Ciao dissi, ma il mio tono esprimeva ben altro
che un semplice saluto.
Allora?.
Allora cosa? Articoli davvero interessanti.
Il suo silenzio fu una scrollata di spalle.
Bingo, hai veramente scopato in un bar?.
S, anzi no. Ci siamo solo strusciati un po'.  tutta
una montatura rispose lui pacato ignorando il mio
tono accusatorio. E comunque non  che la cosa non
fosse consensuale.
Non  questo il punto. Non credevo alle mie orecchie.
Ma cosa sei, un animale? A proposito, ti devo
ringraziare,  stato un vero piacere per me parare i
colpi di tutti i miei amici!.
Gi, lo so come sono perbenisti alla Brown e a Andover sbuff.
Ma fammi il piacere, adesso ti metti a parlare come
la mamma. Mica si deve essere ricchi sfondati per condannare
quello che hai fatto!.
Ma se non vedeva nessuno cosa stavamo facendo!
Eravamo in piedi, al bancone. E comunque non  che
siamo arrivati fino in fondo.
Be', a quanto pare non siete stati cos discreti come
pensavate.
Senti, mi dispiace per tutto, per non  successo
nulla di grave. Avevo bevuto un po' e a un certo punto
la situazione mi  sfuggita di mano. Non posso farci
niente se per gli inglesi il sesso  una specie di tab.
Era cos tranquillo, non riuscivo a crederci. Ges, non
faceva neanche lo sforzo di fingersi un po' imbarazzato.
Dunque il tuo voleva essere un atto di disobbedienza
civile? Uno a zero per la rivoluzione....
Be', in un certo senso, s. Doveva piacergli l'idea;
lo immaginai che andava a raggomitolarsi soddisfatto
sulla poltrona.
Dunque dovrebbe riempire d'orgoglio gli irriducibili
Flanagan... ma non credi di esagerare un po'?.
E il Falco? Come l'ha presa?.
Be', in pubblico non si  degnato di fare commenti,
ma in privato dice che appena ti vede ti butta nell'olio
bollente. Ha voluto che andassi da lui, e per tutto
il fine settimana mi sono dovuto sorbire le sue sfuriate.
Perch non vieni a casa, cos te la vedi tu? Perch
devo beccarmeli io i cazziatoni al posto tuo?.
Davvero? E cos incazzato?. Non sembrava pi
tanto allegro adesso. E pap e zio Tom? Sono arrabbiati
anche loro?.
Be', c' da morir dal ridere a sentirli riesumare ci
che hanno imparato a catechismo. Continuano a litigare
sulla faccenda del sesso prima del matrimonio:
pap dice che  un peccato veniale, mentre lo zio sostiene
che  un peccato mortale e che se non ti confessi
vai all'inferno.
E tu cosa pensi?.
Io penso solo che sono stufo di beccarmi le loro
scenate al posto tuo. Non sono io che me la passo da
playboy da strapazzo. Vuoi continuare cos per tutta la
vita? Mi sembra che ogni volta che ci sentiamo  a causa
di qualche tua nuova cazzata. Perch non ti decidi a
comportarti come si deve? Torna a casa, tanto per cominciare.
Riattaccai e chiamai subito pap.
Pap, non credi si debba fare qualcosa con Bingo?
 completamente fuori controllo. Come andr a finire?.
Sono d'accordo con te, Collie. Ma io cosa ci posso
fare?.
Tra l'assordante noncuranza di pap e l'orgoglio
perverso di mamma per tutte le sue pagliacciate, decisi
che toccava a me parlare con Bingo del suo futuro.
Ero un tipetto serio a quei tempi.
Bingo era appena tornato dall'Inghilterra, era met
marzo, e faceva un caldo incredibile per quella stagione.
Eravamo andati sulla spiaggia con i cani. Bingo, a
cavallo di Lolo, procedeva lungo la riva, dov'era pi
fresco, io lo seguivo a piedi, cercando di stargli dietro
e lanciando parole al vento.
Indossava i jeans, un paio di sandali con i calzettoni,
una maglietta bianca sotto una camicia di flanella
scozzese e un assurdo maglione di zio Tom legato attorno
alla vita. Bing si abbigliava in modo stravagante,
mischiando stili diversi, a met tra lo studente di college
e il ricoverato in casa di cura.
Alla fine, per farlo scendere dal suo piedistallo, mi
aggrappai alle redini, al che Lolo sbatt le orecchie
con fare minaccioso.
Voglio parlarti di una cosa cominciai. Lui non fece
una piega, era chiaro che non era minimamente interessato.
Ehi, vuoi starmi ad ascoltare? gli urlai fermandomi.
Perch? Per sentire le tue solite stronzate....
Ges, Bing! Non hai ancora diciannove anni e sei
gi fottuto! Non hai un diploma, non hai nemmeno
finito gli studi. Non ti prendi cura di te, bevi come una
spugna, ti scoperesti una zucca se solo avesse il buco!
Farai la fine di pap e di zio Tom....
Non preoccuparti, ce l'ho un progetto, un progetto
importante. Ho deciso di fare l'igienista dentale
disse sfilando i piedi dalle staffe e lasciandoli ciondoloni.
Era un bravo cavallerizzo, ce l'aveva nel sangue,
come la mamma del resto.
Non  divertente. Non sei affatto divertente. Sei un
idiota!. Niente insulti, mi ero promesso, ed eccomi l
con la bava alla bocca - deficiente, testa di cazzo, coglione...
cercavo con rabbia un insulto che rendesse
l'idea, ma non esisteva.
Ehi, qual  il tuo problema? Rilassati. Ho tutto sotto
controllo. Ce l'ho un progetto disse mentre io tiravo
le redini. Lolo si ferm, Bingo si lasci scivolare a terra
e cominciammo a camminare insieme. Lolo stava tra
noi due mentre i cani ora ci superavano, ora restavano
indietro, ora scattavano per giocare con le onde.
Che tipo di progetto? gli chiesi, schivando per
un pelo un calcio di Lolo che mi avrebbe staccato la
guancia.
L'ho chiamato Progetto Uomo rispose Bingo nascosto
dal testone di Lolo.
Cristo santo....
 il mio progetto per diventare adulto, e lo voglio
realizzare per gradi. Penso che inizier a vent'anni,
cominciando dalle piccole cose, capisci... imparare ad
allacciarmi le scarpe, non bere pi a canna, riporre la
biancheria, per poi, poco alla volta, passare a cose pi
serie... i cani abbaiavano e le sue parole si sentivano a
malapena.
Vuoi smetterla di scherzare una buona volta?
sbottai scuotendo la testa.
Non sto scherzando. Quando avr venticinque anni
voglio avere delle azioni in banca, abbonarmi
all'Economist... stava contando con le dita.
Tu? risi. Mi stai prendendo in giro!.
No, dico sul serio ribatt lui con un sorriso smagliante.
Ho le idee molto chiare. La mia unica regola
: per ogni passo avanti, nessun passo indietro.
E gli studi? Non vuoi prendere un diploma?. Mi
fermai e mi piazzai davanti a Lolo che si mise a premere
forte il muso contro il mio petto.
Be', rispose Bingo guardando Lolo invece che
me qui sta il bello del mio progetto, e il motivo per
cui non voglio affrettare le cose. Prima voglio lasciarmi
alle spalle tutta questa faccenda della scuola, se no
incasino il piano. Ha ragione pap quando dice che il
troppo studio erode l'intelletto.
E ha ragione il Falco quando sostiene che il vitalizio
l'hanno inventato per i tipi come te. Bingo, non
puoi fare un piano per diventare adulto -  come decidere
di essere generoso o intelligente o spiritoso in un
qualche futuro! O lo sei o non lo sei. La vita  un continuo
sviluppo conclusi, come se sapessi di cosa stavo
parlando.
Signore, fammi diventare adulto, per aspetta ancora
un momento fu la sua risposta, del tutto impermeabile
alle mie sagge parole.
A questo punto mi fece segno di aiutarlo a rimontare.
Io intrecciai le mani, lui vi appoggi un piede e sal
di nuovo in sella. L'odore di cuoio si mischiava alla
brezza dell'oceano, mentre i cani ci saltavano attorno
festosi.
L'unica cosa che so  che ci sono cose migliori da
fare nella vita che coniugare verbi in latino, o cercare
di capire perch ai cartaginesi  andata male disse
sporgendosi un po' in avanti e premendo i talloni nei
fianchi di Lolo per spronarlo. Piano, senza fare pressione.
E part al galoppo avvinghiato a Lolo lungo la spiaggia
sconfinata e deserta, sollevando la sabbia, seguito
dai cani che disegnavano una linea ondulata. Io restai
l, impotente, con le braccia penzoloni. Perfetto nel
portamento, Bingo cavalcava in modo naturale ed elegante,
senza sforzo. Anch'io cavalcavo bene, per dovevo
impegnarmi, e l'effetto era pi studiato.
Eugene, il mio cagnolino bianco e nero, abbandon
l'inseguimento e torn verso di me scodinzolando. Mi
misi in ginocchio, lui mi appoggi le zampe anteriori
in grembo, e accarezzandogli la testa restammo l
insieme a guardare Bingo fino a quando scomparve all'orizzonte.
Potevi lanciarlo dal cielo sulla groppa di un cavallo
e Bingo sarebbe atterrato con la precisione di un uccello
acquatico che scende in picchiata sulla superficie
dell'oceano.
Quella sera la temperatura era attorno ai venti gradi,
e io e Bingo andammo a un party sulla spiaggia con
tutti i ragazzi e le ragazze che erano rientrati per le vacanze
di Pasqua. Un fal gigantesco ardeva tra le dune
e l'aria odorava di birra. Non c'era la luna, ed era cos
buio che non si vedeva nessuno. Era tutto nero, come
Harry il labrador e Jesper l'alano, i cani neri di mamma.
La gente spariva in silenzio tra gli arbusti, poi ricompariva
sfiorandoti nel passarti accanto.
Andiamo via dissi a un certo punto. Ero stufo e
avevo voglia di tornarmene a casa. Accesi la torcia elettrica
e mi avviai scavalcando qualche coppietta sdraiata
sulla sabbia. Ma Bingo non mi dava ascolto, guardava
un gruppo di ragazzi che si stava dirigendo verso il
bosco. Ridevano, ma non in maniera spensierata, dovevano
avere in mente qualcosa.
Dammi la torcia disse Bingo prendendomela di
mano. Alla luce della torcia lo vidi immobile, sulla
punta dei piedi, che fissava il gruppo.
 Mandy quella che  andata con loro? mi chiese.
Si riferiva alla sorella pi piccola di un nostro amico.
Le sorelle Lindell avevano la fama di ragazze facili,
quelle che zio Tom chiamava tram chiamati Desiderio.
Non lo so, forse risposi un po' a disagio.
Prima quando l'ho vista era ubriaca fradicia, mi
disse girandosi verso di me meglio andare a vedere.
Sono sicuro che  tutto okay. Sapevo che aveva ragione,
ma dovevo pensarci su un momento. Di, Bing,
stiamo parlando di Mandy Prendimi....
Cos'hai intenzione di fare? gli chiesi, ma lui mi
ignor e corse verso il bosco.
Bingo! Aspetta! gli gridai cercando di andargli
dietro nell'oscurit e usando come punto di riferimento
quel po' di luce della torcia che ancora si intravedeva.
Ma di colpo sparirono, lui e la torcia. Allora continuai
a tastoni seguendo le risate maschili smorzate e i
borbottii da ubriachi, fino a una piccola radura circondata
da alberi e cespugli, illuminata a sprazzi da alcune
torce elettriche.
Vidi una dozzina di ragazzi divisi in piccoli gruppi;
un'eccitazione malsana si mischiava all'odore acre delle
alghe. Facendosi largo, Bingo and dritto da Mandy,
che se ne stava semisdraiata per terra, con la maglietta
attorcigliata attorno al collo, a mo' di lazo.
L'afferr per la mano, la tir su, barcollante e imbambolata,
e cominci a trascinarla via dalla radura,
verso la spiaggia.
Ehi, Flanagan! Che cazzo credi di fare? grid uno,
e si piazz di fronte a Bingo. Era cos ubriaco che a
malapena si reggeva in piedi.
Togliti di mezzo disse Bingo senza fermarsi, trascinandosi
dietro Mandy che pareva in coma. A questo
punto si fecero avanti gli altri urlando tutti insieme.
Allora saltai fuori dall'oscurit. Accecato dalla torcia
di Bingo, mi riparai gli occhi con le mani. Mi avvicinai,
afferrai Mandy per un braccio e dissi a Bingo di accelerare
il passo. Andiamocene fuori dalle palle!.
Cominciammo a correre, senza voltarci indietro,
mentre il branco di lupi restava l, indeciso sul da farsi,
a ululare al vento tra il fragore delle onde.
Ci avviammo verso casa in silenzio; ogni tanto Mandy
si fermava a vomitare nei cespugli. Io ripensavo alla
scena, cercavo invano di giustificare la mia esitazione a
intervenire; Bingo invece camminava tranquillo al
buio. Lasciammo Mandy a smaltire la sbronza su una
chaise-longue nella sua veranda. Io e Bingo proseguimmo
tornando verso la spiaggia, per la via pi breve.
Grazie, Coll mi disse Bing. Lo udii appena, al di
sopra del fragore del vento e dell'oceano. Le onde si
abbattevano sulla riva e mi lambivano i piedi; potevo
sentire la forza della risacca.
Di cosa?.
Per avermi seguito, per avermi dato una mano.
Non dissi niente. Mi bruciava lo stomaco per l'imbarazzo.
Ehi, vuoi rallentare? protestai dopo un po'.
Dai, non fare il rammollito! mi disse quando ero
l l per raggiungerlo.
Ehi, stronzo, quel tuo Progetto Uomo prevede anche
che mi devi sempre lasciare indietro?.
Prendimi, se ci riesci! ribatt; ormai praticamente
correva.
Avevo sete, mi faceva male la gola, mi mancava il
fiato; non riuscivo a stargli dietro - andava troppo veloce,
e lo sapeva, ma non aveva la minima intenzione
di rallentare. Anzi, aumentava il passo, divertito dal
mio incespicante inseguimento. Era buio pesto e non
ci vedevo niente. Perch non rallenta quel figlio di
puttana? Ma niente, continuava a passo spedito mentre
io arrancavo dietro le sue impronte.
Di, Bing! Rallenta! Non riesco pi a orientarmi.
Qual  il tuo problema?.
Io non ho nessun problema, Collie; tu piuttosto.
Dovresti trovarla anche al buio la strada, piantala di fare
tante storie.
Da piccoli era diverso. Allora Bingo mi seguiva dappertutto,
come se fossi io a guidarlo verso grandi avventure.
Sparisci, mostriciattolo! gli gridavo ogni volta che
vedevo spuntare il suo faccino bianco e i suoi occhioni
verdi da dietro un faggio secolare.
Di, Collie, posso venire anch'io? mi supplicava a
mani giunte.
No!. E tiravo dritto.
Aspetta, sto arrivando. E me lo sentivo alle calcagna.
Sparisci! gli ripetevo a muso duro, stringendo
forte i pugni.
Bingo, per favore, vattene. Lasciami solo. Visto
che con le cattive non ottenevo niente, spesso ci provavo
con le buone. Alla fine mi mettevo in ginocchio e
lui mi veniva incontro carponi, come uno dei nostri
cani. Poi mi sedevo con la schiena appoggiata alla ruvida
corteccia del vecchio albero, e lui si accoccolava
di fianco a me, tutto trionfante, come se niente fosse,
come se fossi stato io a volerlo l.
Allora, cosa vuoi fare? mi chiedeva da grande
amicone, quasi scodinzolando, e io mi mettevo la testa
tra le mani. Era sempre lo stesso rituale: io gli dicevo
di no, lui insisteva, e alla fine gliela davo vinta. Perch
lui invece a me non la dava mai vinta?
Camminammo in silenzio per il resto del tragitto; io
dietro che arrancavo, e Bingo davanti che prendeva
sempre pi velocit. Erano le quattro di mattina quando
imboccai il vialetto; sentii i suoi passi sulla veranda
e la vecchia porta a zanzariera che sbatteva.
Si accese la luce in cucina. Il chiarore dorato mi illumin
l'ultimo tratto di strada.
...
.
...
CAPITOLO 10.
...
.
...
Dopo qualche mese, la primavera era agli sgoccioli,
io e Bingo ci ritrovammo di nuovo a casa. Era il 1983,
avevo quasi vent'anni, alla Brown andava abbastanza
bene e, mentre stavo ancora cercando di capire cosa fare
della mia vita, pregustavo i piaceri dell'inerzia estiva.
Avevo conosciuto la mia prima vera ragazza, Alexandra
detta Zan, ed ero abbastanza cotto. Suo padre, produttore
di molti spettacoli a Broadway e nel West End di
Londra, era elettrizzato all'idea di un legame con il Falco
e ci incoraggiava a star fuori insieme la notte.
Un fine settimana io e Zan andammo a trovarlo nella
sua casa in Connecticut. Pap, io e Collie dobbiamo
dirti una cosa gli fece Zan dalla porta del suo studio
tutto tappezzato di riconoscimenti alla sua carriera.
Sei incinta?. Gli occhi gli luccicavano.
Ma no, pap, cosa ti viene in mente? Pensavamo
solo di andare qualche giorno nella casa di Palm
Beach.
Ah, be', certamente, nessun problema rispose lui
scrollando le spalle. Lo sguardo gli si fece opaco.
Quell'anno una serie di tempeste primaverili aveva
portato via met della spiaggia. Nei giorni di burrasca,
con il vento che infuriava, l'oceano arrivava a battere
sulla porta di casa. E quando zio Tom veniva innaffiato
dagli spruzzi, si metteva a urlare e agitava i pugni rivolto
verso l'acqua, come se avesse a che fare con un vicino
venuto fin l per vendergli l'abbonamento a una rivista.
Bingo e io passavamo i pomeriggi a camminare sulla
spiaggia e a farci trascinare dalle onde. I cani pi
grandi sguazzavano insieme a noi, mentre quelli pi
piccoli trotterellavano lungo la riva abbaiando.
Era una splendida mattina di fine maggio e rientravo
da un giro in barca a vela. Mentre trascinavo a
riva la barca vidi stagliarsi sulla sabbia l'ombra di mio
padre.
Ciao pap gli dissi prendendo dalla tasca gli occhiali
da sole. Ma capii subito che non era in vena di
saluti gioviali.
Ha appena chiamato uno dal tennis club. Ha detto
di non andare questo pomeriggio, ma che hanno bisogno
di te domattina. Cosa diavolo significa? Che ti sei
trovato un lavoro? Che cosa succede, eh?.
 un lavoretto part time, pap, faccio solo il raccattapalle
e....
E cos'altro? Aiuti qualche miliardaria annoiata a
migliorare il servizio?.
Lo guardai incredulo. Stai scherzando, spero.
Perch non mi hai detto niente? Cos' 'sto lavoro?
Proprio al tennis club, per giunta! Cos'hai, una vita segreta?.
Una vita segreta? Ma perch devi sempre fare di
tutto un dramma?  solo un lavoretto da niente. Cosa
dovrei fare tutta l'estate, prendere il sole ed evitare la
mamma?. Era un po' che pensavo di trovarmi un lavoretto
part time - era un vago tentativo di sentirmi
utile -, ma pap non voleva saperne.
Ma come ti  venuta una simile idea? mi chiese
guardandomi stupito, come se avessi cambiato faccia.
Per pap il minimo accenno di laboriosit era insultante
quanto un guanto della sfida sbattuto in faccia.
Chi ti ha incoraggiato a trovarti un lavoro? C'entra
tuo nonno? Non hai tratto niente dal mio esempio?
continu mentre ci incamminavamo verso casa. Arrivati
l, and a sedersi sulla sua sedia a sdraio; aveva passato
tutta la mattina disteso sull'erba a prendere il sole
in costume. Mi fissava da dietro gli occhiali da sole con
le stanghette ricoperte di nastro adesivo argentato, il
risultato di un fervido tentativo di riparazione.
Pap, mica vado a fare il mezzadro. Al tennis club
cercavano qualcuno che desse una mano qualche ora
la settimana.... Mi sedetti per terra sotto la quercia,
pronto ad affrontare la sfuriata.
Ma ti sei bevuto il cervello, eh? Lavorare in un tennis
club - mio figlio! Mai e poi mai! Guarda, preferirei
che andassi a lavorare in una stazione radio piuttosto
che vederti diventare un maestro di tennis!. Pap ce
l'aveva con molte categorie - chiropratici, ragazze
pompon, ballerini folcloristici -, ma soprattutto con i
tennisti che, come i conduttori di programmi radiofonici,
detestava perch sono dei tipi assolutamente
ordinari ma si danno un sacco di arie, dei palloni
gonfiati.
Ma guardatelo: sputa sul campo, il cafone! Voi vi
state rimbecillendo con questi squallidi zoticoni era
il suo motto ogni volta che ci sorprendeva davanti a
una partita di tennis in tv.
Wimbledon era un incubo che si ripeteva ogni anno.
Chi ha mai parlato di fare il maestro di tennis? Do
semplicemente una mano nei campi e nella sede del
circolo. Nel frattempo i cani mi avevano individuato,
l seduto per terra. Provare a scostarseli di dosso era
come farsi strada nella foresta pluviale a colpi di machete.
E non  cos che si inizia? Gi ti vedo che mi rispondi
col medio alzato. No, no! Alzati a mezzogiorno,
va' a giocare in acqua con tuo fratello, prendi il sole
e lascia perdere tutto il resto. Tanto il resto arriva,
prima o poi. Ho ben altre aspettative per i miei figli
che vederli ridotti a degli schiavi. Con le mani sul
petto, fissava il cielo e muoveva le dita nell'aria con
eleganza, come un maestro di tempo libero che diriga
una sinfonia interiore.
Pap, io ho voglia di fare qualcosa, e devo pur cominciare
da qualche parte. Non voglio andare a zonzo
per tutta la vita.
A questo punto si tir su a sedere e si tolse gli occhiali
da sole. Santo Cielo, perch no? Ges, se potessi
attaccarmi i pattini sotto la suola delle scarpe, lo farei!
Invece voi due, tu e tuo fratello, ci siete nati con i
pattini, e tu hai il coraggio di fregartene di una simile
fortuna....
Ehi, se ci tieni tanto a renderti utile, perch non
vieni a dare una mano a me? lo interruppe zio Tom
comparso all'improvviso sulla veranda. E rest l per
un istante a guardarci: pap, mezzo nudo, tutto rosso
dopo tante ore al sole, e io in shorts con Sykes che ansimava
tra le mie gambe.
Sempre a origliare, eh, Tom? disse pap rimettendosi
gli occhiali e sdraiandosi di nuovo.
A sorvegliare, piuttosto precis lo zio; il riferimento
era alle questioni che richiedono particolare
attenzione, in nome delle quali si arrogava il diritto
di violare la privacy e usurpare ogni libert personale,
ascoltare le conversazioni telefoniche, leggere diari,
aprire lettere, frugare nei cassetti e nelle tasche altrui.
Ho bisogno di te e di quell'altro coso con gli occhi
verdi. Dovete venire con me al faro domattina presto
disse zio Tom. E ora di liberare le giovani leve, come
al solito.
E se vengo un'altra volta? risposi appoggiando la
testa al tronco del vecchio albero e guardando in alto i
suoi rami pesanti che sfioravano il tetto.
Ah gi, dimenticavo, lui  il principino. Non importa,
quel rompiscatole di tuo fratello e io ce la caveremo
benissimo disse lo zio lasciando la veranda e avviandosi
verso il retro della casa. E comunque rispetto
a noi sei una nullit.
Okay, mi arrendo gli urlai. Vengo anch'io con
voi. Al club posso sempre dire che sono malato.
No, non voglio scombinare i tuoi piani ribatt lui
scomparendo dietro l'angolo.
Allora mi alzai e lo rincorsi. Nonostante il caldo, lo
zio portava la sua solita divisa: camicia di flanella a
scacchi rossi e neri e larghe braghe marroni.
Vuoi che venga con te o no? chiesi rivolto alla sua
schiena.
Lui scroll le spalle e tir dritto. Fa' come ti pare,
per me  lo stesso. Per, se proprio ci tieni, preparati a
una levataccia.
Al mattino verso le sei, zio Tom, Bingo e io prendemmo
le biciclette, vi assicurammo dietro le gabbie
coi piccioni - ce ne stavano due per ogni gabbia - e ci
avviammo in direzione del faro, prima seguendo la
strada e quindi lungo la spiaggia. Una volta arrivati l,
avremmo liberato gli uccelli e saremmo poi tornati a
casa ad aspettare il loro ritorno. Era un evento che si
ripeteva ogni anno e che sanciva l'inizio della preparazione
per la stagione delle gare.
Lo zio allevava piccioni viaggiatori fin da quando
era ragazzo e, pur considerandosi un'autorit di livello internazionale, non aveva mai ottenuto grandi risultati
nelle competizioni. Ma poich nulla e nessuno poteva
oscurare il suo personale orizzonte, continuava
imperterrito a sostenere e a sviluppare le proprie teorie,
del tutto incurante del parere altrui.
Zio Tom era come l'Everest, ti sfidava a salirgli in cima
per goderti la vista.
Ogni volta che andavamo nei vari punti dell'isola a
liberare i piccioni, la conversazione non cambiava
mai. Era sempre la stessa, anno dopo anno, come un
vecchio motivetto che conosci a memoria.
Zio Tom, come fanno i piccioni a trovare la via di
casa?. Al solito, era Bingo a dare il via. Lui e lo zio
avevano un loro modo ben definito di conversare, un
ritmico botta e risposta che soddisfaceva entrambi. A
Bingo spettava l'imbeccata che dava la stura a tutte le
stramberie di Tom.
I fattori sono molteplici rispose zio Tom. Pedalavamo
fianco a fianco occupando met della strada, e
quando passava qualche rara macchina ci mettevamo
in fila indiana.
Il sole, la forza magnetica della terra, il buon senso
sono fondamentali. Poi, naturalmente, i piccioni seguono
le strade, esattamente come facciamo noi. Un
piccione viaggiatore osserva lo stop come qualsiasi vigile
urbano. Ne ho avuto uno, Brendan Behan, che
dava addirittura la precedenza agli incroci.
Ridevamo e pedalavamo, tranquilli, rilassati - lo zio
non amava correre, solo i cretini corrono, diceva -, e
mentre lui continuava a parlare, io e Bingo ci scambiavamo
occhiate complici.
D'altronde, cosa credete? Il piccione ha carattere,
fegato, intelligenza e cuore: proprio le cose che mancano
a voi due sfacciati.
Vicini l'uno all'altro, al sole del primo mattino, con
la brezza che soffiava leggera, lanciammo gli uccelli e
li guardammo scomparire tra le cime degli alberi. Poi
tornammo a casa, salimmo sul tetto della scuderia e restammo
l in attesa di vederli comparire. Bingo controllava
il cronometro, mentre lo zio, sdraiato a occhi
chiusi sotto il sole cocente, fingeva indifferenza.
Tra poco sono qui disse dopo un po'. Alla fine,
 dal padrone che vogliono tornare.
Mi sembra un'idea un po' romantica la tua osservai
sbirciando dalla sua parte. Ero seduto di fronte a Bingo,
con i gomiti appoggiati sulle ginocchia. Dove altro dovrebbe
andare un piccione? Al Festival di Cannes?.
Oh, che arguzia! Se il nostro professore Collie Flanagan
la pensa cos, dovr riesaminare la mia lunga
esperienza e riconsiderare ogni mia teoria.
Ti sbagli, Collie. Non ti ricordi di Gabriel? intervenne
Bingo, pronto a schierarsi dalla parte di zio Tom.
Quando lo zio aveva dieci anni e viveva in Irlanda,
aveva un piccolo piccione viaggiatore bianco di nome
Gabriel. Lo aveva trovato sul ciglio della strada che lottava
per sopravvivere con un'ala ferita, e se ne era preso
cura per tutta l'estate, fino alla sua guarigione.
Avevo l'appendice perforata e dovetti essere operato
d'urgenza prese a raccontare lo zio; era una storia
che io e Bingo sapevamo a memoria. Stavo dalla
nonna in convalescenza e, il terzo giorno che ero l,
sentii questo picchiettio sulla finestra della mia stanza,
guardai fuori, e vidi il piccolo Gabriel appollaiato sul
davanzale! La nonna e le zie furono cos colpite che
mi permisero di tenerlo con me per i giorni che mancavano
al mio ritorno a casa. Persino i preti e le suore
vennero a vedere quel mio volatile portentoso.
Amo questa storia disse Bingo mentre lo zio si spostava
dall'altra parte del tetto per avvistare i piccioni.
Per forza, sei scemo. Sono tutte palle feci io.
E invece no, io ci credo. Anche pap dice che 
una storia vera.
Ah be', se lo dice lui... Cristo, pap crede persino
ai folletti!.
Perch devi essere sempre cos stronzo?.
Perch si somiglia a chi ha i tuoi stessi genitori.
Come mai non vai mai da nessuna parte, zio?
chiese Bingo cambiando argomento e mettendosi di
nuovo a scrutare l'orizzonte.
Come sarebbe a dire che non vado mai da nessuna
parte? Ti riferisci al fatto che non condivido le vostre
fregole?.
Be', voglio dire che dall'Irlanda sei venuto a Boston,
da l ti sei trasferito qui sull'isola, e stop. Non ricordo
nemmeno di averti mai visto prendere il traghetto
rispose Bingo. Io osservavo con un certo interesse.
E dove dovrei andare, secondo voi? E perch dovrei
aver voglia di andarci?.
Viaggiare fa bene, zio Tom, questo non puoi negarlo
dissi io.
Ma davvero? Be', per quanto ne so io, Aristotele
non  mai andato a Porto Rico, eppure era piuttosto
intelligente. E poi basta vedere voi due cretini: siete
andati in una marea di posti e non sapete neanche da
che parte spunta il sole.
Bingo mi guard e sorrise. Lo zio si abbass il berretto
sulla fronte e continu: Adesso, per aiutarvi a
migliorare la vostra istruzione, vi racconto un'altra cosa
di quand'ero ragazzo....
Oh no mormorai a Bingo che se ne stava sdraiato
al sole con gli occhi chiusi. Ci far morire con i suoi
aneddoti.
Ma lo zio, imperterrito, cominci a raccontare di un
certo rituale che i preti e le suore della sua scuola ripetevano
ogni anno a primavera.
Radunavano tutti i bambini, compresi me e vostro
padre, e ci costringevano a marciare recitando preghiere
fino ai confini della parrocchia; poi, una volta
arrivati l, ci frustavano con la cinta.
Ma perch lo facevano? chiese Bingo.
Per non farci dimenticare chi siamo e da dove veniamo
rispose zio Tom.
Una tipica patologia cattolica: la parrocchia come
copertura del sadismo sentenziai tutto soddisfatto.
Quanto sei coglione sbuff Bingo.
Senti chi parla.
Me l'aspettavo da te un'osservazione cos sciocca
mi apostrof lo zio. Avrei dovuto prenderti a bastonate
quando ne avevo l'occasione. Si alz di scatto e
indic il cielo. Eccoli che arrivano. Guardateli! Loro
s che sono creature intelligenti. I piccioni lo sanno
che l'unica meta sensata verso cui viaggiare  casa propria.
Eccoli l! url Bingo indicando un punto lontano
del cielo. Alzammo gli occhi e li vedemmo, tutti e
sei, che raggiungevano il grande faggio vicino all'abbaino,
per poi girare a sinistra e atterrare in picchiata.
Dopo quella mattina li portammo ogni giorno sempre
pi lontano, e ogni volta tornavano a casa. Quando
scorgevo il battito delle loro ali, mi sentivo dentro
qualcosa che facevo di tutto per nascondere. Bingo
no, lui si metteva a urlare come un matto.
Eccoli! Guardali, Collie, stanno arrivando! Cazzo!
gridava agitando in aria le braccia.
Il cuore di un piccione viaggiatore  pi grande
del Partenone proclamava zio Tom. Poi cominciava a
fischiettare Bye Bye Blackbird e ci ordinava di farlo anche
noi perch i piccioni rispondono al fischio, diceva,
esattamente come i cani.
Cristo! esclamai quando un piccione mi cag in
fronte mentre guardavo in alto.
Bingo scoppi a ridere e lo zio, continuando a fissare
il cielo, disse: I piccioni hanno le loro opinioni e le
esprimono in modo categorico, proprio come fai tu,
Collie. E tutti indistintamente hanno il dono di saper
sintetizzare il giudizio su un uomo in un unico, eloquente gesto.
...
.
...
CAPITOLO 11.
...
.
...
L'ultimo fine settimana di maggio si doveva tenere a
New York un party faraonico in onore del Falco e della
sua oculata attivit filantropica. In casa l'evento scaten
molte discussioni attorno alla tavola.
Di questo passo daranno una medaglia per l'impegno
umanitario a Pol Pot comment pap.
Grande appassionato di lirica - con il suo cache-col
viola alla Napoleone era la parodia di un personaggio
dell'opera -, il Falco era sempre pronto a finanziare
una nuova rappresentazione della Tosca in qualche
esotica cornice internazionale. Quando dopo i sessantanni
gli fu diagnosticato il diabete - una forma leggera
che si poteva tenere sotto controllo con una semplice
dieta e un po' di ginnastica -, si mise in testa di trovare
la cura e don milioni di dollari alla ricerca.
L'interesse personale  un motivo ignobile per fare
la carit. Vostro nonno, con tutti i soldi e il potere
che ha, manca di umilt e di prospettiva. Cercate sempre
di avere una prospettiva globale delle cose, ragazzi
ci disse pap, assolutamente convinto che gli assegni
si danno innanzitutto ai membri della famiglia.
Il Falco aveva imposto un embargo su pap e zio
Tom - niente party per loro.
Quanto a Tom, nessun problema, ma cosa dico se
mi chiedono dov' mio marito? chiese la mamma al
Falco.
Non te lo chieder nessuno, credimi fu la risposta.
Arriv la grande serata, e io mi stavo preparando in
camera mia - saremmo andati a Boston con il jet privato
del nonno. Il Falco, che doveva sempre controllare
tutto, aveva fatto fare per l'occasione un completo su
misura per me e Bingo, di una stoffa blu cos morbida
che indossando la giacca mi era sembrato di immergere
le braccia in acqua purissima.
Sei proprio una sciacquetta mi disse Bingo sulla
porta, notando che mi lasciavo sedurre da un abito di
alta sartoria. Lui era in jeans e maglietta e aveva la pelle
scottata dal sole dopo un pomeriggio passato all'aperto.
Perch non sei ancora vestito? gli chiesi.
Non vengo.
Cosa significa che non vieni? feci io smettendo di
abbottonarmi la camicia.
Pap e lo zio non sono stati invitati. Se loro non
vengono, non vengo nemmeno io.
Ma di, che te ne frega? In una famiglia di pazzi
come la nostra....
A me importa rispose scrollando le spalle e appoggiandosi
alla porta. E comunque per il fine settimana
vado a San Francisco con Peter Holton e i suoi.
Partiamo stasera.
Il Falco si incazzer se non ti fai vedere dissi mettendomi
i pantaloni.
Bah, tanto  sempre incazzato per qualcosa. Lanci
in aria una pallina da tennis e la prese al volo.
Immagino che secondo te sono io nel torto ad andarci.
Non ho detto questo. Afferr la palla, la tenne
stretta per un momento poi la lanci di nuovo mandandola
a sbattere sul soffitto.
Anche se non l'hai detto  implicito. Infilai le
scarpe e mi chinai per controllare se erano ben lucidate
evitando il suo sguardo.
Ah s? E implicito? ripet lui facendomi il verso.
E com' che sarebbe implicito?.
Be', tu stai dalla parte di pap e di zio Tom, mentre
io li tradisco; o comunque  quello che si penser
se io vado dal Falco e tu no. E cos sembrer io il cattivo,
grazie tante! sbottai alzandomi e guardandolo in
faccia.
Questo  un problema tuo. Lasci cadere la palla,
che rimbalz sul pavimento e rotol sotto la sedia.
Senti, Bingo, ci va anche la mamma... dov' il problema?
A pap e allo zio non gliene frega un cazzo.
Che ci andiamo o no, la gente trover comunque qualcosa
da ridire. E solo un party... perch dev'essere
sempre tutto cos complicato nella nostra famiglia?
Perch io mi devo sentire in colpa?.
E chi ti fa sentire in colpa? Io faccio quello che mi
va di fare e tu lo stesso.  solo un party, appunto. Io
non mi sento in colpa se non ci vado. Tu, perch ti
senti in colpa?.
Io non mi sento in colpa risposi infilando un
braccio nella manica della giacca. Merda!. Presi una
spazzola - avevo il completo scuro coperto di peli di
cane.
Bene allora, non ne parliamo pi. Tu fai come ti
pare, io faccio come mi pare.
Perfetto. Far proprio cos.
Okay, divertiti, mi disse sparendo in corridoio
stronzo traditore pezzo di merda che non sei altro.
Anche mamma aveva deciso di recarsi al ricevimento
in onore di suo padre nonostante l'esclusione di pap.
Lo faceva solo, cos almeno diceva lei, per attaccare
bottone con i personaggi pi influenti del mondo -
sapete no, urlargli addosso insulti, puntargli il dito
contro, e magari convincerli a boicottare la lattuga.
Per da come si stava acconciando i capelli - quando
lei e la sua schiera di giardinieri finirono l'opera,
mamma sembrava una specie di enorme ortensia -
capii che il suo vero scopo era di incontrare Robert
Redford. Con ci non voglio dire che non fece il suo
ingresso nella sala come un bolscevico all'assalto del
Palazzo d'inverno.
Il mio regno per un punteruolo da ghiaccio mi
sussurr il Falco, guardando sgomento la mamma che
teneva inchiodato un amministratore delegato e lo
massacrava usando le parole a mo' di forca. Alla fine
della serata quasi tutti l dentro avevano versato lacrime,
sangue e champagne come fontane molto glamour.
Tra gli ospiti c'erano parecchi senatori, le solite star
e produttori di Hollywood, personalit dei media,
grandi finanziatori del Partito democratico e alcuni
filantropi di tutto il mondo. Vecchi e nuovi ricchi
chiacchieravano amabilmente, dandosi colpetti sulla
schiena, facendosi pissi pissi all'orecchio - tutto come
da copione. A un certo punto mamma si apriva un varco
in mezzo a loro con la veemenza di un giocatore di
hockey e, grazie a qualche colpo proibito, li metteva
tutti al tappeto.
S'incattiv particolarmente quando si trov in compagnia
di uomini che proclamavano la loro fede incondizionata
nell'eccellenza - il tipico proclama a cui
lei riservava un odio e un disgusto speciali.
Due cose ci dovete risparmiare disse con l'esaltazione
delirante di un idraulico che vaghi senza requie
alla ricerca di fognature da riparare. Risparmiateci i
soliti discorsi sulla gente impegnata nel sociale e sulla
sua zelante ricerca dell'eccellenza.
Vorrei aggiungere una terza categoria alla lista, se
mi  concesso intervenne il Falco, che certo sapeva
riconoscere un insulto indiretto. Gran Dio, risparmiaci
da queste sconcertanti e incontenibili scemenze.
Quando beveva champagne - e quella sera ne stava
tracannando parecchio - mamma tendeva a scegliere
una delle seguenti linee d'azione: incitare alla rivoluzione
oppure attaccare frontalmente suo padre. In
quella occasione, decise di rischiare il tutto per tutto
seguendole entrambe.
Ehi, Perry... disse al Falco puntandogli l'indice
sul petto. Tutti indietreggiarono lasciando uno spazio
grande pi o meno come Manhattan.
A questo punto chiusi gli occhi, ero pronto al peggio.
Ogni volta che mamma chiamava suo padre Perry
era il segnale che avrebbe scatenato l'inferno.
Io non sono un membro del tuo fan club. Non sono
a caccia di donazioni n di appoggi, e non sono un
avido mandarino. Non devi confondermi con uno dei
tuoi ignoranti leccapiedi. Le tue stronzate alla Plinio il
Vecchio riservale a qualcuno che ha davvero bisogno
della tua narcisistica approvazione.
Conoscete tutti mia figlia, immagino. Il mio pi
prezioso tesoro disse il Falco guardando attorno gli
ospiti che se ne stavano l esterrefatti, troppo scioccati
per dire qualcosa.
Mi sentii travolgere dalla vergogna, mi sembrava di
morire, come se ogni centimetro della mia pelle, dalla
testa ai piedi, fosse in preda alle fiamme. A volte penso
che il vero scopo della mia vita sia quello di confutare
il luogo comune che di vergogna non si muore.
Ha presente Long Ago and Far away? chiesi a uno
dei musicisti che passava di l sfiorandogli il braccio.
Cercavo disperatamente di escogitare qualcosa per distogliere
l'attenzione da quei due. Era una delle canzoni
preferite di pap, nonch l'unica cosa che mi era
venuta in mente in quel momento. Erano appena partite
le prime note, io avevo giusto ringraziato con un
cenno l'orchestra, che subito smisi di ascoltare,
distratto, come tutti del resto, dallo schiamazzo che proveniva
dall'entrata della sala.
Era pap. Vestito in modo impeccabile e palesemente
ubriaco, aveva deciso di venire al party nonostante
il divieto e minacciava di fare a pezzi chiunque
osasse fermarlo.
Sbigottito, lo vidi che sbraitava paonazzo e con la
bava alla bocca, che si dimenava come un animale
braccato e lottava contro gli uomini della sicurezza.
Erano in tre a tenerlo per la vita e a cercare invano di
trascinarlo via.
Cosa sta dicendo? domand un invitato.
Sta dicendo: Peregrine Lowell... poi qualcosa
che non riesco a capire bene... rispose una signora
accanto a me scuotendo perplessa la testa.
Sembra Peregrine Lowell... paga. Ma che cosa
paga? Non capisco... incalz una sua amica.
Nemmeno io.
Peregrine Lowell, stava dicendo Peregrine Lowell,
questo era terribilmente chiaro.
Quando alla fine il messaggio tuon con mortificante
chiarezza si sollev un mormorio unanime.
Peregrine Lowell caga! pap urlava a squarciagola
la sua bizzarra vendetta. Non  un dio! E un uomo con
tutte le sue umane fragilit. Peregrine Lowell caga!.
Qualcuno mi tocc la spalla. Era Trevor Boothe,
mio compagno dei tempi di Andover e nipote del senatore
Avery Boothe; aveva la faccia bianca come un
lenzuolo e un'espressione inorridita. Per come la vedeva
lui, i miei stavano inscenando una carneficina da
film splatter. Mi passai la mano sulla guancia, convinto
di aver sviluppato un nuovo tic facciale.
Oh mio Dio, come mi dispiace, Collie. Dev'essere
molto imbarazzante per te bofonchi scuotendo la
testa, e senza che gli si muovesse un capello - strano,
le piccole cose che noti mentre ti stanno cremando.
Imbarazzante? Pensi sia imbarazzante per me?
No, non capisci, Trevor, l'imbarazzo  il mio mestiere,
il mio pane quotidiano risposi. Non sapevo perch,
ma mi sentivo allegro, dovevo essere sull'orlo di una
crisi di nervi. Cominciai a ridacchiare come facevo da
bambino quando zio Tom si sputava sulle dita per pulirmi
la faccia davanti a tutti i fedeli prima della messa
domenicale.
Sentii per un attimo la mano di Trevor sfiorarmi l'incavo
della schiena, come se volesse dare conforto a un
cane randagio e pulcioso; poi Trevor si allontan quel
tanto che bastava a porre una certa distanza dal sottoscritto,
mentre io rivolsi istintivamente la mia attenzione
al Falco. Sembrava in un altro mondo, un posto meraviglioso
dove il Fantastico Charlie Flanagan era morto
soffocato dal suo stesso vomito impregnato di rum.
Poi, accortosi di colpo di essere sotto i riflettori,
mentre i miei genitori sparivano nel corridoio d'ingresso
con mamma che urlava Assassino! cos forte
da far temere per la cristalleria, il Falco sembr tornare
in s, prese subito in pugno la situazione e, dopo
una sonora risata, riprese a chiacchierare come se
niente fosse. Allora dalla sala si lev un grande sospiro
di sollievo, l'orchestra riprese a suonare e il cantante si
lanci in un'euforica versione di Fly Me to the Moon.
Gli occhi mi bruciavano e sentivo la solita fitta in gola.
Mamma era da rinchiudere, pap invece... be', lui
aveva passato tutta la vita a fare scherzi da scuole medie.
Bingo si sarebbe goduto ogni istante della performance
dei miei. Mi ero sbagliato a credere che il Falco
si sarebbe arrabbiato per l'assenza di mio fratello - in
realt, non se ne accorse neppure. Ma io s. Senza
Bing era come se mi mancassero i denti, cos passai la
serata a digrignare le gengive, ascoltando in sordina,
attraverso un'immaginaria conchiglia, il brusio della
sala che mi ricordava l'incessante sciabordio della marea davanti a casa.
...
.
...
CAPITOLO 12.
...
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...
Il giorno dopo Bingo chiam da San Francisco per solidarizzare
con mamma e pap - un resoconto della serata
era apparso tra le notizie scandalistiche - e per annunciare
che sarebbe stato via ancora qualche giorno.
Pap non ricordava nulla della festa, o comunque
fingeva di non ricordare; mamma invece aveva un'aria
tutta trionfante, come se avesse preso la Bastiglia da
sola, e pass tante di quelle ore a parlare al telefono
coi suoi compagni che si becc una laringite.
Tuo fratello vuole parlare con te sibil gelida passandomi
la cornetta - da quando eravamo tornati a casa
non mi guardava pi. La ringraziai accennando un
sorriso, ma avevo la sensazione che mi stesse prendendo
le misure del collo per la ghigliottina.
Povero pap mi disse Bingo.
Povero pap? Il povero pap ieri sera ha fatto una
scenataccia in pubblico. E stato piuttosto umiliante.
Avrei voluto esserci.
S, anch'io avrei voluto che tu ci fossi risposi con
poco entusiasmo. Quando torni? La mamma mi
guarda come se volesse sacrificare il vitello grasso.
Per tirarlo su di morale, ho promesso a pap che
gli avrei portato l'autografo di Karl Malden. Potrei
metterci qualche giorno.
Ho sentito poche cose cos stupide; non riuscirai
mai a incontrarlo.
S, invece. Perch devi sempre essere cos negativo?.
Che c'entra essere negativi? Cambierebbe qualcosa
se mi mettessi a saltellare come una ragazza pompon?
San Francisco  una citt grande, piena di gente.
Come dire che se vado a Londra incontro la regina!.
Collie, non riuscirai a farmi cambiare idea, perci
puoi anche smettere di provarci. Incontrer Karl Malden
e mi far dare l'autografo per pap. Perch credi
che mi fermi ancora qualche giorno, se no?.
Tu sei completamente pazzo, mi arrendo! sbottai.
Ma non fin cos, ero troppo fuori di me; lo richiamai
per continuare a litigarci.
Non lo incontrerai mai! dissi alla fine, aggrappandomi
al telefono come se fossi sospeso su un abisso.
E invece s!.
Pap amava il cinema e si riteneva un critico di una
certa levatura. Il suo attore preferito era Karl Malden, il
che significa che Karl Malden era una presenza ingombrante
nella nostra vita - mamma era fissata con Rupert
Brooke, pap con Karl Malden, avremmo potuto appendere
una calza per ciascuno sull'albero di Natale.
Pap sosteneva a spada tratta i meriti del suo beniamino
e concludeva sempre sostenendo che il suo
aspetto era sottovalutato. Al che lo zio chiosava: Cosa
ci trovi in quel bipede con la proboscide e quasi senza
labbra, non riuscir mai a capirlo.
Se sento nominare Karl Malden ancora una volta,
do fuori di matto sbottava puntualmente mamma.
Io sono sempre convinto che dovevano dargli l'Oscar
per Fronte del porto buttava l Bingo, sapendo cosa avrebbe
scatenato.
Non farmi parlare... diceva pap, contento dell'imbeccata.
Bingo e pap non si perdevano una puntata delle
Strade di San Francisco, dove Malden era il protagonista.
Ehi, pap! C' il nostro programma! era il segnale
d'allerta di Bingo quando mancavano cinque minuti
ai titoli di testa.
Giuro che brucio per autocombustione se lo vedo
un'altra volta che mi fissa dallo schermo sospirava la
mamma massaggiandosi delicatamente le tempie.
 assurdo credere che Bing riesca a procurarsi
l'autografo; non basta volerlo perch accada dissi a
pap. Lui mi lanci un'occhiata di compassione mentre
faceva spazio tra i cimeli sulla mensola del caminetto.
E invece s, basta volerlo si intromise lo zio comparendo
dalla cucina con il grembiule e lo straccio per
i piatti in mano. E sai che c'? aggiunse. Il tuo tono
non mi piace. Aveva le mani rosse a causa dell'acqua
bollente; andava fiero della sua resistenza alle
temperature pi elevate. Io ero a cavalcioni di Mambo
addormentato sul pavimento e lo zio mi si piazz di
fronte. Con la coda dell'occhio vidi pap che se la svignava
- non tollerava granch le concioni del fratello.
Le aspettative della gente comune non mi sfiorano
nemmeno continu lo zio. E si sedette sul divano
spingendo da parte Bachelor, mentre aspettava che le
posate da asciugare diventassero meno roventi - scottavano
persino per lui.
Quando avevo quindici anni venni colpito da un
fulmine; mi trovarono parecchie ore dopo disteso in
un campo, che ancora fumavo. Fu cos che diventai
una specie di portafortuna, un talismano. Alcuni dicono
che i miei poteri sono persino superiori a quelli
della Medaglia della Madonna miracolosa.
E mi punt contro un dito - la sua sicumera mi premeva
forte sul petto.
Come ti permetti di mettere in dubbio col tuo pessimismo
i grandi misteri della vita? A me basta sapere
che riesco a farmi passare il mal di denti - devo solo
volerlo.
Due giorni dopo ritorn Bingo. Scese di corsa dal
taxi e si precipit in casa chiamando a gran voce pap.
Mamma corse ad abbracciarlo inciampando nella vestaglia
che le strisciava per terra.
Vedere pap che, tutto orgoglioso, appendeva al
muro una pagina di quaderno incorniciata che recitava:
Al Fantastico Charlie Flanagan, con gli auguri pi
affettuosi. Karl Malden, 2 giugno 1983 smosse qualcosa
dentro di me.
Oh, mio Dio, sei un vero portento! E un fenomeno
questo ragazzo! proclamava la mamma al mondo. E
tu che dicevi che non ci sarebbe riuscito mi disse con
un'occhiata di disprezzo mentre mi avvicinavo al caminetto
per vedere meglio.
Come hai fatto? chiesi a Bingo, impegnato a respingere
le folle adoranti.
Qual  il verso del gufo? mi disse zio Tom prima
di sputare su un panno per pulire la cornice che racchiudeva
il pi grande tesoro di pap.
Non lo so, dimmelo tu che lo sai di sicuro.
Be', dovresti saperlo: tu sei un gufo ribatt con
iperbolica pacatezza.
Bingo cominci a raccontare come fosse riuscito ad
avere l'autografo, mentre mamma e pap, tenendosi a
braccetto, lo guardavano estasiati, come se fossero su
una nave da crociera al chiaro di luna, cullati dalla
dolce musica di Bing Flanagan.
Le ho provate tutte. Sono andato in tutti i ristoranti
e in tutti gli hotel pi esclusivi della citt, ho girato
per i locali notturni, fatto un sacco di telefonate, ho
persino evocato lo spettro del Falco pur di trovare
Malden, ma niente. In certi momenti  stata dura, credetemi
disse in tono grave ma attento a non darsi
troppe arie. Io lo ascoltavo e scuotevo la testa.
Era l'ultima sera, stavo ormai per arrendermi. Non
c' pi niente da fare, mi dicevo; ma ero cos convinto
di riuscirci che non mi davo pace. Perch non doveva
succedere, se me l'ero messo in testa? Non potevo essermi
sbagliato, non aveva senso. Avevo il volo la mattina
dopo, era finita. E cos ho deciso di andare nel negozietto
all'angolo a comprarmi un'aranciata, quella
che mi piace tanto - avete presente, no?.
Mamma e pap annuirono - la dispensa era impraticabile
a causa delle casse di aranciata di Bingo.
Comunque, prendo l'ascensore, depresso e sconfitto...
ora capivo cosa significa essere Collie butt l
con una battuta poco divertente, ma che strapp a
mamma un ululato di approvazione - Lenin ne fraintese
il significato e si lanci all'attacco del povero Bachelor.
L'ascensore si ferma all'ottavo piano. Io sono cos
abbacchiato che tengo la testa bassa, ma nel veder entrare
un paio di scarpe enormi alzo lo sguardo, e me lo
trovo l davanti. Non riuscivo a crederci!.
Era Karl Malden?. Pap era sbalordito come se
Dio gli fosse apparso in sogno. Quante probabilit
avevi di incontrarlo?.
Praticamente zero risposi.
E una persona meravigliosa, pap, molto affascinante,
proprio come te lo immaginavi tu....
Cosa ti dicevo? esult pap.
Charlie, lascialo finire intervenne mamma, esasperata.
Quando gli ho raccontato la storia, si  gasato pure
lui come me. Appena usciti dall'hotel, ha fermato uno
studente, gli ha chiesto un foglio e mi ha fatto l'autografo.
Mi ha ringraziato per averlo reso tanto felice.
Ci scommetto che lo star ancora raccontando in
giro concluse pap. Non mi sorprenderei se tutta
Hollywood fosse venuta a sapere questa storia; anche
Kirk Douglas la star probabilmente raccontando ai
suoi amici.
Un vero miracolo - qualcuno dovrebbe informare
il papa dissi.
Pap non mise mai in dubbio l'autenticit dell'autografo
e del racconto di Bingo. Era assolutamente convinto
che suo figlio fosse capace di far saltar fuori Karl
Malden come un coniglio dal cilindro - in fondo per
lui la vita non era altro che trucchi e magie.
Io non sapevo cosa pensare. E non lo so nemmeno
adesso, anche se nel corso degli anni ho cambiato il
mio modo di guardare alle cose. Alla fine l'autografo
spar; si perse come si perde a volte un tesoro.
Chiss dov' finito. Mi piacerebbe saperlo.
...
.
...
CAPITOLO 13.
...
.
...
Qualche sera dopo il trionfale ritorno di Bingo da San
Francisco, chiam il direttore di una casa discografica di
Boston per invitarci a una festa. L'avevo gi incontrato
un paio di volte perch era il fratello maggiore di un
mio compagno di Andover; e anche Bingo lo conosceva
per via del fratellastro, con cui aveva diviso la stanza
all'Upper Canada College. Grazie alla fama di Peregrine
Lowell, io e mio fratello eravamo invitati ovunque - concerti,
presentazioni librarie, vernissage, feste.
Ci sar davvero di tutto disse a Bingo al telefono -
parlava cos forte che lo sentivo dall'altra parte della
stanza. Non solo musicisti, ma anche scrittori, artisti,
giornalisti, gente dell'editoria, avvocati... Si parler di
cose molto interessanti... ti divertirai.
Ehi, Coll, si parler di cose molto interessanti!.
Bing voleva convincermi ad andare con lui.
Ges! Ma quell'altro l'ha preso per Sartre? pensai
sfogliando distrattamente una rivista di musica.
Di, Collie, ti prego! mi supplic. Magari c' anche
Stevie Nicks.
Adesso sei tu a chiedermi un piacere, eh? E se ti
mando anch'io a quel paese come hai fatto tu l'altra
sera sulla spiaggia, quando ti chiedevo di rallentare? O
quando mi hai costretto ad andare da solo alla festa
del Falco?.
Di, su, un po' di senso dell'umorismo! Forza, andiamoci!.
Perch ci tieni tanto che venga anch'io? Non puoi
andarci da solo?.
Andiamoci insieme! Ci divertiremo, vedrai. Non ti
lascer in pace fino a che non mi dici di s.
Ma s, al diavolo! Tanto non avevo niente di meglio
da fare.
E cos, appena arrivati, Bingo venne subito preso in
trappola da una tizia dotata di un istinto predatorio
particolarmente sviluppato - mio fratello piaceva alle
donne di tutte le et, per ragioni che di solito mi sfuggivano.
Eccolo l, in un angolo, braccato da questa
scrittrice femminista trentenne e sovrappeso, con lui
che mi lancia occhiate perch vada a trarlo in salvo.
La nostra cacciatrice non portava il reggiseno e indossava
salopette e stivali di gomma - uno stile che
credevo esistesse solo nella fantasia degli sceneggiatori
di sit-com. Era una tettona, con dei capelli impresentabili,
rasati sopra le orecchie e con una sottile frangetta
sulla fronte; era il taglio che mio padre definiva il casco
della premenopausa.
Cazzo, Collie,  una tortura solo guardarla in faccia!
si lament Bingo in un raro momento di tregua.
Sei tale e quale pap! Comunque sei tu quello
esperto con le donne - di sicuro te la saprai gestire.
Gestiscila tu.
Cosa c', Bing? Non ti diverti a parlare di cose molto
interessanti? Scusami, ma adesso vado a sondare la
profondit intellettuale della chioma rossa l nell'angolo.
Divertito, lo lasciai ai suoi affari e tornai a dibattere
con un critico musicale appena sbarcato dalla California:
lui sosteneva che Mick Jagger era il migliore animale
da palcoscenico di tutti i tempi, mentre io, per
puro spirito di contraddizione, replicavo che era Robert
Plant.
Ma ecco che a un certo punto arriva lei, col suo vitino
sottile e un dcollet da urlo. Il nome non importa
- credetemi, lo conoscete: una teppista di ventotto anni,
gi reginetta di bellezza, alcolista, tossica, spacciatrice,
groupie, fidanzata vistosa di professione. Era fresca
fresca di galera: un anno e mezzo per via di una
faccenda conclusasi con la morte per overdose del
figlio diciottenne di una famosa rockstar - a quanto
pare le piacevano giovani.
Punt dritta su Bingo. Oh, non dirmi niente, lasciami
indovinare... mani fredde, cuore caldo cinguett
prendendogli la mano - intanto si sbottonava
la camicetta - e tenendogliela stretta giusto un tantino
pi del necessario, quanto bastava per mandarlo in
fibrillazione. Bingo si appoggi a me e sentii che gli
cedevano le ginocchia mentre guardava la nuova arrivata
che infliggeva un colpo d'anca alla scrittrice femminista.
Quella si vendic tuonando contro le vacchette
che fanno colpo solo perch hanno il collo lungo e
la gonna corta.
Il bersaglio degli strali scoppi a ridere. Lei sapeva
esattamente cosa voleva, e io lo sapevo meglio di lei;
ma Bingo no, non ne aveva la pi pallida idea. Lo aveva
gi in pugno, quella sua aria da ragazzino la eccitava.
Non era stato difficile: era una professionista, capace
di cavarti il sangue senza che tu nemmeno te ne accorgessi.
Verso mezzanotte ce ne andammo via con lei. Mi
chiedo cosa mi frullasse per la testa in quel momento.
Mi andava bene cos, un po' per pigrizia, un po' perch
trovavo conferma delle peggiori cose che pensavo
di mio fratello. Una parte di me voleva sputtanarlo,
l'altra mi diceva che non dovevo lasciarlo solo in quella
avventura.
Mi misi al volante, Bingo sal dietro con lei. Li sentivo
bisbigliare, ridere, sbaciucchiarsi, e intanto cercavo
di escogitare qualcosa per finire presto la serata.
Dopo un quarto d'ora ci fermammo davanti a un
edificio basso e fatiscente, illuminato solo da un lampione.
Il prato sul davanti, senza un filo d'erba, era
disseminato di sacchi della spazzatura a brandelli, con
i rifiuti che arrivavano a riversarsi sul marciapiede.
Una folata di vento sollev il bordo di uno dei sacchi
neri e da dentro spuntarono gli occhietti di un topo.
Sul davanzale di una finestra a pianterreno, in un vaso
di plastica rosso, c'era una stella di Natale.
L'ingresso aveva le pareti scrostate ricoperte di
graffiti e un pavimento di linoleum arancione lurido e
sconnesso.
Dove abiti? le chiesi.
Al terzo piano, appartamento 306.
Le porte dell'ascensore si aprirono a fatica. Dentro
c'era un tipo sulla sessantina che si strusciava con una
ragazza sui diciotto.
Salite? ringhi quello; non aveva un dente in
bocca.
Facciamo le scale risposi. In un angolo dell'ascensore
c'era una chiazza di vomito.
Cazzo! sbottai schifato. Bingo, eccitato come un
bambino allo zoo, scavalc tranquillamente un paio di
bermuda abbandonati sui primi gradini.
Nell'appartamento mancava l'aria, c'era puzza di
gatto. Lei ci disse di accomodarci. Io feci per declinare
l'invito, ne avevo abbastanza, ma Bingo era di un altro
parere; gli lanciai un'occhiataccia, mi fu ricambiata, e
lui rimase l impalato.
Ero seduto su una poltrona sfondata, mentre quell'altra
rovistava dentro degli armadietti e faceva sfoggio
di una rauca logorrea.
E stato terribile. Era un bravo ragazzo diceva in
modo spudoratamente insincero a proposito della faccenda
del suo arresto. Mi offr un caff porgendomi
una tazza tutta sbeccata; io rifiutai cortesemente. La
stessa tazza fu invece entusiasticamente accettata da
Bingo, che la colm di cucchiaiate di zucchero.
Non metterti troppo comodo che smammiamo tra
cinque minuti gli dissi sottovoce quando lei and un
attimo in camera sua. Mi rispose con una una smorfia;
esasperato, alzai gli occhi al cielo.
Vaffanculo, Collie sussurr, senza rabbia; intanto
lei era tornata e gli si era appiccicata addosso, spalla
contro spalla. Poi si tolse le scarpe e si mise a strusciargli
i piedi mentre lui canticchiava pacifico.
Era Beat out Dat Rhythm on a Drum, una delle preferite
di pap. Ma lei nemmeno lo sentiva, era troppo impegnata
con i preliminari. Bingo colse il mio sguardo.
Lui era tutto un fremito, lei giocava con i suoi capelli,
li scompigliava con le dita come brezza nell'erba alta.
Tutta la stanza sembrava vibrare.
Bingo mi sorrise; continuava a canticchiare, malizioso...
Io lo ignorai. A lui piaceva questa situazione.
All'inizio ero davvero gasata gracchiava intanto
quella in merito alle sue scelte professionali. Altrimenti
rischiava di fare la cassiera per tutta la vita.
Mi scopavo i ragazzi della band, e loro in cambio
mi passavano la roba; poi si sono stufati, e i ruoli si sono
invertiti. Per restare nel giro, dovevo essere io a rifornirli.
E cos ho fatto concluse con una scrollata di
spalle.
Quanti anni avevi? ero solo io a fare domande.
Sedici. Ripensandoci adesso, ero una ragazzina stupida,
egoista, sempre in cerca di guai. Credevo di avere
diritto a uno stile di vita che non mi ero guadagnata.
Ecco che le tornava utile lo psicologo del carcere.
Io ero in stato confusionale, ma loro... - sospir
in modo melodrammatico - ... loro erano malvagi.
Non dissi niente. Lanciai un'occhiata a Bingo. Lei
lo stava accarezzando sulla coscia, su su fino all'inguine.
Proprio come te....
Di, Bing, andiamo mi intromisi. Bingo stava
sempre pi sprofondando contro il consunto schienale
del divano.  tardi dissi tirandolo per un braccio
per farlo alzare.
Ehi, fece lei trattenendolo mi puoi prestare cento
verdoni?. Il tono era supplichevole. Poi te li restituisco,
mi servono davvero... come ieri.
Bing sembrava leggermente sorpreso, esitante; ma
quella poteva stare tranquilla: se volevi farti dare dei
soldi da lui bastava chiederglieli. Lei prese il suo drink
e schiacci nervosamente il mozzicone sul fondo della
tazza del caff. Dimmi cosa vuoi. Vuoi scopare? Devo
succhiartelo? Guarda che non ho mica problemi.
Bingo trattenne il respiro, come quando qualcuno ti
arriva alle spalle e ti infila le mani fredde sotto il maglione.
Poi mi guard e scoppi a ridere di gusto, come un
ragazzino senza ritegno, n segreti, almeno per me.
Ero in piedi, con le mani in tasca; sentire le chiavi
della macchina era rassicurante.
Comincia a scendere, Collie mi disse lui sorridendo.
No, ce ne andiamo tutti e due. Il mio sorriso era
tirato.
Grazie, sto bene qui. Si gir verso di lei che sfoggiava
il suo sguardo libidinoso.
Bingo... stai scherzando spero.... Allargai le braccia,
incredulo.
Coll, smamma.
D'istinto l'avrei sbranato, ma cercai di calmarmi e mi
lasciai avvolgere dalla calda coperta dell'indifferenza.
Va bene dissi tranquillamente. Addio, questa 
l'ultima volta che ci vediamo, pensai. Sai che cazzo
me ne frega di come va a finire la tua love story.
Ci vediamo, Coll fece lui con un cenno di commiato.
Mi chiusi dietro la porta - in sottofondo c'era la
risata etilica di lei.
Arrivato al pianoterra, ero giunto alla conclusione
che se non fossi tornato indietro sarei finito di sicuro
all'inferno. Bingo era in una situazione pi grande di
lui, dovevo andare a riprenderlo. Certo, il mio istinto
mi diceva di mandarlo affanculo, ma io sono il re dei
ripensamenti.
Feci le scale a due gradini alla volta. Un cattivo presentimento
mi strizzava le budella. Arrivai davanti all'appartamento
a tempo di record, con il cuore in gola
picchiai forte con i pugni. Ero in iperventilazione, sicuro
di trovarlo stecchito sul pavimento in overdose di
sesso e della merda che quella spacciava l dentro. Mi
misi a urlare: Apri o butto gi la porta! - battuta
non proprio originale, ma sincera.
Finalmente si apr uno spiraglio. Infilai dentro un
piede, entrai, diedi una spallata a lei e afferrai Bingo
per trascinarlo via; quella nel frattempo urlava e mi
picchiava in testa il cartone del latte, imbrattandomi
capelli, faccia e camicia. Bingo imprec e punt i piedi,
ma non era una resistenza troppo convinta.
Eravamo sulla via di casa; io guidavo mentre lui stava
stravaccato sul sedile di fianco e guardava fuori dal
finestrino senza dire una parola. Ogni tanto gli lanciavo
un'occhiata, avevo voglia di sentirgli dire qualcosa,
mi piace sapere sempre che cosa sta pensando l'altro.
Alla fine gli mollai un calcio sulla caviglia, solo per avere
la sua attenzione.
Collie.
S?.
Sei uno stronzo.
Prego, non c' di che.
La prossima volta aspetta almeno dieci minuti prima
di fiondarti dentro....
Ah, ecco... Cosa vuol dire la prossima volta? Non
sono mica un sanbernardo del cazzo, Bingo!.
Invece s. Lo sapevo che saresti tornato a prendermi.
Be', allora ne sapevi pi di me.
Assolutamente s....
S s, guarda che sto parlando seriamente.
Ma non mi stava pi ascoltando. Mi venne addosso e
mi diede una leccata sulla guancia da fare invidia ai cani
pi grossi e bavosi di mamma. Cos adesso, oltre che
di latte, ero impiastrato anche di saliva.
Cristo santo!. Mi asciugai con la manica e gli stritolai
la coscia; lui scoppi a ridere.
Mi misi a ridere anch'io; non riuscivamo pi a smettere.
...
.
...
CAPITOLO 14.
...
.
...
La mattina dopo mi alzai presto, era un po' che mi
giravo nel letto senza riuscire a dormire, e la prima cosa
che vidi fu la data sul calendario appeso alla parete:
7 giugno 1983. I miei e lo zio dormivano ancora, i cani
russavano alla grande in ogni stanza della casa.
Incontrai Bingo che stava uscendo con Mambo. Erano
le otto.
Cosa fai oggi? gli chiesi.
Niente. Vado a fare un giro, magari incontro qualcuno.
Perch?.
Avevo appena parlato al telefono con Huntington
Rosie Ferrell, un amico d'infanzia; l'avevo svegliato.
Era figlio di un magnate dell'acciaio e viveva vicino a
Boston, ma aveva casa anche sull'isola. Eravamo uno
pi annoiato dell'altro. A quei tempi la noia era per
noi quasi una professione.
Quella notte l'aria si era rinfrescata parecchio e noi,
per qualche imponderabile motivo, avevamo alla fine
deciso per una gita alle Grotte del Canarino morto,
l sulla terraferma, un complesso di caverne scavate
dal fiume e con un nome poetico.
C'eravamo stati altre volte, non era una grande impresa,
soprattutto per due ragazzi cresciuti in riva all'oceano
e superficiali quanto basta.
Vuoi venire anche tu? chiesi a Bingo, che mi guard
sorpreso. Lo ero anch'io per averglielo chiesto.
Stai scherzando o dici sul serio? Vuoi che venga anch'io
con te e Rosie?.
Perch no? Senti, se non ne hai voglia....
Certo che ne ho voglia! Ci vengo eccome. Dai, andiamo
e si precipit fuori. Diversamente da me, Bingo
non si annoiava mai, era sempre entusiasta. Ehi,
Coll,  perch ieri sera ti ho dato una slinguata sulla
guancia?.
Smettila, se no non ti porto.
Scusa. Comunque ormai hai preso un impegno.
Non farmici pensare.
Pu venire anche lui? mi chiese lanciando una tenera
occhiata a Mambo, che saltava come un matto e
moriva dalla voglia di unirsi a noi.
Non se ne parla. Lasciamoli a casa i cani almeno
per una volta. Ti do cinque minuti per raccogliere i
tuoi stracci, poi me ne vado.
Mi dispiace tanto, Mambo disse Bing spingendo
dentro il cane con la coda tra le gambe, che rest l a
fissarlo da dietro la zanzariera. Poi, a malincuore,
chiuse anche la porta di legno - quante zanzariere
aveva sfondato Mambo per correrci dietro.
Poverino sospir mentre ci avviavamo verso la
macchina. Poi si ferm di colpo, mi prese per il gomito
e mi guard con quei suoi occhi irrequieti.
Di, mica muore tagliai corto, inspiegabilmente
infastidito da quel suo eccesso di compassione.
Non  che  uno scherzo per vendicarti di ieri sera,
e tu e Rosie avete intenzione di portarmi da qualche
parte e poi mollarmi l?.
Non cominciare a rompere le palle; se non hai voglia
di venire.... Alzai in alto le mani e mi caddero le
chiavi della macchina. Bingo si tuff in avanti e le prese
al volo prima che sprofondassero nella sabbia scura,
ancora umida per la pioggia notturna.
No no, ho voglia di venire. Per non mi va che voi
due mi piantiate di nuovo in asso in mezzo al nulla,
tanto per divertirvi un po'. Mi guardava serio, giocherellando
con le chiavi. Io scoppiai a ridere ripensando
a quella volta che, dopo un concerto, lo mollammo in
una stazione di benzina nei pressi di Framingham.
Ma no... oh Cristo... smettila di pensare sempre a
te stesso. Ho di meglio da fare che progettare scherzi a
Bing Flanagan!.
Scroll le spalle e riprese a camminare, di nuovo
ciarliero, sciolto e leggero come se stesse lanciando in
aria un aquilone. Scavalc con un salto la portiera della
decappottabile e balz dentro.
No, tu non guidi dissi quando lo vidi scivolare
verso il posto di guida e accendere il motore. E pensare
che mi ero proposto di essere pi paziente con lui,
di non dargli sempre in testa come facevo di solito; ma
i miei buoni propositi erano svaniti di colpo.
Perch no? Solo fino al traghetto....
No. Tu la mia macchina non la guidi. Levatelo dalla
testa.
Visto che non si muoveva, gli tirai una gomitata nelle
costole. Cristo! fece lui toccandosi il torace con
una smorfia e al tempo stesso ridendo, mentre io lo
spingevo verso il sedile del passeggero. Raccolse da
terra una ciambella sbocconcellata e me la spiaccic
addosso, impiastrandomi la faccia e i capelli di marmellata.
Stronzo! feci. Tentai di rilanciargli la ciambella,
con lui che si copriva il volto con le mani. Adesso ridevamo
tutti e due.
Non eravamo ancora partiti e stavo gi pensando di
mollarlo da qualche parte.
Ehi mi disse toccandomi la spalla. Hai sentito?.
Frenai. Dalla casa veniva un lamento triste e sommesso:
era Mambo che piangeva.
Collie, guardalo!.
Mi girai e lo vidi in piedi sul tavolo di cucina che ci
guardava dalla finestra. Faceva uno strano effetto quell'enorme
lupo rosso e nero che ci fissava immobile
con i suoi occhi d'ambra persi dentro il muso nero.
Quel cane  pazzo. Poi mi misi a urlare: Non ne
posso pi di cani pazzi e di gente ancora pi pazza!.
Che diavolo ti prende? Somigli sempre pi alla
mamma ogni giorno che passa.
Ti d di volta il cervello? Se c' una persona al
mondo a cui non assomiglio per niente  proprio la
mamma!.
Se lo dici tu, Coll.... E sprofond sul sedile sbattendo
le scarpe incrostate di sabbia sul cruscotto.
Mentre filavamo sobbalzando lungo la stradina dal
fondo ghiaioso, Bingo guardava il cielo e il mare - entrambi
avevano il colore della rena bagnata, e la linea
dell'orizzonte spariva ogni volta che si alzavano le onde
grigie che quasi lambivano la strada. Di quando in
quando gli lanciavo un'occhiata furtiva, ma lui faceva
finta di niente.
Con il vento nei capelli imboccammo la via principale
che correva tra due file di alberi lungo la baia.
Sull'acqua increspata dondolavano le barche dei pescatori.
Coll, attento!. Bingo si tir su di colpo e mi indic
una tartaruga azzannatrice di dimensioni spropositate,
impegnata ad attraversare la strada. Frenai, ma
prima che la macchina si fermasse, lui era gi sceso e
correva dalla tartaruga. La sollev prendendola per il
carapace e si mise dal mio lato, quasi sbattendomi in
faccia quel bestione che puzzava di marcio e sibilava
con la bocca spalancata.
Cristo, Bing! gridai tirandomi indietro. Lui torn
di corsa sul bordo della strada, la ributt in acqua e
mont in macchina.
Magnifico, adesso puzzi ancora pi del solito sbottai.
Al che lui si asciug le mani sulla mia maglietta.
Vaffanculo.... Accelerai di colpo mandandolo a
sbattere contro lo schienale e mi diressi a tutto gas verso
la casa di Rosie.
Andavamo veloci, il vento era fresco e sapeva di mare,
il volume della radio era al massimo. Non c'era modo
di parlarsi - troppo rumore -, perci rimanemmo
in silenzio, ciascuno nel suo brodo. Ogni tanto ci
scambiavamo un pugno, uno scappellotto, e Bingo
tamburellava sul sedile al ritmo della musica.
La traversata in traghetto fu fredda e umida, col mare
mosso. Appena sbarcati scoppi un temporale che
minacci di mandare tutto all'aria, ma poi venne fuori
il sole. Giusto perch Rosie insisteva, decidemmo di
prendere la sua nuova macchina, una Mustang decappottabile,
e lasciammo la mia parcheggiata nel vialetto
della residenza invernale di Rosie.
Nel giro di una ventina di minuti avevamo bucato.
Tocc a Bingo cambiare la gomma; io e Rosie, dal
bordo della strada, gli davamo istruzioni a casaccio.
Poi lo facemmo mettere dietro, sacrificatissimo,
accatastandogli tutte le nostre cose sopra.
Ges, Coll, non mi sento pi le gambe! si lament
a un certo punto. Possiamo scambiarci di posto
per un po'?.
Cosa? Stai scherzando?. Diedi un ultimo morso a
una mela e mi gettai alle spalle il torsolo; gli fin sulla
tempia.
Lui allora me la spiaccic in testa; sentii un rivolo di
succo che mi colava per la guancia. Feci per saltargli
addosso e l'auto cominci a sbandare - se si va a centocinquanta
all'ora non  il caso di fornire distrazioni
alla guida.
Andate affanculo, teste di cazzo. Rosie sterz di
colpo, rimise la macchina in posizione, e il mio collo
sbatacchi di qua e di l; Bingo sbatt la testa da qualche
parte e se ne usc con un Ahi! non troppo sofferto.
Vaffanculo, Ferrell. Strappai di testa il berretto dei
Red Sox di Rosie e lasciai che se lo prendesse il vento.
Eravamo nel pieno di quello che passava per un tipico
scambio di cortesie nel rozzo ambiente giovanile - in
pratica, tre scimmioni dai capelli luminosi, scarti della
migliore educazione offerta dal privilegio di classe.
Ehi, Bingo, so che hai conosciuto Zan, la ragazza
di Collie. Cosa ne pensi? chiese Rosie imboccando
una stradina di campagna lunga e stretta.
Carina, elegante.
Perch quando dici elegante di una ragazza suona
sempre come un dispregiativo? gli chiesi guardandolo
dallo specchietto retrovisore.
 un po' wasp disse rivolto a Rosie.
Ma se  cattolica! Cosa cavolo dici? feci.
Mah, mi sembra che se la tiri un po', non so.
Se una ragazza ha la tessera della biblioteca e i capelli
in ordine per te  una wasp sbuffai.
Cosa vuoi dire?.
Voglio dire che di ragazze non capisci un cazzo.
E nemmeno di tutto il resto, eh, Collie?. Si sporse
in avanti, ma io non mi girai.
Di, non cominciate voi due si intromise Rosie.
C' dell'altro, oltre alla taglia di reggiseno. Volevo
l'ultima parola.
Dev'essere bello sentirsi sempre il campione della
moralit ribatt Bingo. Con la coda dell'occhio colsi
la sua occhiata truce.
Basta! Volete chiudere quel cazzo di becco?. Rosie
ne aveva abbastanza.
Verso le dieci ci fermammo a una stazione di servizio
dove prendemmo la nostra colazione - Gatorade e
caramelle. Bingo intanto era sparito da qualche parte.
Ma dove diavolo  finito quello? chiese Rosie.
Io mi misi a smadonnare. Faceva sempre cos. Gli
diamo cinque minuti, e poi ciao.
Ehi! Aspettate!... Ehi!. Appena acceso il motore
Bingo sbuc di corsa da dietro l'angolo del negozio,
portandosi appresso una sorridente brunetta in minigonna
nera.
Merda! sbott Rosie appena li vide nello specchietto.
Eravamo infastiditi: Bing, sebbene lentigginoso e
mentalmente instabile, rimorchiava pi di chiunque
altro, e senza sforzo.
Non  che tutte le relazioni devono ridursi a una
scopata in ascensore gli dicevo, sapendo di parlare al
vento.
Una volta l'avevo visto emergere da un confessionale
di St. Basil con un ghigno compiaciuto e una tipa
molto carina.
Una giusto cos. Adesso per la Quaresima la smetto
col sesso aveva spiegato.
Ges, Bing, ma  un sacrilegio!.
Non come lo faccio io! aveva risposto allegro.
Come lo faccio io  un sacramento.
Pu venire anche lei? chiese Bingo, trascinando
per la manica Erica, la nuova amichetta.
E dove si siede? gli chiesi rivolgendo alla fanciulla
un sorriso a denti stretti.
Bingo salt dietro, se la prese in braccio, e si dedic
giulivo alle presentazioni.
Bella, la macchina! disse quella. Rosie ringrazi
con un cenno del capo forzatamente cortese.
Un'altra che si gasa per una macchina - ci mancava
solo questa.
Non sei proprio in tenuta da speleologa provai a
buttare l.
Abito lungo la strada, a circa un miglio da qui.
Bing mi ha detto che potevo fare una corsa a casa a
cambiarmi... ci metto un minuto. Va bene per voi?.
Ma certo rispose Bingo. Per Collie e Rosie va benissimo.
Vero ragazzi?.
Ci scambiammo uno sguardo omicida; stringevo i
pugni per la rabbia.
Nessun problema rispose Rosie.
Wow, siete messi bene a soldi, ragazzi fece Erica
dando un'occhiata attorno, avvinghiata a Bingo.
Oh s. Non  meravigliosa la vita? disse Bingo.
Erica rise alla battuta, un classico del Fantastico Flanagan.
Bing, con i suoi lineamenti delicati, il fisico slanciato,
i modi disinvolti e l'inflessione aristocratica, aveva
l'aria di uno appena sceso da uno yacht ormeggiato
lungo la costa italiana.
Mi voltai per fulminarlo con lo sguardo, ma a lui
non fregava niente. Ero l'unico a riconoscere la forte
somiglianza con pap in quella miscela alchemica di
fascino dozzinale e di trucchetti da quattro soldi che
trasudava dietro lo smalto delle apparenze.
Erica lavorava nel negozio della stazione di servizio
e voleva mettere da parte i soldi per andare al college
e diventare fisioterapista. Non la smetteva di parlare e
di dire banalit, per era piuttosto simpatica. Il fatto
che avesse rovinato i nostri piani quasi mi andava bene,
perch non c'era niente che mi facesse pi piacere
del sentirmi esasperato da mio fratello.
Lo specchietto laterale mi rivel che i due dietro ci
stavano dando dentro. Niente di cos spinto da far arrossire
un'educanda, ma sufficientemente inopportuno
da darmi il pretesto per affibbiargli una botta in testa
quando quella spar in casa per cambiarsi.
Ehi, come sei puritano! fece lui sfregandosi l'orecchio.
Dev'essere una cosa genetica, come dice pap.
Sei un tipo particolare di cattolico irlandese....
Che puttanata! La tipica stronzata da Fantastico
Flanagan!.
Un po' puritano lo sei, ammettilo. Non  una stronzata.
Certo, rispetto a Bingo, il Marchese de Sade sembrerebbe
un tipo ammodo. Tutto quello che chiedo 
un po' di decoro, ecco, un po' di ritegno. Capisco che
il concetto sia estraneo alla nostra famiglia, ma non sarebbe
male se se ne tenesse conto.
In quel momento comparve sulla porta Erica, in pantaloncini
e felpa. Un saluto a sua madre ed era di nuovo
in macchina.
Per esplorare una grotta bisogna essere magri, in caso
di passaggi molto stretti. La nostra attrezzatura consisteva
in due torce elettriche e niente casco; della
pioggia non ci preoccupavamo. Ero gi stato in queste
grotte con Rosie e un percorso lo conoscevo a menadito,
perci ero sicuro che non avremmo avuto problemi.
Ci ponemmo la questione se prendere le corde,
ma concludemmo che non ci servivano - era una gita,
mica una cazzo di roba alla Stanley e Livingstone. In
quelle grotte i genitori ci portavano persino i bambini!
All'imbocco, un'angusta apertura nella roccia calcarea,
eravamo gi nei casini. Bingo sarebbe passato per
la cruna di un ago; io non ero cos smilzo, ma comunque
sufficientemente magro, come pure Erica. Rosie
invece aveva bevuto qualche birra di troppo negli ultimi
tempi e rimase incastrato.
Bing da fuori prov a spingerlo gi mentre io da sotto
lo tiravo per la gambe, ma non c'era niente da fare,
il suo culone non si muoveva.
Voi due mi volete uccidere! urlava con la faccia
sempre pi rossa.
Mi faceva talmente schifo che l'avrei lasciato l per sempre.
 un'inutile perdita di tempo sbuffai sollevandomi
per tornare in superficie. Intanto avevo raccolto
da terra un bastone con cui sondai le soffici trippe di
Rosie.
Andiamo a cercare un'altra entrata fece.
No,  troppo pericoloso. Non abbiamo l'attrezzatura
necessaria. E poi conosco solo questo percorso
risposi.
Ma di, Coll, dov' il tuo senso dell'avventura? fece
Bing in tono scanzonato lanciando un'occhiata alla
sorridente Erica. Si capiva perch i due avevano voglia
di scendere l sotto.
Che cosa c'entra l'avventura? sbottai. Non sappiamo
cosa c' qui sotto. Se finiamo nei casini, non sapremo
come venirne fuori. Non voglio fare la fine degli
esploratori della domenica, quei deficienti che restano
sotto al buio a girare a vuoto per tre giorni prima
che qualcuno li trovi.
Con tutta la strada che ho fatto, io provo a cercare
un'altra entrata. Venite anche voi? chiese Bingo agli
altri due.
Io s rispose Erica, fissandomi con aria di sfida.
Senza volerlo, distolsi lo sguardo.
Ges, farsi umiliare da una ragazza!
Che cazzo, Coll! Di, siamo arrivati fin qui... disse
Rosie tirandosi in piedi e spolverandosi i jeans sporchi
di terra.
Cristo, abbiamo fatto due ore di macchina, non
una scalata sull'Himalaya. Ma quegli altri erano gi l
che cercavano una nuova entrata.
Tutto mi diceva che era un errore. Mi sentivo in preda
all'agitazione quasi fosse una specie di orticaria. La
mia pelle era tutto un prurito, io non volevo andare,
eppure li seguii. Che significa questo? Il mio corpo mi
mandava segnali d'allarme e io facevo finta di niente?
Ci ho pensato per anni, e l'unica spiegazione che mi
son dato  che Dio, prima di distruggerti, ti fa venire
un prurito dell'inferno.
Qui sopra!.
Guardai su. Vidi per un attimo la testa di Bingo,
che spar subito. Lui urlava di gioia, gli altri stavano ridendo.
Mi avvicinai. Cristo, Bing, sei proprio una testa di
cazzo gli dissi incredulo.
Era l sotto al buio, a circa due metri e mezzo di profondit,
e puntava la torcia elettrica nella nostra direzione.
Aveva visto una fessura nella roccia ed era subito
saltato dentro, cos, senza pensarci, senza neanche
avvisare gli altri. Non potevo crederci.
E bestiale qui sotto! diceva.
Mi chinai sul bordo e guardai gi.
Di, salta! fece.
Sei impazzito? E poi come facciamo a venirne fuori?
Come cazzo la trovi una via d'uscita?.
Oh, Collie, ce ne sono un casino di vie d'uscita.
Perch ti preoccupi tanto? Laggi in fondo si vede
una luce. Mal che vada possiamo seguire l'acqua fino a
dove sbuca all'aperto. Forza, Erica, ti prendo io! Di
che ce la fai! Salta!.
Erica esit un attimo, fece un risolino nervoso, poi
chiuse gli occhi e si lasci cadere gi.
Uno due tre... cont Rosie, e salt anche lui, atterrando
con un tonfo.
Ehi,  la prima volta che sento tremare la terra rise
Bingo. Di, Collie,  tutto okay. Di l, dietro la curva,
si vede una cascata di luce.
 vero, Bingo ha ragione fece Rosie. Vedevo la
sua faccia illuminata dalla torcia. Queste grotte sono
molto porose. Ci sono aperture dappertutto.
Mi presi il mio tempo.  in quel momento che un
pensiero mi attravers la mente. Non saprei dire quale
pensiero fosse - ho passato al setaccio quella giornata
migliaia di volte, potrei raccontarne ogni secondo, ma
per quanto mi sforzi, a qualunque stratagemma ricorra,
non riesco a ricordare che cosa stavo pensando
l'istante prima di saltare gi.
Ci che mi ricordo  che seguii il sentiero tracciato
dalle risate di Bingo.
Avete finito? chiesi a Bingo vedendolo spuntare
dal buio con le ginocchia sporche di fango, i capelli
gialli per la polvere, gli occhi che facevano luce come
una lanterna a olio. Dietro di lui, Erica, la ragazza in
amore, disponibile, che Bingo aveva raccattato per
strada e aveva voluto portare con s a tutti i costi.
Credo di essere innamorato esult. Poi mi prese la
testa fra le mani e mi stamp un bacio sulla fronte,
mentre Rosie e Erica, sorpresi, si misero a sghignazzare.
Di, Collie, facciamo sesso! mi grid Bingo. Tutti
scoppiammo a ridere, ma nessuno era pi divertito di
lui.
S s, okay, buffone, per adesso diamoci una mossa
gli dissi spintonandolo. Dobbiamo trovare una via
d'uscita nel giro di due ore. E mi avviai per il percorso
tortuoso che al di l della curva portava verso quella luce
che brillava laggi in fondo, da qualche parte.
Solo allora mi accorsi che Bing zoppicava.
Cosa c'? gli chiesi.
Mi fa male. Nel fare il salto si era slogato la caviglia.
Sei proprio un coglione! Cazzo, Bing, come fai se
dobbiamo arrampicarci?.
Tranquillo, mi darai una mano tu rispose convinto.
Sapeva di poter contare su di me.
Stavamo seguendo uno stretto, lungo pendio che
scendeva fino a dove scorreva l'acqua. Giunti a met
trovammo un passaggio molto angusto che ci diede
del filo da torcere. Bingo scivol e cadde due volte; dopo
tre ore di marcia aveva la caviglia gonfia e livida e le
dita dei piedi fredde.
Ahi! url afferrandomi un braccio, quando gli tastai
delicatamente il piede nella semioscurit.
Cristo, Bing, dev'essere rotta.
Ma no,  soltanto slogata disse guardando Erica -
si fingeva coraggioso per fare colpo.
Parla il grande esperto! Ti dico che  rotta.
Povero piccolo lo consol Erica, e gli diede un
bacio sulla fronte.
Gli tesi una mano e lo aiutai a tirarsi su. Mettimi
un braccio attorno al collo.
Arrancammo cos per un po'. A parte qualche battuta
spiritosa Bingo era stranamente silenzioso, non gridava,
non cantava, non faceva il buffone. Era strano
vederlo in quello stato.
Come va? gli chiesi.
Lasciami qui a morire rispose. Non ce la faccio
pi a camminare. Andate avanti e cercate di salvarvi almeno
voi. Se mi viene fame, posso sempre rosicchiarmi
un braccio.
Smettila, pezzo di idiota! Su... montami in groppa!
gli dissi chinandomi.
Grazie, Coll.
Vorrei che fossi il mio, di fratello mi fece Erica
con un sorriso.
No, non ti conviene ribattei.
Poco pi avanti sentivamo il fragore dell'acqua. Appena
girata la curva ci trovammo di fronte una pozza,
molto profonda per via della pioggia, continuamente
alimentata da due spumeggianti cascate. Sulla sua superficie
delle correnti contrastanti creavano vorticosi
mulinelli. A una estremit la pozza si restringeva per
dividersi poi in alcune rapide che si immettevano in
un torrente impetuoso. Pi in l l'acqua era illuminata
dalla luce - a quanto pareva, usciva dalla grotta e si riversava
nel fiume.
Ai piedi di una delle due cascate c'era un grosso macigno.
Entrai in agitazione.
Rosie, ti ricordi cosa ci aveva detto il professor Morrison
a proposito dell'acqua aerata?. Morrison era il
nostro insegnante di geografia a Andover e ci aveva
portato a esplorare alcune grotte.
Acqua aerata? Ma di che cazzo stai parlando?.
 un'acqua in cui non si pu nuotare. Cercai di
ricordare che cosa ci avesse detto esattamente il professore.
Bisogna stare attenti in una pozza come questa,
dove c' una cascata. Soprattutto se vicino c' una
roccia o un tronco - lo vedi quel masso laggi?  una
cosa del tipo che le correnti formano un buco nell'acqua
e tu vieni risucchiato sul fondo. Ti ricordi che ci
aveva parlato di quel tizio in Australia che prov a uscire
a nuoto da una grotta, ma era annegato perch l'acqua
era aerata?.
No, ricordo vagamente che ci diceva di stare lontani
dalle dighe. Mai sentita questa storia dell'acqua dove
non si pu nuotare. Ma come cazzo ti vengono in
mente simili storie?.
Di, anch'io vorrei saperlo disse Bingo scivolandomi
via dalle spalle. Sei un menagramo, Collie. Non
essere sempre cos pessimista!.
Mettere in guardia a ragion veduta non  un difetto
ribattei.
Bing fece un plateale gesto d'insofferenza, e Rosie
scoppi a ridere, un po' troppo divertito.
Li lasciai perdere e mi guardai attorno per cercare
di capire se fosse meglio proseguire oppure tornare
indietro e aspettare di incontrare qualcuno che potesse
aiutarci.
Non era una bella situazione. L'unico modo per evitare
la pozza e le cascate era di inerpicarci verso la luce.
Sopra di noi c'era una cengia di roccia calcarea,
stretta e resa scivolosa dal muschio. Girava attorno alla
sommit delle cascate e poi saliva gradualmente fino a
quelle che sembravano delle aperture nella volta della
grotta. Speravo solo che fossero larghe abbastanza per
poterci passare.
Ma come diavolo poteva farcela Bingo, con la sua
caviglia?
Mi lesse nel pensiero. Chi se ne frega! Posso sempre
uscire a nuoto.
Sei pazzo?  troppo rischioso, potrebbe essere quell'acqua
strana che dicevo prima, dove non riesci a stare
a galla e affondi dritto come un sasso.
Io posso nuotare dappertutto insist lui, scrutando
la spuma ribollente.
No che non puoi. Dal mio tono trapelava una certa
disperazione. Non se ne parla neanche, Bing. Arrampichiamoci,
ti aiuto io. Lascia stare quella pozza.
Cominciammo a salire. Io tenevo ben stretto Bingo,
cos stretto che le mani mi erano diventate bianche e
le dita mi facevano male; lo stringevo con tutta la forza
che avevo, per paura che si tuffasse. Penso che lo sapesse
anche lui, perch mi strinse un po' pi forte.
Tranquillo, Collie mi disse a un tratto. Non far
cazzate. Per ce la potevo fare, sai. Posso trattenere il
respiro all'infinito, se  necessario.
S, lo so.
Anche io e Rosie nuotavamo bene, ma Bingo! Bingo
era il miglior nuotatore che avessi mai conosciuto, riusciva
veramente a trattenere il respiro all'infinito. Aveva
cominciato a fare immersioni in apnea fin da bambino,
quando aveva in qualche modo superato le crisi di
asma che per poco non l'avevano mandato al creatore.
Perfino io dovevo ammettere che era qualcosa di
fantastico vederlo nuotare nelle secche lungo la spiaggia.
Scivolava a fior d'acqua senza quasi incresparla,
aggraziato e silenzioso come i pesciolini d'argento.
Stavo a guardare incantato il ritmo veloce delle pinne
- la sua unica attrezzatura - mentre scendeva sotto,
con i polmoni pieni d'aria, il respiro e il battito rallentati.
Accelerati invece erano il mio respiro e il battito,
acceleravano, per il panico di non vederlo riaffiorare,
dopo quattro, cinque, sei minuti.
Era quasi una magia, che aveva molto successo alle
feste: Bingo passava met della serata con la testa immersa
in un secchio pieno d'acqua e l'altra met a
esplorare i segreti di quasi tutte le ragazze, che facevano
la fila per godere di quel privilegio. La sua magia si
esprimeva in molti modi. Mi sarebbe piaciuto averne
un po' anch'io: non c'era nessuna magia in me.
Gli spruzzi che investivano le rocce ci bagnavano, faceva
freddo. Bingo batteva i denti anche per il dolore
alla caviglia.
Tutto okay? gli chiesi mentre avanzavamo lentamente
lungo lo stretto sentiero.
No.
Due o tre volte rischiai di scivolare. Decidemmo che
era meglio se Bingo camminava anzich farsi portare;
non mancava poi tanto.
Una volta superate le cascate, ti prendo in groppa
per arrivare in cima, dove c' l'apertura gli promisi.
Ci mettemmo in fila: io, Bingo che zoppicava, Erica
e Rosie, che continuava a lamentarsi.
Chi ha avuto questa idea del cazzo? Merda, Bingo,
ci hai messo in un bel casino, ti ucciderei. Quass si
congela, cazzo! Dove diavolo  l'uscita?. Rosie aveva
gi iniziato a perdere l'entusiasmo quando era rimasto
incastrato.
Piantala gli dissi. Cos non sei di nessun aiuto.
Avevi voglia anche tu di tentare questa piccola avventura,
fino a quando non hai scoperto che c'era da
muovere il tuo culone. E, per inciso,  proprio per colpa
del tuo culone se adesso siamo nella merda.
Bing mi guard, piacevolmente sorpreso della mia
sfuriata in sua difesa.
In quel momento sentii Erica lanciare un gridolino
- una specie di guaito che era seguito a un lungo respiro.
Le era scivolato un piede. Bing si butt istintivamente
per trattenerla, e per il brusco movimento perse
a sua volta l'equilibrio. Io vidi bene la scena, e feci
per lanciarmi verso di lui... troppo tardi.
Collie...  tutto quello che disse Bingo mentre cadeva,
nella sua voce non c'era traccia di panico; era l,
accanto a me, a mezz'aria, il tempo si era come fermato.
Ero cos vicino che potevo toccarlo, e forse lo toccai.
Credo di s; gli sfiorai la punta delle dita, ne sono
certo. E poi era in acqua, con l'impatto che sollevava
uno spruzzo blu nero argento e i suoi capelli castani
che scomparivano sotto la superficie gorgogliante, in
quel rumoroso calderone di correnti in collisione.
Bingo! gridai. Ma il mio grido era un sussurro,
pallido ed esangue come me, impercettbile in mezzo
a quel frastuono.
Bingo!... Bing! gridarono Erica e Rosie.
Cristo! Collie!. Rosie mi guardava: si aspettava
che io intervenissi.
Fa' qualcosa! mi url Erica.
Era come una raffica di spari. Bang! Cade gi Bingo.
Bang! Si tuffa Erica. Cristo santo, Erica, cosa fai? Bang!
Si tuffa Rosie. Rosie, tu eri quello vigliacco, ricordi? Lo
sanno tutti che non vali una merda secca! Cosa fai? Ti
metti a fare l'eroe, maledizione? Rosie, torna indietro!
Bang bang bang! E sparirono tutti e tre nei vortici dell'acqua
buia. Tutti e tre. Cosa pensavano? E io, cosa
pensavo, schiacciato contro la roccia?
Collie!. Eccolo! L'avevo sentito gridare!
Ero aggrappato al bordo della cengia, la roccia era
frastagliata e aguzza, i palmi mi sanguinavano. Per un
attimo il sole filtr attraverso l'apertura e illumin
qualcosa sulla superficie dell'acqua.
Eccolo! gridai puntando il dito. Ma nessuno mi
poteva sentire, a parte me. Scesi incespicando fino a
una sporgenza a sbalzo sull'acqua, nel punto dove
l'avevo visto sparire, e aspettai. Sapevo che Bingo era
capace di trattenere il respiro all'infinito. Pensai a tutte
le possibilit, tranne che a tuffarmi anch'io.
Per gli altri non c'era pi niente da fare; erano normali
esseri umani. Ma Bing no, lui era diverso. Bingo
era un mago. Restai l cos per un tempo interminabile,
tutto tremante - vomitai, mi pisciai addosso.
Aspettai fino a quando si spense la torcia elettrica e
fui solo al buio. I soli rumori erano il gorgoglio
dell'acqua e i lugubri gridi degli uccelli notturni che svolazzavano
in circolo sopra la caverna. Non riuscivo pi
a tenere su la testa, affondai sulle ginocchia, bagnato e
ricoperto di muschi, freddo come un sasso del fiume.
L'unica luce era quella della luna che tremolava sulla
superficie dell'acqua cupa. Sopra di me svolazzavano
degli uccelli neri.
Quando venne meno la torcia capii che Bingo non
c'era pi. Era rimasto in fondo alla pozza, con il volto
rivolto all'ins, verso la luce riflessa sulla superficie
dell'acqua. La sua pelle, le sue labbra, le unghie delle
dita erano diventate blu. Il respiro si era fermato. La
circolazione si era fermata. Il cuore si era fermato. Le
cellule del cervello spente una dopo l'altra.
Dovevo cercare aiuto. Riuscii non so come ad arrampicarmi
su per la cengia e ad arrivare fino all'apertura.
Ma non potevo lasciarli l soli nella grotta. Mi trov
la mattina dopo un gruppo di escursionisti, che
chiamarono i soccorsi.
Rosie e Erica li trovarono subito, gi nel fiume. Per
Bingo ci volle pi tempo. Ero l quando i sommozzatori
della polizia lo tirarono fuori. Tra le mani stringeva
la mia catenina, con la medaglia di san Francesco
d'Assisi, il protettore degli animali. Me l'aveva strappata
dal collo mentre cadeva. Aveva cercato di aggrapparsi
a me, come io avevo tentato di afferrarlo. Ma nel
pugno gli era rimasta solo la bont e il coraggio di un
altro, non di suo fratello.
Niente, non c'era pi niente da fare. Bingo era morto,
questa era la verit. Era bianco, quasi trasparente,
con una venatura blu, puro blu irlandese, sotto gli occhi
e sulle guance. I capelli pieni di sabbia adesso erano
tutti tirati indietro, via dalla fronte, lisci e luminosi.
Non avevo mai visto una simile immobilit.
Pensavo che la morte somigliasse al sonno. Ma niente
in Bingo faceva pensare che stesse dormendo; sembrava
essersene andato via lontano, lasciandosi dietro
un enorme vuoto. Da un angolo della bocca gli usciva
dell'acqua. L'acqua gocciolava da ogni parte del suo
corpo e aveva inzuppato la sabbia tutt'attorno.
Si sta sciogliendo dissi, e il pensiero mi riemp di
terrore.
Aveva un taglio sottile e profondo, una piccola mezzaluna
che da sopra l'occhio gli arrivava fino allo zigomo,
cos perfetta che sembrava disegnata dal bisturi di
una mano esperta. Dalla ferita filtrava acqua, non sangue.
Mi chiesi se il sangue non fosse diventato acqua,
mi chiesi.
Sarei rimasto l, lo giuro su Dio, ad aspettarlo per
sempre. Non avrei mai voluto lasciarlo. Ma arriv qualcuno
che mi prese e mi port via.
Bingo aveva paura, di questo sono sicuro. Quand'era
piccolo, aveva paura di tante cose: si metteva a
tremare se vedeva un'ape, o se doveva andare dal dentista,
o a farsi tagliare i capelli.
Zio Tom gli aveva insegnato un limerick che parlava
di un topolino che viveva in un bar e sbucava fuori
la notte a bere la birra che si era rovesciata sul pavimento.
Dopodich, tutto soddisfatto, ruggiva: Portatemi
qui quel maledetto gatto!.
E cos, ogni volta che aveva paura, Bingo diceva:
Portatemi qui quel maledetto gatto!.
Funzionava. Tutti pensavano che Bingo non avesse
paura di niente - tutti tranne me e zio Tom.
Io mi dicevo che poteva stare tranquillo. Che non
era solo. Aveva accanto a s quel maledetto gatto.
...
.
...
CAPITOLO 15.
...
.
...
Mi portarono a casa due poliziotti, o almeno cos mi
sembrarono. Anche in borghese erano riconoscibili
dalle frasi di rito smozzicate, i baffi d'ordinanza e la
mancanza di spirito - per quanto neanch'io fossi in vena
di facezie.
Pap aspettava sulla veranda.
Mi strinse forte al petto e cominci a piangere.
Mentre stavo l al buio, impotente e a disagio tra le
sue braccia, vidi l'ombra di Sykes. Mi salut con un
debole scodinzolio, poi si alz su due zampe per consolare
pap. Ma quella sera niente al mondo poteva
dare conforto.
La zanzariera si chiuse di colpo alle mie spalle e la luce
della cucina mi abbagli, con i cani che sciamavano per
la stanza e abbaiavano sotto lo sguardo esterrefatto dei
due poliziotti. Jackdaw e Mambo continuavano a spiare
dietro di me, in cerca di Bingo. Dopo un po' i cani si
calmarono, e a uno a uno si accucciarono rumorosamente
- tanti piccoli mucchi di pelo e ossa. Torn la
quiete. Si sentiva solo pap che continuava a piangere
e i due poliziotti che si schiarivano la gola e ogni tanto
chiedevano se volevamo un prete cattolico o un pastore
protestante, o magari un bicchiere di acqua.
Pass un bel po' di tempo prima che mia madre si
decidesse a comparire sulla porta della sala da pranzo.
Appena mi vide vacill, come se avesse perso l'equilibrio,
e sollev le mani sopra la testa, in modo strano,
come se stesse camminando su una fune a strapiombo
sul Grand Canyon. Poi lanci un urlo terribile, dal profondo
della gola, il rumore di un meccanismo rugginoso,
e solo in quel momento mi resi conto che i miei genitori
non sapevano quale figlio fosse annegato.
Con gli occhi immobili, come due stanze senza finestre,
mi venne vicino, alz un braccio, e mi colp con
una forza tale da scaraventarmi contro la parete e fracassarmi
in due punti la mandibola.
I cani, di colpo impazziti, ci piombarono addosso:
latravano, ringhiavano, spingevano; alcuni, scatenati,
si azzuffavano tra loro, rotolando avvinghiati, come
palle, per tutta la stanza.
Vacillai di lato; non sentivo male, all'inizio, e poi
all'improvviso mi collass addosso il mondo intero
tanto era il dolore. Mi appoggiai alla parete con le ginocchia
che cedevano e scivolai lentamente sul pavimento;
i vestiti bagnati tracciarono un ampio, scuro
segno sul vecchio intonaco.
Cazzo! esclam il poliziotto pi robusto.
Dio mio, Anais! ansim pap accorrendo al mio
fianco.
Ehi tu, iena, lascialo stare!. Zio Tom barcoll in
cucina, con addosso quei suoi mutandoni lunghi - era
rimasto tutto il tempo fuori dalla porta ad ascoltare,
appoggiato allo stipite. Gli occhiali di traverso, strascicava
le parole e puzzava di urina, cos ubriaco che non
riusciva a stare n fermo n diritto. Era al terzo o quarto
giorno di delirio alcolico.
La resurrezione! disse. Poi, tutto sbilenco,
puntando l'indice al cielo con un gesto drammatico, declam:
Voi, gente di poca fede! Non  morto. Risorger.
Vedrete!.
Cristo santo, Tom, cos non ci sei di nessun aiuto.
In ginocchio accanto a me, pap si copr il volto con le
mani e si sfreg gli occhi come se volesse cancellare
tutto quello che aveva davanti.
Nulla  cambiato! Nulla  cambiato! continu zio
Tom. Il mondo  lo stesso di questa mattina. Lui ha
fatto colazione con me. Gli ho preparato uova e pancetta.
All'occhio di bue, come piacciono a lui. Ha
mangiato due focaccine alla cannella. Ha bevuto una
spremuta d'arancia.
Si mise a canticchiare: Tom Flanagan sta preparando
per Bingo uova e pancetta... Tom Flanagan sta preparando
per Bingo uova e pancetta....
Maledizione, Tom, sei impazzito? Sei rimasto per
giorni rintanato in camera tua, guardati! Sei tutto bagnato
di piscia, il tuo materasso  putrido, hai appestato
tutta quanta la casa!. Pap alz le braccia prima in alto,
poi in fuori, tracciando un'ampia V, abbracciando il
mondo intero.  cos che onoriamo la morte del nostro
ragazzo? Con la puzza di piscia di Tom Flanagan?.
Quanto a me, mi mancava il fiato, faticavo a respirare,
ingoiavo sangue. Provai a tirarmi su, ma avevo Sykes
addosso che mi leccava la faccia. Sporgendomi in
avanti vomitai. Avevo le mani e la faccia imbrattate di
sangue e terra.
Sei stato l a guardare mentre lui andava sotto, vero?
Avresti dovuto distogliere lo sguardo. Se uno sta a
guardare dalla finestra rischia di prendersi una secchiata
di sangue in faccia disse lo zio chino su di me,
con gli occhi gonfi.
Perch  toccato a lui? chiese mia madre ai poliziotti.
Poi si volt verso di me e mi inchiod con i suoi
occhi spiritati e feroci. Perch non  successo a te?.
Parlava con un filo di voce, quasi non riuscivo a sentirla.
Poi gir indietro gli occhi, lasci andare le braccia,
si pieg sulle ginocchia - il viso pallido, i capelli lisci,
le dita dei piedi arricciate - e cadde con un tonfo terribile,
come quando cede un'impalcatura. Per poco
non fin addosso a Tom che gi era inclinato come il
Titanic.
Avete visto? disse lui scansandosi, e ondeggiando
and ad aggrapparsi alla maniglia della porta pi vicina.
Mi voleva uccidere. Lo diceva sempre. Arrestate
questa donna! Per tentato omicidio.
Oh Ges,  la Notte dei Cristalli, questa! Anais!
Anais! gridava pap mentre insieme ai poliziotti cercava
di allontanare un cane via l'altro da quel corpo
inerte. Poi croll in ginocchio accanto a lei e le appoggi
le mani sulle spalle.
Se non l'arrestate voi, lo far io! delirava lo zio.
Tu sei pazzo, non lo vedi che  morta? gli url pap.
Poi, rivolto ai poliziotti: Voglio che quest'uomo
sia tratto in custodia.  probabile che i due sbirri si
stessero chiedendo se non fossero per caso morti anche
loro, senza saperlo, relegati in qualche angolo dimenticato
del purgatorio.
Calmatevi disse alla fine quello pi piccolo. Avete
avuto tutti uno shock terribile... be', una serie di
shock... aggiunse confuso.
Se la Chiesa cattolica ha potuto riesumare papa
Formoso nove mesi dopo la sepoltura, trascinarlo in
concilio con l'accusa di spergiuro, e condannarlo, allora
posso anch'io far arrestare una morta. Zio Tom
non si fermava pi, non era capace di fermarsi - era come
uno di quegli autolavaggi: acqua, sapone, spazzole,
rulli e aria calda, da ogni parte e a getto continuo.
Accasciato sul pavimento guardavo la scena. Stringendo
la mandibola rotta con la mano sporca di sangue,
mentre fiumi di lacrime mi inondavano la faccia
sporca di terra, vedevo mia madre, l davanti a me, piccola
e immobile. Il suo volto era bianco, i capelli una
massa scura, le labbra leggermente dischiuse lasciavano
intravedere i denti di sotto, e attorno i poliziotti
che cercavano di tener lontani i cani. Zio Tom si afflosci
su una sedia e rest l a fissare la mamma. Pap si
alz in piedi, vacillando.
Punch, uno dei barboncini, mi spingeva sui polpacci
con le zampette anteriori nel tentativo di rimettermi in
piedi. Gli altri cani stavano l attorno, volevano vedermi
eretto, volevano che le cose tornassero a essere quelle
di sempre. La porta a zanzariera sbatteva per il vento.
Alla fine pap e i due poliziotti riuscirono a cacciare
sulla veranda i cani, che si misero ad abbaiare contro
la porta chiusa e a prendere a musate le finestre. Era
rimasto solo Lenin che simile a Cerbero faceva la guardia
alla mamma e minacciava di sbranare chiunque si
avvicinasse, compreso pap, che alla fine and a sedersi,
appoggi la testa sul tavolo e cominci a piangere.
Zio Tom era sparito.
Cosa diavolo  questa bestia? Un orso? mi chiese
uno sbirro quando Lenin, ringhiando, fece per saltargli
addosso. Scrollai le spalle e farfugliai qualcosa; non
riuscivo a parlare, cercavo di tenere insieme la faccia.
Lenin poteva benissimo essere un orso - dire che un
pastore del Caucaso  un cane  come dire che un gorilla
 una scimmia. Un pastore del Caucaso amava
precisare la mamma non  un labrador.
Dovevo fare qualcosa. Cominciai a trascinarmi lungo
il pavimento sotto lo sguardo vigile di Lenin. Gli accarezzai
il muso e lui dimen la punta della coda, poi,
pi rilassato, si accucci accanto alla mamma e cominci
a leccarle la faccia. A Lenin non era mai piaciuto
che mia madre si alzasse tardi, e di pomeriggio le saltava
sempre sul letto, le si accoccolava a fianco e le leccava
la faccia fino a che si svegliava.
Arrivarono le ambulanze. L'ultima immagine che
ho della mamma  quella di lei stesa sulla barella con
Lenin che, in piedi sulle zampe posteriori, continua a
leccarle la faccia, aspettando che si svegli.
Prima che si chiudessero le porte dell'ambulanza,
guardai in alto la finestra della camera di Bingo. Era
spalancata. Sentii aprirsi tutte le finestre della casa,
una dopo l'altra, e le tende muoversi al vento.
Poi si apr la porta sul retro e i cani irruppero dentro.
L'ultima cosa che vidi fu zio Tom sulla veranda,
davanti alla porta spalancata. Tutte le porte, tutte le
finestre erano spalancate. La mamma e Bingo erano liberi
di andarsene, nessuna porta, nessuna finestra poteva pi trattenerli.
...
.
...
CAPITOLO 16.
...
.
...
Ripresi i sensi qualche ora dopo, con la testa che
pulsava e la mandibola fasciata, sotto la luce violenta
di una stanza d'ospedale che non smetteva di girarmi
attorno. Sentivo le infermiere bisbigliare fra loro; i postumi
dell'anestesia e il leggero odore di alcol mi davano
la nausea. Mio padre, chino su di me, era ubriaco
fradicio. I capelli simili a un orizzonte frastagliato e la
sua rubiconda faccia celtica a due centimetri dalla
mia, mi parlava come un personaggio della commedia
La mia via.
Su su, Collie...  stata una cosa terribile per te. Sei
appena uscito dalla sala operatoria. Tua madre, che
Dio la benedica, ti ha dato una bella botta, con tutta la
forza della disperazione, la follia di chi  gi in un altro
mondo. Ma adesso ti rimetterai, c' qui il tuo pap,
penser lui a tutto. Non ti devi preoccupare. La mamma
e Bingo sono in paradiso; scommetto che ci sono
cani anche lass, vero, Collie? Adesso non devi sforzarti
di parlare. E non devi neanche pensare. Non devi
pensare a niente; pensa solo che provveder a tutto il
tuo pap, che  tutto sotto controllo,  tutto a posto
disse strascicando le parole e cacciando indietro i singhiozzi.
Io lo fissavo - adesso capivo cosa intende la gente
quando parla di terrore improvviso.
E non mi interessa cosa dicono gli altri, tu sei il pi
coraggioso di tutti, e mi batter fino alla morte contro
chiunque sostenga il contrario. Se ti fossi tuffato, saresti
morto anche tu.
Mi prese la mano. Non mi sono mai sentito cos orgoglioso
di te, Collie. Scoppio di orgoglio per mio
figlio. Sei stato pragmatico. Non permettere a nessuno
di dire il contrario.
Ondeggiando malsicuro, prese dalla tasca posteriore
un mazzo di carte scolorite. Pensa una carta, Collie,
e pescane una.
Nel tentativo di mantenersi eretto, cominci a oscillare
avanti e indietro, lament di non sentirsi bene, e
mi piomb sul petto, con tutti i suoi novanta chili,
sparpagliando le carte sul letto. Era svenuto. Mi copriva
la faccia - non riuscivo a respirare, mi sembrava di
avere infilato la testa in un sacchetto di plastica. Vedevo
le stelle, ormai ero rassegnato a morire l cos,
quando mi vide un'infermiera. Con l'aiuto di un inserviente
me lo lev di dosso - mi sentii sollevato dal peso
del mondo intero. I due guardarono mio padre e scossero
la testa disgustati.
Chiusi gli occhi e persi i sensi. Passarono ore, giorni
forse. La prima faccia che vidi fu la mia, nei lineamenti
sfocati del grande e potente Peregrine Lowell, l davanti
a me.
Vorrai sapere cos' successo a tua madre, suppongo
esord. Pare sia morta per una cardiomiopatia
da stress, tipica delle donne di mezza et che hanno
subito uno shock traumatico - ho fatto presente ai medici
che  successa la stessa cosa anche a Re Lear, ma
non credo abbiano capito cosa volevo dire. Non  sempre
letale, ma nel caso di tua madre lo  stata.
Inspir profondamente, espir lentamente, come
se cercasse di controllare la respirazione.
Adesso, Collie, lascia che ti dica una cosa: niente di
quello che  successo  colpa tua disse fissando il basco
nero che rigirava tra le dita. Poi aggiunse guardandomi
negli occhi: Ora, posso anche capire che qualcuno
voglia caricarti del fardello della colpa. In fondo
 stata tua l'idea di andare a esplorare quella grotta, di
portarci anche tuo fratello, pi giovane e inesperto, di
avventurarti in modo cos rischioso, senza pensare alla
vostra sicurezza.
Appoggi il basco e cominci a lisciare le lenzuola,
spianando ogni piega; e poi tirandole sui bordi con tale
cura che mi sembrava di essere chiuso in un baccello.
E in seguito a tutto ci, non solo  morto tuo fratello,
ma anche tua madre e gli altri due ragazzi, tra
cui l'unico nipote maschio di Telfer Ferrell. Tua madre,
su questo non ho dubbi, adesso sarebbe ancora viva,
se non avesse subito lo shock della morte di Bingo,
una morte orribile, oltre che prematura. Tacque e
guardando le lenzuola ben tirate accenn un mezzo
sorriso - probabilmente era soddisfatto di avermi immobilizzato.
Poi si chin, mi guard dritto negli occhi,
mi appoggi una mano sul braccio destro - era il mio
unico arto scoperto - lo infil sotto le lenzuola e mi
rimbocc le coperte fino al collo.
Vista la strage, si potrebbe commentare cos: grazie
a Dio non l'hai fatto di proposito. E mi fin con
un sorriso.
Vestito di scuro dalla testa ai piedi, il nonno sembrava
una bottiglia di cognac. Mi facevano quasi male gli
occhi a guardarlo, cos alto snello ed elegante.
A parte questo, sappi che non ti do la colpa per
quanto  successo, e che non ti considero un vigliacco
per non aver cercato di salvare tuo fratello. Hai fatto la
cosa giusta. Esit un istante, poi aggiunse: O, quantomeno,
speriamo che la tua decisione sia stata ben
calcolata e non un atto di codardia - su questo ti concedo
il beneficio del dubbio, anche se qualcuno potrebbe
non essere altrettanto generoso. E una questione
che riguarda la tua coscienza; ve la vedrete tu e
Bing nell'altra vita; ammesso, naturalmente, che i cattolici
vadano in paradiso, ma questa  un'altra faccenda.
Allora, ci siamo capiti?.
Mi si riempirono gli occhi di lacrime, mi si annebbi
la vista - fu una reazione involontaria a tutto il dolore
che provavo. Il Falco, impaziente, tamburellava
con le dita sullo schienale della sedia.
Bene, la questione  chiusa. Perci in autunno si
torna agli studi; adesso ti devi concentrare sul tuo futuro.
Appena ti laurei ti aspetta un lavoro presso uno dei
giornali. Voglio che impari bene il mestiere. Ho dato
disposizioni per farti dimettere; ti porto a casa, sei rimasto
abbastanza in questo maledetto ospedale... e
guardandosi attorno allarg le braccia disgustato.
Il Falco disprezzava tutti quanti i medici - non aveva
mai superato l'umiliazione di una colonscopia che
aveva fatto a cinquantanni. Secondo lui, quell'esame
era un atto di sodomia clinicamente autorizzato, e da
allora non era pi stato da un medico.
Vieni a stare da me disse in tono vago, e guard
fuori nel corridoio, apparentemente distratto da un
qualcuno, che per non esisteva. E quello che vorrebbe
tua madre... soprattutto adesso aggiunse. Sapeva
perfettamente che per mia madre mandarmi a
Cassowary era lo stesso che mandarmi all'inferno, la giusta
punizione per quanto era successo.
Cosa c'? mi chiese girandosi verso di me e notando
la mia fronte corrucciata. Storse la bocca per
l'esasperazione.
E pap? E zio Tom? scrissi con mano tremante
sul bloc-notes che tenevo accanto a me sul comodino.
Non riuscivo a tenere dritte le spalle, ero cos stanco
che lo sforzo di respirare mi riemp ulteriormente gli
occhi di lacrime.
Il nonno lesse il foglietto, lo strapp dal taccuino,
poi lo stracci in tanti pezzetti che lasci cadere sul pavimento.
Cosa c'entrano loro?. E si diresse verso la porta,
soddisfatto dal mio silenzio forzato. Non c'era mai stata
tanta concordia tra noi due come in questo incontro.
Ci fu un funerale congiunto per mia madre e per
Bingo a Boston, nella stessa chiesa dove mamma e pap
si erano sposati. Le due lucide bare vennero disposte
davanti all'altare, l'una accanto all'altra, cos vicine
che si toccavano. Io ero seduto in prima fila, con la
faccia gonfia color melanzana. Da una parte avevo zio
Tom: sobrio, lo sguardo lucido, perfettamente in ordine.
Aveva l'odore dell'aria fredda. Dall'altra sedeva il
nonno: guanti e sciarpa di seta attorno al collo per
proteggersi dal virus del cattolicesimo. Di pap nemmeno
l'ombra.
Imperdonabile! sibil il Falco dandosi una spolverata
al vestito e scrutando i banchi per calcolare i
presenti.
Pap arriv a met della messa. Barcollando, percorse
a zig zag la navata centrale, inveendo contro i
preti e gli ospiti del Falco, poi si ferm davanti a me
con fare minaccioso.
Mi hai dato l'ultima pugnalata nella schiena, vigliacco
schifoso! Hai lasciato annegare il tuo fratellino,
che valeva mille volte te, e hai ucciso tua madre, le
hai dato una pugnalata al cuore. Continua cos, vigliacco
traditore bastardo, lo conosco il tuo sporco
gioco!.
Pap, ti prego... pensai dentro di me, senza aprire
bocca, meravigliandomi della mia ingenuit nel ritenere
che le cose non potessero peggiorare.
Signor Flanagan, lei  ovviamente sconvolto... intervenne
uno dei sacerdoti.
Risparmiati le tue stronzate da prete ribatt pap.
Un mucchio di pederasti, ecco cosa siete! Non
riconoscereste la volont di Dio neanche se cadesse dal
cielo a mordervi quel culo raggrinzito.
Con il volto paonazzo, il gesuita ammutol e, abbandonando
l'atteggiamento di benevolenza, fece cenno
al servizio d'ordine in fondo alla chiesa di accompagnare
fuori pap.
Non appena quelli gli vennero vicino, pap, che
non concepiva l'idea di ritirarsi con dignit - La dignit
diceva sempre  l'ultimo rifugio dei mascalzoni
-, cominci a mulinare le mani.
Intanto il coro continuava a massacrare l'Ave Maria.
I cattolici non sanno cantare! I cattolici non sanno
cantare! url pap accomiatandosi dall'assemblea,
con la voce che riecheggiava dal vestibolo.
Mi sentivo gli occhi del mondo intero puntati sulla
nuca. Povero Collie, cosa ci si pu aspettare da uno
che si  recentemente distinto per codardia morale e
fisica? E cosa dire di quel miserabile irlandese di suo
padre, quell'alcolista pazzo furioso? Il figlio avr senza
dubbio preso da lui.
Tornato a casa del nonno, fui oggetto di un'infinita
sequela di domande premurose e di mormorii compassionevoli
da parte di persone che facevano fatica a
guardarmi in faccia. Io annuivo, accennavo ogni tanto
un sorriso, poich in simili occasioni vesto sempre le
buone maniere. Attorno a me la conversazione diventava
un ronzio sempre pi assordante e uniforme, come
il canto spietato delle cicale a ferragosto.
Povera Anais,  morta di crepacuore sentii che dicevano
due signore, amiche del Falco. Lo adorava
quel ragazzo. Il suo cuore non ha retto.
Ho sentito che  stata lei a rompere la mandibola
al figlio maggiore. Ti rendi conto? Doveva essere fuori
di s per il dolore. Che tragedia, mi vengono i brividi
solo a pensarci. La sua morte sembra una maledizione
contro il povero Colin....
L'amica la guard sorpresa. Non ti sembra di essere
un po' melodrammatica? Su, Anais non era una zingara,
dopo tutto. A proposito, credo che il ragazzo si
chiami Collier.
Smisi di ascoltare e mi ritirai nello studio. Mi sedetti
davanti alla finestra e guardai fuori.
I giapponesi chiamano quello che era successo a
mia madre takotsubo, che significa trappola per il polpo.
Il ventricolo sinistro si gonfia come un pallone -
vista in un'angiografia, la parte di cuore colpita ricorda
l'anfora tradizionalmente usata per pescare i polpi.
Quando mamma era morta, aveva lasciato uscire il
polpo - avevo gi cominciato ad avvertire la forza soffocante
dei suoi tentacoli.
Dopo un po' venne a cercarmi Ingrid, la governante,
che, cingendomi con un braccio le spalle, mi riport
nel corpo principale della casa, tra gli ospiti.
Non devi restare da solo mi disse.
Era una giornata di sole, faceva molto caldo. Entrai
nella sala da pranzo rivestita di legno di ciliegio, e mi
misi vicino alla finestra aperta. Le tende ondeggiavano,
ma la brezza era calda come lana. Tutti erano imbarazzati,
turbati - ogni loro impacciata cortesia suonava
come uno scottante rimprovero.
Mi sentivo ardere dentro, come se stessi per prendere
fuoco. Allora tornai di sopra nella mia stanza, mi sedetti
sul bordo del letto e mi accarezzai la mandibola
rotta. Ero avvilito. Avevo gli occhi sbarrati ma non vedevo
niente. Era buio attorno a me.
Collie!. Una pioggia di sassolini colp la finestra
della mia stanza.
Tirai la tenda e guardai gi. Era pap, un Romeo
debosciato che perorava una sua poco fulgida causa.
Collie disse schiarendosi la gola. Vengo subito
al dunque. Puoi prestarmi un venti? Era una finzione,
quella che vivevamo. Tua madre ha prosciugato quasi
tutto il suo patrimonio anni fa, lo ha investito in comunisti.
Era tuo nonno che ci manteneva, per adesso
ha congelato i fondi, lasciandomi praticamente senza
un centesimo, a parte un misero onorario mensile,
che basta a malapena per il cibo dei cani.
Gli feci cenno di aspettare. Presi dal cassettone il
portafoglio e tirai fuori tre pezzi da venti, tutto quel
che c'era. Li piegai uno per uno a forma di aeroplano,
li lanciai dalla finestra, e restai l a guardare il loro dolce
atterraggio - uno strano volo di soccorso - mentre
pap saltava di qua e di l per afferrarli a mezz'aria.
Sei un tesoro, Collie. Non me ne dimenticher.
Sono un uomo distrutto, ma non ho perso la mia integrit.
Non mi lascio comprare e, per Dio, non avr
mai un padrone. Non lasciarti mai mettere i piedi in
testa da nessuno, Collie, anche se ci proveranno in tutti
i modi, quei bastardi! Promettimi che non ti arrenderai
mai, Collie!.
 duro arrendersi quando non hai nemmeno cominciato
a lottare. Io non ero pap - pap non era capace
di subordinazione.
Collie mi disse; fece per andarsene, si ferm e,
senza guardarmi - io ero sempre l alla finestra che tenevo
indietro la tenda -, infil i biglietti nel portafoglio.
Sta' tranquillo, non ti devi sentire in colpa. Non  stata colpa tua.
Non dissi niente, ero concentrato sul suo profilo
che si stagliava contro il sole. Sapevo che la mattina
dopo avrebbe di nuovo dato la colpa a me, perch una
parola affettuosa di pap ti inquietava quanto il bacio di un mafioso.
Tua madre ti voleva bene, Collie si lasci sfuggire,
come se volesse scusarsi di qualcosa.
Da qualche parte in lontananza un cane abbai.
Be', - pap faticava a trovare le parole - se certe
volte dava l'impressione di preferire tuo fratello, era
solo perch era convinta che fosse la reincarnazione
del suo setter irlandese... ah, come gli piaceva!.
Il cane continuava ad abbaiare, sempre pi forte.
Ges! sbott pap girandosi verso quel rumore fastidioso.
Restai a guardarlo mentre scompariva nella luce ambrata.
...
.
...
CAPITOLO 17.
...
.
...
Il Falco era fuori sotto l'ombrellone, ai bordi della
piscina, circondato da pile di giornali che formavano
una specie di fortezza. Mi sedetti di fronte a lui. In
quel giorno di sole mi sentivo come una grigia foschia
che copre l'intero orizzonte. Il Falco, per cui la routine
aveva valore religioso, ogni giorno alle dodici e dieci
mangiava uova strapazzate e frutta su una tavola impeccabile
con tovaglie di lino bianco e piatti di splendida
porcellana.
Sollevando lo sguardo dal suo pompelmo, mi lanci
una gelida occhiata, e pass all'offensiva.
Senti, Collie, quest'assurdit, questo tuo diabolico
silenzio  durato abbastanza. La mandibola adesso 
guarita, ti sei rimesso completamente. Non ci si pu
abbandonare al dolore, lo si deve superare. In un giovane,
la depressione  del tutto fuori luogo; persino i
cani cominciano a pensare che sei pazzo.
Quelle parole taglienti mi attraversarono come un
sasso nella nebbia. Presi una fetta di pane e senza alzare
gli occhi cominciai a imburrarla.
Il Falco, insolitamente rosso in viso, infilzava l'aria
con la forchetta, agitava le braccia come una frusta,
con la rabbia che gli montava dentro.
Santo Iddio, queste uova sono un'oscenit culinaria!
Ingrid,  possibile avere un pasto decente in questa
casa, o devo prepararmelo io? sbott pestando un
pugno sul tavolo che fece sobbalzare le posate. I canarini
nelle gabbie presero a cantare.
Il Falco teneva una dozzina di canarini dentro una
collezione di gabbie antiche; di norma erano sistemate
nel bovindo della sala da pranzo, ma nelle giornate
estive venivano portate all'aperto per alcune ore. La
voce del Falco animava la festosit dei canarini - pi
lui tuonava, pi forte e gioioso si faceva il loro coro.
Dacch mi ero trasferito io i loro trilli acuti minacciavano
in continuazione di rompere i vetri.
Sono cucinate come piacciono a lei. Non riesco a
capire cosa possano avere di sbagliato rispose Ingrid
strizzandomi l'occhio. Io le ricambiai il sorriso. Ingrid
era in servizio da molti anni, da quando mamma era
piccola, e dirigeva l'intera servit - il cuoco, l'autista, i
giardinieri, le due cameriere e lo stalliere. La cara vecchia
Ingrid sapeva in quali armadi erano nascosti gli
scheletri.
Non sanno assolutamente di niente... insisteva il
nonno.  troppo chiedere che un uovo sappia di uovo?
Non importa, mi far bastare una tazza di caff e
un pompelmo.
Su su, non faccia tanto il testardo e mangi le sue
uova. Adesso gliele riscaldo, mi dia solo un momento
ribatt Ingrid continuando tranquillamente a togliere
le fresie appassite dal grande vaso al centro del tavolo.
Fa' pure con comodo, Ingrid, non c' fretta! Dov'eravamo
rimasti, Collie?... Ah s, dov' il tuo spirito
combattivo? Tira fuori un po' di grinta! Questo tuo
modo di fare... mettere il broncio come una bambina,
 maledettamente disgustoso. Ho una mia filosofia
della vita che ha sempre funzionato e adesso te la svelo,
gratis. Il suo tono intimidatorio mi incollava allo
schienale; quindi si sporse verso di me e disse: Datti
una mossa!.
Staccai un pezzetto di pane imburrato e lo lanciai a
Cromwell.
Devi dare da mangiare ai cani mentre sei a tavola?
sospir. I suoi drammatici sospiri si alzavano come
dei funghi atomici e restavano sospesi sopra le nostre
teste.
Ti spiace passarmi lo zucchero? gli chiesi. Erano
le prime parole che dicevo da quasi un mese. Cromwell
drizz la testa e si mise a scodinzolare; il nonno
invece, che delusione, non se ne accorse nemmeno, e
riprese a sbraitare: Non ti sembra di mangiarne abbastanza
di zucchero? Dio mio, quanti dolci mangi! Sembri
un bambino di cinque anni.
Che bello sentirti parlare di nuovo, Collie mi sussurr
pi tardi Ingrid abbracciandomi. Eravamo davanti
alla serra, lei stava andando in cucina.
Qualche giorno dopo Alexandra mi piant. Venne
a Cassowary un venerd e, tra lacrime e singhiozzi, mi
elenc i vantaggi dell'andarcene ciascuno per la propria
strada. Le dispiaceva farlo proprio in quel momento,
ma date le circostanze, diceva, non sarebbe stato
peggio per me dovermi ricostruire la casa su delle
fondamenta cos traballanti?
Sconvolta, con i capelli color sabbia che le coprivano
la faccia, mi disse che era molto difficile per lei,
che era addolorata per mia madre e per Bingo, e
quanto era insostenibile la sua situazione.
Giuro su Dio che avevo intenzione di lasciarti gi
quel fine settimana, ma poi sono morti Bingo e tua
madre....
Non importa le dissi porgendole un fazzolettino
e dandole un abbraccio senza nessun trasporto. Ti
capisco. Se riuscissi a trovare il modo di troncare anch'io
con me stesso, lo farei, credimi.
Oh, Collie miagol lei con il volto rosso e inzuppato
di lacrime.
Non me ne importava niente. Potevano anche ficcarmi
una granata nei pantaloni che non avrei reagito.
Non mi sentivo pi un essere umano, ero completamente
svuotato e del tutto indifferente a qualunque
cataclisma mi esplodesse attorno.
Dopo il suo pianto torrenziale mi strizzai la camicia
e mentre le sue lacrime gocciolavano sul pavimento
restai l in sala da pranzo a guardarla andare via. La
sua manina come un guanto bianco mi faceva ciao dal
finestrino.
Be', mi dispiace per te, ma non posso darle torto.
Il Falco era planato in silenzio alle mie spalle. In fondo
le donne amano i cavalieri dall'armatura splendente,
e purtroppo la tua, Collie, dopo gli ultimi fatti, appare
un po' arrugginita, se non altro agli occhi di chi 
severo nei propri giudizi.
Mi cinse il collo con le mani e lo strinse forte - bizzarra
parodia di un gesto consolatorio, come se
asfissiandomi potesse in qualche modo rassicurarmi -,
poi allent la morsa. Mi voltai per andarmene e in
quel momento notai sulla parete un ritratto di mia
madre. Era un dipinto a olio di quando era ragazzina
che prima non c'era mai stato.
L'hanno messo stamattina mi disse il nonno notando
la mia espressione.
 bello osservai. Non sorride.
No. E piuttosto somigliante.
Ingrid mi ha detto che da piccola la mamma dormiva
tutto il giorno e che di notte la sentivano ridere
da sola nella sua culla. E che quando aveva sei anni
aveva annegato il suo corvo ammaestrato in una cisterna
perch le aveva portato via il braccialetto con i
ciondoli.
Ingrid dovrebbe riservarli al retrocucina i suoi racconti
iperbolici disse il Falco piazzandosi davanti al
ritratto e dandomi le spalle.
Com'era la mamma da giovane? gli chiesi sedendomi
sul tavolo.
Tua madre era destrimana.
No, era mancina ribattei sorpreso di quella sua risposta.
Se ne vantava sempre, diceva che anche Fidel
Castro era mancino, e Giovanna d'Arco, e Cole Porter.
Il Falco si gir verso di me e mi guard con un'espressione
di lieve condiscendenza - di solito mi guardava
come se cercasse di reprimere un conato di vomito.
Mi rianimai un po' al pensiero che il suo atteggiamento
nei miei confronti da sprezzante fosse diventato
paternalistico.
Come pure John Dillinger e lo Strangolatore di
Boston... e anche tu, se  per questo. Ti assicuro, Collie,
che tua madre era destrimana. Ma da piccola decise
che usare la destra non era una cosa interessante.
Allora impar a usare la sinistra, per darsi un certo tono.
Anais era convinta che fare la difficile fosse segno
incontrovertbile di un'indole artstica....
Feci di s con la testa.
Perci, se il suo criterio era fondato, con la sua
morte tua madre si  distinta come la mente pi creativa
della sua epoca.
Si avvicin alla porta-finestra come distratto da qualcosa
e guard i canarini che cinguettavano allegramente.
I canarini sono straordinari nel loro essere assolutamente
non interessanti osserv infilando una mano
in una gabbia tra un frullio di ali. Non si affezionano
a chi si prende cura di loro e non c' bisogno di
una forte interazione o di grandi stimoli per farli contenti.
Sono graziosi, divertenti e inaccessibili - gli animali
perfetti per chi ama la bellezza e lo spettacolo
senza coinvolgimenti emotivi.
L'esatto contrario di Carlos. Carlos era l'ara giacinto
del Falco e aveva quarantanni.
Il nonno rise - rideva! non riuscivo a crederci. La
giornata si stava trasformando in una versione moderna
del Canto di Natale.
Quel Carlos  una maledetta seccatura.
Incoraggiato dal suo tono amichevole provai a insistere.
Siete mai andati d'accordo tu e la mamma?.
No.
E perch?.
Questione di genetica. Diciamo semplicemente che
sull'anaffettivit sua madre, tua nonna, avrebbe potuto
scrivere un manuale di istruzioni.
Chiuse la porticina della gabbia, si ferm di fronte a
un grande specchio con una cornice orientale molto
lavorata e torn davanti al ritratto.
Per certi aspetti tua madre assomigliava a mia nonna
Lowell, una donna assai cocciuta e ostinata. Era
molto rigida e intransigente, pur avendo anche lei
qualche buona qualit aggiunse facendo una piccola
e non troppo convinta concessione. Passavo molto
tempo con lei da bambino, dopo la morte di mia madre.
Ho abitato con lei fino ai dodici anni, e le ero legato,
a modo mio. Mor quando io avevo la tua et.
Non ho mai conosciuto una persona cos priva del senso
dell'umorismo. Le volevo bene, immagino, be', s,
le volevo bene, ma fino a oggi non ho mai versato una
lacrima per la sua perdita. Tacque e lanci un'occhiata
al pendolo che batteva l'ora, poi si gir aspettando
di sentirmi dire qualcosa.
Non so perch, ma non ho pianto per la mamma
mi lasciai sfuggire. Eppure le volevo bene.
Forse le volevi bene in quel modo spigoloso con
cui lei voleva bene a te disse il Falco in tono pacato.
Forse... non lo so.
Non preoccuparti, Collie, alla fine sar lei, tua madre,
a importi il suo periodo di lutto. Alcune persone
le seppelliamo pi in profondit di altre. Scoprirai che
il dolore si manifesta sotto varie forme, ma alla fine il
cordoglio  un onore che conferiamo a quelle persone,
anche le pi improbabili, che ci hanno dato un
po' di gioia. Tua madre  stata molte cose, ma non
una presenza gioiosa. Purtroppo, la tomba di Anais 
molto profonda.
In quel momento Ingrid apparve sulla porta. L'aereo
sta aspettando, se l' dimenticato? disse battendo
un piede sul pavimento.
Ma prego, Ingrid, interrompici pure quando vuoi.
Ti pago forse per essere invadente? In tal caso ti meriti
un premio. Poi, prendendo la borsa di cuoio da una
sedia, disse: Bene, adesso devo andare. Vado a Chicago,
ma domattina sar di ritorno. Nel frattempo, Collie,
ti prego di non sederti sul tavolo.  una cosa da zoticoni.
Lo sentii allontanarsi per le scale con un'energia
che smentiva la sua et, quindi scivolai gi dal tavolo e
uscii fuori nel patio, dove i canarini si godevano il sole caldo del mattino.
Ti va un po' di t, Collie?. Ingrid era alle mie spalle.
No, grazie risposi. Com'era piatta la mia voce in
confronto ai trilli dei canarini e al coro degli uccelli selvatici. Sto bene.
Certo che stai bene.
...
.
...
FINE Parte 1.